Editoriale nerazzurro – Work in progress. Dopo #Interiscoming, attendo #Intersiback…again!

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Dopo la sosta per le nazionali, finalmente, è tornato il campionato di calcio. Il programma all’ora di pranzo, in un San Siro stracolmo di gente e vestito a festa per le grandi occasioni, prevede Inter-Spal.

PRIMO COMANDAMENTO: “NON SOTTOVALUTARE L’AVVERSARIO” – Sulla carta un match alla portata dei nerazzurri, una sfida già persa in partenza dalla formazione neo promossa, ma… ma il calcio non è per niente una scienza esatta, e il primo pericolo di questa sfida sarebbe stato, appunto, sottovalutare impegno e avversario.

Più o meno un anno fa l’Inter, davanti al proprio pubblico, prendeva letteralmente a pallonate il Bologna di Donadoni, non riuscendo, al termine della gara, ad imporsi sull’avversario e strappare così i tre punti. In quell’occasione i complimenti finirono tutti al tecnico ospite, abile a tessere una trappola efficace per gli uomini di casa. Una squadra in grado di arginare i nerazzurri, una tattica precisa che diede la possibilità al suo Bologna di lasciare San Siro senza rimetterci le penne.

Ieri l’Inter non è ricaduta nello stesso errore non solo di un anno fa, ma di tante altre occasioni.

Ieri l’Inter ha giocato da grande squadra, “rispettando” l’avversario, ma facendo valere il maggior tasso tecnico. La differenza, ieri, l’ha fatta la qualità del collettivo, perché la Spal ha giocato con sfrontatezza, con organizzazione, facendo vedere qualche spunto interessante per il prosieguo del campionato. La differenza l’hanno fatta i campioni e la fame di vittoria che, ultimamente, questi ragazzi hanno scoperto di avere.

IMPEGNO, FATICA E DEDIZIONE – Una settimana senza parecchi elementi della rosa. Una settimana di lavoro con pochi uomini, un gruppetto ristretto. Ma Spalletti ha martellato lo stesso nella testa dei giocatori disponibili, gli altri, alla spicciolata sarebbero rientrati poco alla volta.

L’obiettivo lì, già fissato, terza di campionato. In un San Siro con quasi 60mila spettatori, contro una neo promossa, per di più all’ora di pranzo.

Il tecnico nerazzurro ha chiamato a raccolta il suo Popolo, che ha risposto “presente” in massa.

Ha usato giri di parole e metafore, per descrivere la difficoltà del match, perché dietro la Spal potevano nascondersi migliaia di incognite.

La formazione nerazzurra avrebbe, prima di tutto, giocato contro sé stessa, poi contro gli avversari.

L’Inter aveva il dovere morale di mettere in campo tutto ciò che si è intravisto in queste settimane: impegno, fatica e dedizione.

Spalletti ha dato fiducia a Joao Mario e Gagliardini dal primo minuto, con il secondo che ha bisogno di trovare continuità, fiducia e minuti da mettere nelle gambe. L’ex atalantino ha palesato qualche piccolissima difficoltà, ancora qualche piccolissima sbavatura. Una prova buona, ma non ancora ottima, ma credo sia solo questione di condizione. Forse anche per questo motivo il tecnico gli ha dato la possibilità di mettere benzina nel serbatoio per far girare a pieni giri il motore. Ha cominciato benissimo, ha provato più volte la conclusione, ha sfiorato per ben due volte il gol… la strada imboccata dal numero 5 nerazzurro sembra essere quella giusta. Roberto sta tornando e ieri ha dato qualche segnale di risveglio.

Discorso diverso per il portoghese. Investito di una maglia da titolare JM10 fatica a trovare la posizione in campo. Tende ad arretrare troppo il proprio raggio d’azione, si decentra e fatica un po’. Segue il dettame tattico del proprio tecnico, che sembra telecomandarlo dall’area tecnica, si piazza al centro e comincia a giocare come deve. Fraseggia al limite dell’area, riceve palla, si inserisce e viene messo giù.

