Editoriale nerazzurro – Tutti a San Siro per vivere la nostra notte magica!

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Sabato sera a San Siro andrà di scena Inter-Juventus. I bianconeri sono reduci dalla sconfitta in campionato contro il Napoli e dalla cocente eliminazione in Champions. Spetta a noi dare il colpo di grazia alla Zebra tramortita. Riuscirà il Biscione a stritolare i sogni di gloria dei gobbi?

Siamo allo scadere. Due momenti in parallelo.

Da una parte abbiamo un Chievo che cerca in tutti i modi di andare in gol e dall’altra uno Juventus-Napoli che sembra non schiodarsi dallo 0-0 iniziale.

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Mancano pochi secondi alla fine, forcing dei clivensi e quella palla che va fuori di un niente.

Pericolo scampato. L’Inter esce dal terreno di gioco con i tre punti in tasca e il sogno Champions ancora vivo.

A distanza di qualche ora, quasi al termine della sfida al vertice, Koulibaly sale in cielo, incorna e regala i tre punti ai partenopei.

COSA HANNO IN COMUNE QUESTI DUE MOMENTI?

Apparentemente nulla, ma solo apparentemente.

In verità ci troviamo di fronte a due episodi che si fondono in quella che sarà la sfida di sabato sera tra i nerazzurri e i gobbi.

Due momenti così diversi, ma che, alla luce del risultato degli azzurri a Torino, diventano così simili.

Una vittoria che caricherà ancora di più una sfida importantissima per noi tifosi e la città di Milano.

L’Inter sarà arbitro non solo del proprio destino. La nostra amata formazione avrà la possibilità di frenare la corsa al settimo scudetto dei bianconeri e così fare un assist indiretto al Napoli.

L’Inter dovrà vincere per cercare di mantenere intatte le aspirazioni europee, ma che gusto ci sarebbe a vincere solo per continuare la corsa alla Champions?

COL DOVERE MORALE DI VINCERE

Quella contro i gobbi non è solo una partita, ma LA partita.

La rivalità tra le due formazioni è storica. Siamo noi contro di loro.

La nostra storia, la nostra identità, i nostri valori… già, quei valori che loro sconoscono, perché per loro “vincere è l’unica cosa che conta”; “meglio due feriti che un morto”; “gli arbitri devono avere SENSIBILITA”.

Noi siamo l’Internazionale Football Club.

Abbiamo vissuto anni gloriosi e altri meno. Da anni ci troviamo ai margini del calcio che conta, troppo lontani da palcoscenici a cui eravamo presenti fino a diversi anni fa.

Basterebbe solo questa ultima frase per spiegare ai nostri calciatori il perché devono provare a vincere a tutti i costi la sfida contro i gobbi. Bisogna vincere per tornare su quei palcoscenici che più ci appartengono.

Ma non solo. Bisogna vincere per noi stessi.

Per la rivalità che intercorre tra noi e loro.

Bisogna cogliere i tre punti per tutti questi motivi e solo per noi stessi.

Il destino ci ha donato un Inter-Juventus da gusto un po’ particolare: noi giudici del campionato.

Che bello che sarà San Siro sabato sera.

Uno stadio tutto nerazzurro, perché bisogna accogliere in massa la richiesta della società: bisogna colorare ogni settore con sciarpe, maglie, bandiere.

Ogni spazio deve avere il suo binomio cromatico perfetto: il nero e l’azzurro.

GLI ALTRI MOTIVI PER CUI E’ NECESSARIO BATTERE LA JUVE

Anzitutto bisogna vincere perché siamo assolutamente interisti e quindi anti juventini.

Perché noi siamo decisamente l’opposto di quello che sono e rappresentano loro.

Loro sono l’immagine dell’antisportività per eccellenza.

La loro storia è piena di episodi che niente hanno a che fare con la lealtà sportiva, con la natura dello sport stesso.

Loro sono l’anticalcio.

Lo hanno dimostrato per anni e hanno pagato per quello che hanno fatto. Avrebbero meritato una pena più severa, ma in Italia si sa, più si è importanti, più si è “grandi”, meno si applicano le norme.

Sì, tiro ancora in ballo “Calciopoli”, la pagina più triste del nostro calcio.

Un sistema perfetto per eludere regolamenti e vincere contro ogni forma di LEALTA’ sportiva. Sono stati giudicati, processati e condannati. Giustamente condannati.

Sono finiti in Serie B, troppo gentili…

Oggi sento ancora dire a certi tifosi che avrebbero dovuto pagare anche altre squadre (lascio perdere gli idioti che tirano in mezzo la Telecom, Facchetti o altre storie…) anche loro implicate, ma queste, al contrario dei gobbi, hanno presentato ricorso e hanno ottenuto dei provvedimenti diversi.

