Welcome to Internazionale Football CIRCUS!

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Serviva vincere in terra inglese, e così non è stato. L’Internazionale FC rischia di trovarsi fuori da tutto già a Natale. In Europa la speranza è appesa ad un filo. In campionato ogni discorso sembra praticamente chiuso ed infine impazza ancora il totoallenatore. Tutto questo sta trasformando una delle più gloriose società di calcio in un vero e proprio circo.

Bene. Benissimo così. Finalmente siamo riusciti a trovare IL rimedio a tutti i nostri mali. Via il dente (De Boer!), via il dolore (la sconfitta!). Subito dopo l’esonero di Frankie la sfida di Europa League è divenuta l’immediata prova del nove per i ragazzi in maglia nerazzurra, ops… in maglia… beh, quelli con quei colori sgargianti in campo. Senza il prode Frankino in panca lo spartito cambia subito e alla grande. L’Inter torna molto più equilibrata, Vecchi (tecnico della Primavera promosso a tempo sulla panchina dei Grandi) accorcia la coperta e mette una linea difensiva più accorta.

FINALMENTE TUTTI FELICI Va incontro a quelle che sono le esigenze dei calciatori. Evita, insomma, di fare lo stesso errore del suo recentissimo predecessore. Ognuno libero di esprimere il proprio pensiero e fare ciò che meglio crede. Niente idee, nessuna filosofia di gioco… si va in campo nella speranza che qualcuno lassù assista Icardi e Co.

La tattica usata da Mister Vecchi sembra portare i propri frutti, perché tra lo stupore generale e l’incredulità di noi tifosi, proprio il capitano nerazzurro mette dentro la palla del vantaggio. Southampton 0, Inter 1.

Alla faccia di Frank e di quel suo modo tutto strano di mettere la squadra in campo. La formazione ospite intanto produce bel calcio, pubblico di casa annichilito e formazione locale in balìa dei ragazzi di mister Vecchi. Serviva una scossa? Eccola arrivata.

La squadra si scuote di dosso tutte le paure e comincia a sciorinare gran calcio. #Guardiolismo? #Cholismo? Macchè… in pochi giorni il tecnico orobico dei ragazzetti è riuscito ad entrare nella psiche dei singoli calciatori e ad inculcare loro il suo credo: il “Vecchismo”. Saranno tanti i complimenti post partita al tecnico nerazzurro. Finalmente il mondo del calcio si è accorto della sua esistenza. Ma torniamo al match. L’Inter sembra rinata. Handanovic mai chiamato in causa rischia di addormentarsi a più riprese e proprio mentre schiaccia una pennichella arriva la beffa. Un pari assolutamente immeritato… ma il gol provoca una reazione di rabbia/violenza/cataclisma/nonsocosaltrodire, uno tsunami di emozioni ai nostri fantastici beniamini, che vanno subito alla ricerca del gol vittoria. Mentre tutti gli occhi sono puntati su quelli davanti, sul forcing finale ecco chi non ti aspetti: sarà appunto Nagatomo a trovare la rete che chiude la disputa… meraviglioso il gesto tecnico del giocatore nipponico che manda alle spalle dell’estremo difensore la palla che chiude i conti.

Nel post partita è un tripudio di complimenti. Sorrisi, gente allegra, giocatori entusiasti, che hanno, finalmente, gettato il cuore oltre l’ostacolo e giocato per la maglia. Bastava davvero poco. Bastava scaricare De Boer per tornare ad essere belli e simpatici a tutti. Proprio a tutti!!!! Siamo tornati!!! Occhio che siamo vivi, affamati di vittoria e nuovamente vincen… ehmmm… vincenti?

Ah, mi dite che Nagatomo l’ha messa nella sua stessa porta? Mi dite che alla fine hanno vinto loro? Naaaaa… non può essere!!! Abbiamo scaricato De Boer, ci hanno fatto tanti complimenti, dovevamo vincere per forza, perché con quell’altro perdevamo sempre… cos’è cambiato? Solo il tecnico?

EH GIA’, CAMBIA IL TECNICO MA LA SOLFA RESTA SEMPRE QUELLA – De Boer è stato trattato malamente da ogni componente vicina al mondo del calcio, è stato preso di mira non solo sul lato professionale, ma anche su quello umano. È stato deriso dalla stampa, è stato lasciato da solo mentre gli sciacalli intorno pregustavano la sua “fine”. È stato lui a pagare per colpe non sue.

Gli errori sono di una società di incompetenti. Di una società che gioca a fare la forte con i più deboli, ma che quando è chiamata in causa, per tutelare il proprio allenatore, fa orecchie da mercante. Gli errori sono da ascrivere ad un manipolo di incapaci che sta cercando di approfittare del momento attuale dell’Inter. A pagare è stato solo uno, quello che aveva SOLO una parte di responsabilità, colui che ha sempre avuto il coraggio di dire ciò che pensava. Il nostro calcio, il nostro sistema, il nostro paese, così bigotto e ignorante, non è ancora pronto al “cambiamento”, alla “novità”. Siamo diventati lo zimbello d’Italia, ma ce lo meritiamo. Oggi va così. Domani spero che questa nuova proprietà, questi cinesi, diano inizio ad una serie di “purghe nerazzurre” in modo da tutelare una società che dal 1908 ha sì conosciuto l’onta della sconfitta, ma che non era mai arrivata tanto in basso come oggi.

Vorrei finire questo editoriale tornando serio. Lasciando da parte l’ironia e la rabbia e dedicare un plauso all’uomo De Boer. Lo stesso uomo che nel giorno del suo allontanamento si rivolgeva con “affetto” a noi tifosi nerazzurri, postando una foto della notte magica di Madrid. Frank come spesso accade eri l’uomo giusto nella situazione e nel contesto sbagliato. Hai dimostrato, nei tuoi 84 giorni di Inter, che preferiamo rimanere ancorati alle tradizioni, alle origini. Hai predecessori illustri: un nome? Luis Henrique. Via da Roma ha vinto tutto.  Mi auguro lo stesso per te, che le “nostre strade” – sportivamente parlando – si possano incrociare e che sia tu a vincere. Che tu possa trovare una piazza che ti accolga e ti permetta di portare avanti il tuo progetto tecnico. Che tu possa tornare a vincere, in modo da tappare la bocca a tutti i tuoi detrattori. L’Italia ha perso una grande occasione e con sé l’intero popolo nerazzurro. Quello sano. Quello che ha saputo scindere l’aspetto professionale da quello umano. Vivere tutti i giorni con il peso della graticola addosso non sarebbe stato facile per nessuno, eppure tu ci hai provato. Chapeau Frank, come hai visto, l’Inter perde anche senza di te in panchina. Spero che qualcuno lo abbia notato, perché alla luce di questo risultato, in un momento così cruciale continuo a farmi la stessa domanda: “perché esonerarlo proprio adesso?”.

Comunque sia… Grazie Frankie, sei stato e sarai un Signore!

saluto-de-boer

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