Editoriale nerazzurro – Un nuovo anno, ma sempre lo stesso sogno!

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Abbiamo appena archiviato un’annata dalle mille emozioni. Un percorso non certamente lineare, con più bassi che alti, con numerose sconfitte e tracolli incredibili.

Un 2017 dai due volti. Una stagione finita come peggio non poteva e una, di contro, iniziata sotto i migliori auspici.

Un percorso impervio, anche quello di quest’anno, ma reso “sicuro” dalla mano che guida il gruppo, dalla qualità che questi giocatori sembrano avere ritrovato.

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Riavvolgendo il nastro del 2017 non si può che guardare positivamente a questa nuova stagione, agli ultimi mesi, quelli in cui l’Inter si è dimostrata nuovamente una squadra, mesi in cui la nostra squadra del cuore ha mostrato nuovamente una sua IDENTITA’.

LA TEORIA DEI PICCOLI PASSI – Qualcosa è certamente cambiato. Lo si vede nel modo in cui la squadra affronta le gare, i giocatori approcciano le partite. La cura Spalletti ha recuperato diversi elementi, alcuni di loro ai margini dei margini di qualsiasi progetto: Santon e Ranocchia in primis, giocatori che sembravano finiti, pronti a lasciare Milano alla primissima occasione, invece… il tecnico di Certaldo è stato bravo a lavorare sulla testa di Ivan Perisic, di certo uno dei migliori fino a quando ha avuto benzina in corpo. L’uomo mercato nerazzurro della scorsa estate, corteggiato dal Manchester di Mourinho, alla fine è rimasto a Milano, con un rendimento da Top Player. Altro grande lavoro è stato fatto con D’Ambrosio. Solo l’infortunio ha messo fuori dai giochi Danilo, che a suon di buone prestazioni è riuscito a conquistarsi anche l’azzurro della Nazionale.

Non sappiamo se su Skriniar i meriti siano di Spalletti, ma il difensore slovacco è certamente la rivelazione in positivo di questo 2017 nerazzurro.

Infine c’è lui, il nostro capitano, la nostra fonte di gol: Mauro Icardi. Il bomber nerazzurro dopo un avvio non proprio esaltante è riuscito a cucirsi addosso i dettami del proprio tecnico, trasformandosi da finalizzatore delle azioni da rete quasi impeccabile, a uomo squadra e marcatore implacabile.

Al termine del girone d’andata è proprio lui il re dei bomber della Serie A e gol dopo gol è riuscito a scalare velocemente la classifica dei marcatori nerazzurri, entrando prepotentemente nella Top Ten di tutti i tempi.

Tanti piccoli passi che sono valsi i 41 punti di questa squadra e un terzo posto con vista Champions.

RAMMARICO? SI, FORSE UNO! – Alla luce delle sfide giocate fino ad oggi ciò che, forse, fa più male è quel derby gettato al vento e quel passaggio del turno regalato al Milan in Coppa Italia. È vero che la squadra veniva da due sconfitte consecutive, ma… Udinese e Sassuolo niente hanno a vedere con la sfida di Coppa.

Nelle due sfide di campionato l’Inter ha giocato e solo il Fato ha voluto che la Beneamata uscisse dal match con un pugno di mosche in mano.

La sfida interna con i friulani è stata determinata dagli episodi. Un primo tempo da schiacciasassi per gli uomini di casa, una partita che poteva chiudersi nei primi quarantacinque minuti con uno scarto di gol enorme, ma che ha visto Icardi siglare l’unico gol nerazzurro non solo di quella partita, ma dell’ultimo periodo nerazzurro.

Eupalla dà ed Eupalla toglie. In altre occasioni meritavamo meno, ma siamo riusciti ad ottenere l’intero bottino, è il bello del calcio. Stesso discorso si può fare per la sfida di Reggio Emilia, il Sassuolo ha sfruttato l’unica occasione buona, noi abbiamo fatto tutto il resto, sbagliando un rigore con Icardi e gettando al vento ogni possibile azione da gol capitataci nell’arco dei novanta minuti, con un secondo tempo giocato ad una sola porta.

Col Milan invece non è stato così. Tolto il gol annullato dal VAR per il (giusto) fuorigioco di Ranocchia e l’occasione mancata da Joao Mario (poi vorrei capire come sia possibile che un giocatore professionista calci così malamente sul portiere da ZERO metri!!!!) il Milan ha MERITATO di passare il turno.

Abbiamo noi regalato di fatto la qualificazione ai rossoneri giocando una partita vergognosa, contro una squadra in grossa difficoltà. Potevamo farne un sol boccone, invece abbiamo dato la possibilità ai cuginastri di sfotterci e mettere in discussione – ADDIRITTURA – il divario in classifica. Come se noi fossimo realmente quelli visti in Coppa Italia.

