Emozioni Mondiali 2018: 5 cose importanti di questi ottavi

348

Emozioni Mondiali infinite in questi ottavi. Quali cose ci hanno davvero sorpreso?

Il calendario si stringe. Siamo già ai quarti e domani alle 16 tocca a Francia -Uruguay. Il match si giocherà allo stadio Niznij di Novgorod. Ma intanto quali sorprese ci hanno lasciato questi ottavi di finale?

Ronaldo e Messi: arrivederci o addio

Fuori dal Mondiale e stavolta forse per sempre sia Messi che Cristiano Ronaldo. Ultima occasione? Staremo a vedere. I due mister palloni d’oro negli ultimi dieci anni hanno abbandonato la competizione mondiale anzitempo. E anche in modo piuttosto deludente.

Messi e quel fantasma di Diego

L’uno che resterà sempre nascosto all’ombra di quel Diego nazionale che il mondo intero conosce. L’unico che ha portato da solo la sua Argentina a diventare campione del Mondo. La pulce blaugrana per l’ennesima volta ha, invece, fallito e anche miseramente. Con tanto di sberleffo del web mondiale. non solo il rigore sprecato contro l’Islanda, ma anche una presenza vacua in giro per il campo durante tutto il Mondiale. Decisivo solo contro la Nigeria e nascosto negli squilibri della sua Albiceleste. Troppa responsabilità addosso o semplice sfortuna con quella maglia? Chissà. Resta il fatto che l’argentino non è mai stato una volta nella sua nazionale la copia bella del campione del Barcellona. Addio Messi o se te la sentirai arrivederci. Quel fantasma lo avrai sempre su di te: Maradona forever

Ronaldo e una squadra mancante

Cristiano è bello, forte, decisivo e impetuoso. Sì, ma se ha una squadra che lo sostenga. Altrimenti pure lui viene nascosto dagli avversari. E’ accaduto contro l’Iran e contro l’Uruguay. CR7 se non viene servito come è abituato, se non ha una squadra che possa appoggiare la sua classe. Gli resta la classe, ma non è più un fuoriclasse. Questi Mondiali ci riconsegnano un Ronaldo straordinario atleta e capitano, ma un po’ rabbuiato, perché anche per lui il Mondiale resterà un sogno. D’altronde chi aveva intorno a lui? Giocatori d’animo e corsa, ma mediocri. Anche la tanto sognata accoppiata con Andrè Silva meglio lasciar perdere. Ora senza CR7 o quando fra qualche anno il campione portoghese lascerà la selezione nazionale, beh il Portogallo potrebbe ritrovarsi ai tempi di Nuno Gomes. Uomo di classe immensa, ma non fuoriclasse. Per quel titolo che non arriverà mai.

Svezia e Russia: le sorprese dietro l’angolo?

Passano gli ottavi con gran sorpresa per il mondo intero sia la Svezia che la Russia. Due squadre che non hanno grandi individualità al loro cospetto (anzi gli svedesi hanno pure abbandonato tale Ibrahimovic), ma si basano su ben altro. Smacco fisico più che forza fisica, muscoli, corsa e volontà e infine organizzazione. Magari aggiungiamoci pure la Fortuna. Si può criticarle quanto si vuole, ma solo arrivate oltre i propri stessi limiti. La Russia ha varcato dopo anni dai temi dell’URSS la porta dei quarti e la Svezia ha superato tutti i piazzamenti delle edizioni passate. Qui un applauso ci vuole ai tecnici e ai giocatori stessi.

Svezia: un tocco del fato e tanta coriaceità

Gli svedesi non sono belli, magari le svedesi sì. Però sono fatti di centimetri (pochi ne hanno tanti), di notevole capacità difensiva (finora due goal subiti dalla Germania) e hanno il Fato che è loro favorevole. Anche contro l’italia fu il destino a condurli in Russia. Un tiro leggermente deviato nella porta di Buffon. Però a questa fortuna aggiungono organizzazione tattica, abnegazione, corsa, sacrificio e compattezza. E sono molto concreti: quando c’è l’occasione di segnare non si perdono via troppo. Sono un brutto che piace insomma

Russia: Akinfeev e la spinta di casa

Si sa che la squadra di casa di solito fa sempre dei passetti in più rispetto al previsto. E’ accaduto così anche per la Russia, che dopo due partite dove ha dato spettacolo nei propri stadi, s’è messa a difendere contro Uruguay e Spagna. La nazionale di Cercesov è trascinata dai suoi tifosi, che da scettici strada facendo si fanno sempre più ottimisti. L’aver battuto la Spagna non pone limiti al sogno. Anche perché la Croazia che arriva fa meno paura dopo la partita sofferta contro la Danimarca. E poi non tutti i russi sono solo corsa come Zobnin, Kuzaev e Samedov. C’è tanto sangue nella loro bocca e tanta resistenza. Vogliamo ricordare il gladiatore Fernandes che resiste fino all’ultimo ai suoi stessi crampi? Occhio ai piedi preziosi di Golovin e Cheryshev, nonché al lavoro prezioso del redivivo Dzyuba . Poi c’è chi para i rigori Akinfeev. E i rigoristi ci sono, non mancano nemmeno quelli. La sorpresa delle semifinali? 