La Juve invece? La Juventus è stata l’unica società che ha patteggiato, che ha accettato senza batter ciglio le conseguenze, ottenendo, quasi per magia, uno sconto di pena.

Loro hanno pagato, ma quel sistema così marcio sembra ancora vivo e vegeto oggi. Perché loro non hanno perso il vizietto di vincere con l’aiutino, di vincere a tutti i costi.

Anche quest’anno si è visto come il loro sistema è andato in crisi con l’avvento del VAR, ma come è bastato veramente poco per rimettere tutto a posto.

È bastato meno di un girone per addolcire il VAR, per rendere il mezzo tecnologico inutile ed obsoleto.

Sono bastate le parole d’accusa di tutto lo staff bianconero: dal presidente, ai dirigenti, per passare all’allenatore e finire con i loro tesserati.

Nessuno di loro poteva accettare che l’arbitro prendesse delle decisioni corrette, che l’arbitro fosse equo e, FINALMENTE, imparziale.

Dopo un avvio altalenante, un po’ balbettante, la Vecchia Signora è tornata a vincere grazie anche al silenzio implicito di chi osserva fuori dal campo un monitor che può cambiare l’inerzia delle gare.

E’ tornata a vincere nel silenzio assordante di un sistema arbitrale compiacente, per non parlare del vortice di silenzio dei media, sempre più servi del club torinese.

Poco alla volta sono caduti diversi direttori di gara, sacrificati sull’altare degli Ovini.

Per loro stop di alcune settimane, ma una sicura carriera nel mondo arbitrale.

Perché in Italia funziona così, se fai un torto alla seconda squadra di Torino puoi tornare ad arbitrare nei campi polverosi di provincia, se, al contrario, ti dimostri accondiscendente e voglioso di far carriera, beh… la strada è spianata.

L’episodio di Madrid, che ha fatto il giro del Mondo, è il chiaro esempio di come questa squadra venga tutelata all’interno del territorio italico. Nessun arbitro avrebbe mai fischiato un rigore del genere all’ultimo minuto contro i gobbi.

Con loro, in Italia, gli arbitri sono tutti sensibili e hanno tutti un cuore grosso come la Mole di Torino.

E i media? Tutti a pompare le parole di Buffon, considerato il nuovo Garibaldi, un eroe nazionale a cui era giusto dare meriti.

Nessuno ha preso le distanze dalle accuse del capitano bianconero. Nessuno ha detto chiaramente che quello fosse rigore. Che c’è un regolamento.

Nessuno ha detto a muso duro ai tesserati della Juventus che la decisione dell’arbitro è difficile da accettare, ma è giustissima. Nessuno ha fatto il confronto con altri episodi simili non sanzionati in Italia. NESSUNO. Tutti a dare ragione a Buffon, ad Agnelli… alla Rubentus!

A volte basta un arbitro onesto e tutto cambia. Possono anche essere la squadra più forte, quella dai valori assoluti più importanti del campionato, ma con un arbitro imparziale in campo la storia cambia…

E LA STORIA DI INTER-RUBENTUS E’ FATTA DI EPISODI

Sabato avremo una grossissima opportunità.

Mettere una possibile parola fine al loro sogno.

Zittire i loro tifosi, i loro pseudo giornalisti, la loro gente.

Perché noi siamo abituati ad uscire dalle fogne solo quando la Rubentus perde.

Noi godiamo solo delle loro sconfitte, perché non ci resta altro da fare.

Sabato, possiamo tranquillamente riempire San Siro, possiamo tranquillamente abbandonare le fogne e sospingere la nostra squadra alla vittoria.

Dopo aver ottenuto i tre punti potremmo anche evitare di scendere nelle fogne e rimanere per una volta in superfice e festeggiare, un po’ come fatto dal Napoli domenica sera, per i tre punti ottenuti, per la loro sconfitta e per aver distrutto, insieme al Real (e in collaborazione con i partenopei) le loro velleità stagionali. Che triplice goduria.

Andavate in cerca del Triplete, eccolo qui: niente Champions, niente Campionato (il settimo di fila… non era già in tasca?) e solo con la Coppa Italia da giocare… #finoallafine spero vincano i cuginastri del Milan.

Ma come dice il buon vecchio Trap: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.

Spero che domenica possa essere un gran bel giorno per noi interisti. Diamo un senso alla nostra stagione, battiamo loro e andiamo in Champions.

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