Da un suo lampo arriva il rigore che poi Icardi trasformerà. Con il passare dei minuti mette quantità e qualità al suo gioco, risultando tra i migliori. Finisce presto la benzina e perde un po’ di lucidità, Spalletti lo richiama in panca, ma non per demeriti. Va bene così.

CHECK IN EFFETTUATO CON SUCCESSO – L’Inter continua la sua corsa. Questo è il responso del campo. Tre partite, tre vittorie. Fiorentina, Roma (all’Olimpico!) e Spal.

Tre squadre con tre ambizioni diverse, ma tutte formazioni da prendere con le pinze.

Un avvio non semplice per i nerazzurri, che hanno dimostrato, però, di avere la giusta determinazione per portare a casa il successo. Partite diverse tra loro. Racconti che, però, hanno un unico comune denominatore: la vittoria.

Prima che iniziasse la stagione l’area comunicazione nerazzurra ha lanciato l’hashtag #interiscoming, oggi più che mai questo messaggio sta diventando reale. L’Inter sta lentamente tornando. Ma non perché dopo tre giornate condivide la prima piazza della classifica con Juventus e Napoli, le pretendenti assolute allo scudetto, ma perché questa squadra sta trovando il coraggio di osare che le mancava, la voglia di stupire, ma soprattutto l’affiatamento che, oggi, sembra esserci tra i ragazzi in campo. E non solo. Basta dare anche un’occhiata ai vari social utilizzati dai calciatori per capire che qualcosa è davvero cambiato.

SOCIAL-INTER – Likes, messaggi, foto pubblicate e condivise… c’è di tutto anche fuori dal rettangolo di gioco.

Esempio:

Questa foto pubblicata da Gagliardini mi ha colpito. Vista stamattina. In una sola immagine il senso delle mie parole.

Quel senso di gruppo che è mancato in questi anni. Poi basta leggere quelle poche parole in didascalia. Quel piccolo commento.

C’è tanta voglia di Inter. San Siro così semplicemente speciale. Altro +3, ma il meglio deve ancora venire. Crediamoci, insieme”.

Credo che queste poche parole possano rappresentare l’interismo che dovrebbe essere in ognuno di noi tifosi, ma prima di tutto in coloro che vestono questi colori.

In “Noi” la voglia di Inter non è mai mancata (mi spiace solo per quei poverini che sbavavano dietro al mercato del Milan, sputando m**** sull’operato della nostra società!), “Noi” ci crediamo, lo abbiamo sempre fatto e – io personalmente – sono più che convinto che il “meglio deve ancora venire”. Non vedo l’ora che quel momento arrivi.

Noi siamo l’Internazionale Football Club. La nostra storia è la nostra ricchezza. Il nostro passato è da leggenda. I nostri uomini sono considerati degli “eroi.

Oggi più che mai dobbiamo ritrovare quell’orgoglio che forse abbiamo un po’ perso. Dobbiamo rialzarci, credere tutti insieme in questa squadra. Il peggio non è ancora passato, occhio ad accendere facili entusiasmi, o fantomatiche micce di vanità. Non bisogna assolutamente essere belli, ma bravi. Non bisogna essere i migliori, ma i più diligenti.

Capiterà di cadere, ma dovremo essere bravi a rialzarci e tornare subito a lottare. Arriveranno gli schiaffoni, ma noi saremo più forti delle critiche e delle avversità. Aspettiamo con impazienza il momento in cui l’#Interiscoming, si trasformerà in #interisback…again.

P.S. Su Perisic mi sono dilungato anche abbastanza due settimane fa. Le grandi squadre hanno grandi calciatori, se quei grandi calciatori li hai già in casa non li vai a SVENDERE.

Ivan il terribile è rimasto con noi perché “convinto” dal progetto di Spalletti e dal rinnovo arrivato nei giorni scorsi.

Oggi lui e Icardi sono i top player che in tanti invano hanno aspettato e da cui era necessario ripartire. Eh sì, il campo dice che bisogna farlo proprio da coloro che gran parte dei tifosi avrebbero voluto via da questa piazza!

A voi, si proprio a voi, vorrei dare un piccolo consiglio. Guardate questo video in loop… potrebbe servirvi per redimervi! PEEEEEEEENTITEEEEEEEEEEEEVIIIIIIIII!!!!!!!

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