Empoli: dall’annata sorpresa a quella depressa

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Rispetto alla classifica dello scorso gennaio, l’Empoli naviga metaforicamente in brutte acque quest’anno. E’ un’involuzione incredibile, purtroppo nell’accezione negativa del termine, ma ad oggi la realtà empolese dice questo. Cosa sarà accaduto in un anno di calcio all’Empoli?

Empoli: un miracolo targato Giampaolo

Un anno fa l’Empoli veleggiava al sesto posto in classifica con 31 punti, a fianco dell’altra sorprendente di stagione, ovverosia il Sassuolo di Di Francesco. L’artefice del magistrale lavoro e degli stupendi risultati era il tecnico Giampaolo. Erede di un’eredita non facile, vale a dire quella di Sarri, il tecnico di origine svizzera aveva saputo abbandonare l’irrepetibbile 4-3-3 a trazione anteriore, costruendo ad ogni modo un collettivo ben organizzato, pericoloso e arcigno. Meno spettacolo, più sostanza. Il resto lo faceva la fantasia calcistica di Saponara, la verve realizzativa di un “sempreverde” Maccarone e un estroso Livaja. La difesa, pur orfana del talentuoso Rugani, presentava l’inossidabile Tonelli, l’impressionante Mario Rui e l’avamposto Laurini.

Il centrocampo guidato dalla classe di Paredes, in fase esplosiva, dal sacrificio di Croce e dalla sostanza muscolosa di Dioussè concedeva ai fantasisti Saponara o Zielinski di esplorare al trequarti avversaria, punzecchiarla e trovare la rete con goal fatti di dribbling e spettacolarità. Insomma era davvero una squadra, che, metteva in scacco parecchie avversarie e sapeva trasformarsi in micidiale arma contropiedista.

Una squadra così efficiente da chiudere al decimo posto, godendosi successi importanti in trasferta e in grado di sfatare del tecnico italo-svizzero il cliché di uomo da rischio retrocessione.

L’Empoli e un mercato non convincente

La nuova stagione, vale a dire quella odierna, presenta in panchina una conoscenza casalinga: Giovanni Martusciello, esordiente totale in serie A.

Il mercato estivo porta via dalla Toscana due pedine centrali. In difesa Tonelli ritrova Sarri, il maestro a Napoli e lo stesso fa di tutto per accaparrarsi le prestazioni del polacco Zielinski. La Roma pesca in casa empolese il terzino tuttofare, goleador Mario Rui e riporta a trigoria Paredes. L’unica pedina rimasta non aspirata dall’aspirapolvere giallorossa è Skorupski, il portiere.

In entrata si punta su elementi cresciuti in casa come Cosic,Croce, Saponara e Maccarone. Riesce a ottenere giovani prestiti interessanti come Josè Mauri, Bellusci, Dimarco e Tello.

Sarà l’anzianità di Big Mac, che non trova più continuità e non è ben servito, sarà un Saponara, ormai controllato a vista e sarà una difesa ridotta a brandelli, causa anche degli infortuni, resta il fatto che dell’Empoli scuola Sarri non resta più traccia.

I toscani da settembre hanno conquistato 14 punti, frutto di 3 vittorie e 5 pareggi. Il quart’ultimo posto fa davvero paura e la squadra toscana sembra irrecuperabile psicologicamente. Uno stato di agonia da cui non riesce a liberarsi. La squadra toscana non sa coprire la metà campo, non chiude mai le linee di passaggio, si basa su un tono muscolare senza creatività e non concede al ricco (calcisticamente parlando) Saponara le possibilità di librarsi nello spazio della trequarti e concretizzare o suggerire per gli avanti toscani. Il 4-3-1-2 brillante di Giampaolo è diventato un apatico 4-5-1, non per volere del tecnico, ma per incapacità di ribaltare l’inerzia della gara.

Così, dopo queste festività natalizie, l’Empoli si trova nell’anticamera del terzultimo posto, alla vigilia di una sfida delicata, come quella contro il Palermo, con poche certezze e tanta paura.

Si conceda dunque una damnatio memoriae al 2016, anno parzialmente funesto e ci si augura che il 2017 trovi le pillole giuste per evitare una depressione calcistica impensabile soli due anni fa. D’altronde questo è il calcio!

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