Siamo apparsi appannati. Stanchi. Qualcuno con la testa alle vacanze (che quest’anno non sarebbero arrivate come al solito). Sembravamo una squadra cotta. Mai un anticipo, mai un giocatore a tagliare la linea di passaggio, nessuno che ha messo in campo un minimo di grinta e combattività, al contrario del Milan. Gattuso ha chiesto ai suoi la garra giusta per affrontare la gara e alla fine l’ha ottenuta. Complimenti ai cugini, giocando meno peggio di noi si sono assicurati la finale di Coppa del Mon… ah no, che sbadato, è solo la semifinale di Coppa Italia. Strano, dalle esultanze a fine partita pensavo altro.

LAZIO CROCEVIA DI OGNI STAGIONE – Un inizio di stagione esaltante. Euforia a mille. Sogni di gloria. Unica imbattuta in Serie A. Usciti indenni dallo Stadium e poi? In fila Udinese e Sassuolo. Le prime due sconfitte in campionato. Quello che tutti stavano aspettando.

L’Inter cade e non riesce a rialzarsi e ricapitola contro gli emiliani. Quest’anno però, complici i Mondiali che non giocheremo, il calendario mette in programma un Derby tutto speciale. Pochi giorni dopo il Natale e pochi prima dall’ultima sfida dell’anno ed ecco che l’Inter ha la possibilità di cancellare le due sconfitte e regalarsi un’altra gioia nella stracittadina milanese. Non andrà così. L’Inter cade ancora una volta e tornano prepotentemente gli spettri nerazzurri. Centoventi minuti nelle gambe, una sconfitta e la conseguente eliminazione prima della sfida con la Lazio, da sempre nostra bestia nera, soprattutto quando la si affronta a Dicembre. La mente torna a quell’Inter di Mancini, a qualche anno fa, a quando fu proprio la sfida con gli aquilotti a sancire la nostra “crisi”.

Gli ingredienti per non stare tranquilli ci sono tutti, ma l’Inter esce indenne dall’ultima sfida di campionato. Uno 0-0 che può essere interpretato in diversi modi. Un pareggio che non certifica di certo la nostra ripresa, ma che consolida quanto di buono fatto vedere fino ad oggi. Questa squadra si è smarrita, ma non si è persa del tutto. Il pari può stare stretto a loro, ma è proprio da sfide così combattute e difficili da affrontare che viene fuori il meglio di noi. Lo si è visto nei singoli citati nel primo capitoletto. Lo si è visto nel complesso. Abbiamo sofferto, abbiamo rischiato, ma non ci siamo piegati all’avversario. Eppure avremmo anche potuto vincerla. Ma questa squadra non sa più segnare. Il dato sconcertante è questo: Juventus, Pordenone (120’), Udinese, Sassuolo, Milan (120’) e Lazio un solo gol segnato. Che si siano bagnate le polveri?

ADESSO SOTTO CON QUESTO 2018 – Il carrozzone della Serie A non si ferma, anzi, mette in programma sfide davvero interessanti. Giunti al giro di boa l’Inter dovrà ricominciare tutto da capo partendo dalla delicatissima sfida di Firenze contro i Viola e passando poi alla gara di Milano con la Roma.

Speriamo che con la Lazio la squadra si sia lasciata la tempesta alle spalle e che le nubi che aleggiavano sul cielo nerazzurro lascino spazio ad un sole super splendente.

Questa squadra ha bisogno di ritrovarsi e di ritrovare gli uomini chiave. Non sarà facile, ma da questo momento in poi non possiamo più permetterci alcun passo falso.

Il vero cammino, ancora più impervio, inizia da Firenze, la strada per la Coppa Campioni è ancora lunga e piena di difficoltà. Bisogna ricaricare le pile, non ascoltare le scemenze di mercato e rimanere sul pezzo, più che concentrati, perché sarebbe davvero inaccettabile buttare al vento quanto di buono fatto fino ad ora. Io ci credo ancora. Il destino è nelle nostre, ops, vostre mani… o meglio, nei vostri piedi. Regalateci un girone di ritorno da urlo e la prima emozione dopo anni di buio. Di profondo buio.

Ah, ci sarebbe da spendere due parole sulle parole di Simone Inzaghi sul VAR, ma è meglio non rovinarsi il nuovo anno con frasi che non dovrebbero nemmeno essere pensate. Chiediamo il cambiamento e poi… Tantissimi auguri di buon anno nuovo cuori nerazzurri, speriamo che il 2018 sia pieno di tante soddisfazioni per i nostri colori.

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