La maledizione è finita: finalmente Inghilterra party con i penalty

La maledizione dei rigori sembra alle spalle dell’Inghilterra. L’altra sera dopo il pareggio contro la Colombia, quanti inglesi avranno tremato ancora una volta alla sola idea dei penalty. Ma la sfortuna s’è fatta fortuna e Pickford l’ha materializzata fra i suoi guanti. L’Inghilterra entra fra le migliori otto grazie proprio ai rigori. In ogni occasione, quando arrivavano lì, su quegli undici metri, se ne tornavano a casa. Con rammarico. Solo 2 volte su 14 ne erano usciti vincenti: Euro ’96, Francia ’98, Euro 2004, Germania 2006 ed Euro 2012. Giusto per rendere l’idea. Ma Southgate sembra avere un talismano fra le mani. Certo che l’Inghilterra “spazza Panama” sembra solo un ricordo. Contro la Colombia s’è rivista quella sprecona e frettolosa di Hodgson. Per gli inglesi converrà rimettersi a macinare km e gioco, se vogliono battere la Svezia. Se si morderanno da soli, occhio che i giganti non scherzano. Incompleta

Emozioni e spettacolo: Waoooo che partite ragazzi

Questi ottavi sono iniziati con uno spettacolare 4-2 Francia – Argentina. Ma quante partite mozzafiato ci siamo goduti finora eh? La partita iniziale è stato un film fatto di sorprassi e controsorpassi, da moto GP più che da calcio. Goal di qualità impressionante fra Di Maria e Pavard, per non parlare dello scatto e delle qualità di Mbappè. E poi tensione, duelli e contropiedi, sopratutto quelli francesi, che ci hanno tenuti attaccati al monitor novanta minuti.

E che dire di quello che è accaduto fra Belgio e Giappone. Tutti pensavano a un sempliciotto 3-0 o 4-0 dei fiamminghi. Invece, tac! i giapponesi si rivelano una signora squadra e abbiamo assistito a un secondo tempo da cardiopalma e tifo indiavolato anche senza l’Italia.

E vogliamo parlare dei numerosi rigori a cui abbiamo assistito? Non facciamo i sostenuti ci mancano queste emozioni estive di calcio. Schmeichel che para il rigore a Modric durante il secondo tempo supplementare, Subasic che da grande portiere qual’è va a prendere una palla difficilissima di Henriksen, poi i calci di rigore spettacolari di alcuni giocatori tipo quello di Kjaer o di Rushford, steccate dritto per dritto. Tiri potenti a mezza altezza e parate impossibili come quella di Akinfeev, con la mano di richiamo. Che emozioni questi Mondiali! 

Una squadra sorprendente ed educata: il Giappone

Sedici anni fa, quando ospitarono i mondiali insieme alla Korea, sapevano poco di calcio e quasi tifavano o per una o per l’altra squadra per simpatia. Il paese dei samurai, delle tecniche di meditazione e lotta. Della filosofia riflessiva e della supertecnologia. Il Giappone.

Ecco, oggi il Giappone è una signora squadra. In questi mondiali ha giocato un calcio grandioso. L’orgoglio dei propri tifosi per una rappresentativa che ha messo sul campo determinazione e qualità tecnica. Quelli dei giapponesi son fra i goal più belli del Mondiale. Basta pensare al secondo goal di Inui contro il Belgio. E’ facile a quel punto immaginare che davvero quella squadra fantasmagorica della serie Hollj e Benji da qualche parte esista. Questa è davvero sulla buona strada. Mai paura dell’avversario, soltanto rispetto. Capacità di controllare la partita e mettere in difficoltà chiunque. Giocate fatte di rapidità, sovrapposizioni ed efficacia. Si aggiunga un eccellente equilibrio tattico e una spregiudicatezza notevole. Peccato per l’ingenuità di Honda su quel calcio d’angolo. Altrimenti i nipponici avrebbero potuto giocarsela contro i carioca. Proprio come nel finale della serie di quel cartone da cui tutto è iniziato.

E non bastasse vogliamo parlare della foto virale che riporta uno spogliatoio ripulito e lindo. Da gente che non avrà ingaggi miliardari, ma gioca in Europa e può anche non mettersi a fare le pulizie in casa altrui. Con la chicca finale del bigliettino con inciso “Grazie” in russo. Ma come si fa a non amarli? Premio simpatia!

Calendario e nuove emozioni: iniziano i quarti

E adesso si stringe il cerchio. Arrivano i quarti. Domani Francia – Uruguay in pieno pomeriggio e la sera Belgio – Brasile. Domenica prima Inghilterra – Svezia e poi la sera Russia – Croazia. Chissà quante emozioni, quanti rigori e quanti goal arriveranno anche questa volta! In particolare si fa interessantissimo lo scontro fra i pentacampeor e il Belgio. Due macchine da goal, che potrebbero regalarci un 3-3 o 4-4 tutto intensissimo.

Questi signori sono i Mondiali e per questo è bello assaporarli fino in fondo. Qui non dominano soldi, non c’è parvenza di soggezione e si gioca per la gloria di un popolo. Per la storia da scrivere e da vivere. 

Seguiteci sempre su Facebook alla nostra pagina Destrosecco!

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.