Esonerare l’allenatore? Ma non scherziamo #iostoconFrank

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Esonerare Frank de Boer? Suvvia, non scherziamo! La Società dovrebbe sì prendere provvedimenti, ma non contro l’allenatore. Dovrebbe passare in rassegna l’intera rosa e prendere posizione contro i duri attacchi provenienti dalla stampa. Al centro del progetto Inter deve starci il tecnico. Quindi io mi sento di dire che #stoconFrankdeBoer!

Altra sconfitta in campionato e altre giudizi pesanti sull’allenatore olandese. Ancora una volta l’Inter è finita nell’occhio del ciclone della critica. Tifosi e media vorrebbero la testa del tecnico orange, attribuendo a lui tutte le responsabilità di questo pessimo avvio di campionato. Se il malumore del tifoso si può anche concepire, vista l’instabilità umorale di chi sostiene la propria squadra del cuore, quello della stampa certamente no. Come già avuto modo di dire in diverse circostanze, l’attacco subito da FdB – da quando arrivato sulla panchina nerazzurra – è qualcosa di veramente inspiegabile ed eticamente squallido. Ma sapete qual è la cosa altrettanto incomprensibile in tutto questo gioco al massacro? La mancata presa di posizione da parte della società. Nessuno dal “palazzo di vetro” ha tuonato contro certi articoli o titoloni di giornali, nessuno ha mai fatto la voce grossa chiedendo rispetto nei confronti di un proprio tesserato. L’Inter è alla mercé di coloro che denigrano i colori nerazzurri. I giocatori, con le loro pessime prestazioni, servono assist al bacio a tutti i detrattori del tecnico, dell’Inter stessa. Frank de Boer è sempre più solo, in mezzo ad un inferno a forti tinte nerazzurre. Non voglio essere l’avvocato del diavolo, ma non voglio partecipare a questo gioco al massacro. Non voglio prendere parte a questa inutile caccia alle streghe. Il buon  Frank avrà pure le sue responsabilità, avrà pure le proprie colpe, ma ad oggi è quello che c’entra meno in tutto questo casino mediatico e di risultati. Il tecnico olandese ha ereditato una formazione con tanti problemi, sia di testa, che di condizione atletica. È stato catapultato in un contesto totalmente nuovo a pochi giorni dall’inizio del campionato, ma questo sembra non essere importante. L’unica cosa che conta è sparare sul tecnico. Buttare la croce su colui che sta cercando di contribuire alla “rinascita” di questo club.

Sì, perché la strada da seguire richiede tempo e abnegazione da parte di tutti. Servono costanza e disciplina. Elementi che molti dei giocatori in rosa sembrano non avere. Servono prima di tutto uomini, poi giocatori e/o campioni. Oggi all’Inter rischia di pagare l’unico che può essere “importante” per questa Società, l’unico, a mio avviso, che meriterebbe maggior rispetto.

Cos’è successo in queste ultime partite? Il perché di questa involuzione tecnico-tattica? Semplice! L’uomo di ghiaccio, il tecnico dal pugno duro si è lasciato condizionare dall’ambiente circostante, si è piegato alle “critiche” e ha provato ad “italianizzarsi”. Messo da parte il proprio dogma calcistico, il proprio credo di gioco si è adeguato, con scarsissimi risultati, alla legge “dei punti a tutti i costi”. Male. Malissimo. SBAGLIATO. Pur non portando a casa l’intera posta in palio l’Inter stava cominciando ad avere una parvenza di gioco, stava facendo vedere dei piccoli progressi che davano speranza per il futuro. Poi, in un attimo, tutto spazzato via. Poi, sempre in un attimo, l’Inter è tornata brutta, troppo brutta per essere vera. Peggio, addirittura, dell’Inter dello scorso anno, quella al comando per quasi un girone. Quest’ultima Inter è sembrata la brutta copia di quella, con un tasso tecnico notevolmente migliorato. Oggi, quest’Inter è inciampata negli errori di sempre. Nella scarsa attitudine dei giocatori a seguire il proprio “generale”, nello scarso attaccamento di alcuni a questa maglia e nella pochezza tecnica di alcuni elementi in rosa… stessa maglia gloriosa indossata da fior fiori di campioni in passato. È un po’ come un luogo turistico: un tempo privilegiato e per pochi, oggi invece meta di chiunque. Un autentico porto di mare.

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La Nostra Inter è oggi è bistrattata come non mai. Sta subendo un attacco indegno e da cui sembra davvero difficile uscirne senza ossa rotte. La Nostra Beneamata è sotto il fuoco di chiunque, nemico ed amico, e tutto ciò senza una spiegazione. Io sto con Frank. Io voglio credere che ci sia il tempo e il modo per poter andare avanti col tecnico olandese, che ci sia la possibilità di riprendere il discorso lasciato a metà solo poche giornate fa. Che non sia lui il solo a pagare per le nefandezze di alcuni giocatori.

Frank è sempre più solo, ma poco importa. La miglior risposta è data dai risultati. Che si adoperi a trovare degli uomini di assoluta fiducia, che trovi un undici a cui potersi affidare, che siano disposti a dare il 110% in campo, non tanto per lui, ma per la maglia che indossano, in caso contrario che ci pensi la Società, che intervenga, con sanzioni severe, nei confronti di chi non onora quei colori.

Che a pagare non sia l’unico che sta cercando di lavorare per il bene della squadra, anche perché, se dovesse saltare l’allenatore, sarebbe una grossa sconfitta della Società. Sarebbe l’ennesima sconfitta dell’Internazionale Football Club. È triste, ma siamo tornati ad essere lo zimbello d’Italia e d’Europa.

A cosa servono i soldi di Suning se poi siamo costretti ad assistere a certe pagliacciate? Siamo una squadra di calcio, non un mercato dove poter esporre la propria mercanzia. Servono idee e costanza. Serve anche del tempo. Prima di Frank molti su quella panchina hanno goduto immeritatamente di cotanto bene prezioso. Vogliamo non concedere lo stesso privilegio proprio a lui? I malumori in seno allo spogliatoio di certo non può averli creati solo un tecnico arrivato da due/tre mesi. I malumori in seno allo spogliatoio non può averli creati solo un tecnico che pretende di essere ascoltato dai suoi calciatori. Ricordiamoci di Eto’o, costretto a fare il terzino con Mourinho… in quell’occasione il calciatore accettò a malincuore, ma obbedì. In quell’occasione il calciatore in questione aveva un palmares impressionante, nella rosa attuale non esiste nessuno alla stregua dell’attaccante camerunense o che abbia vinto quanto lui. Quindi, cari giocatori, rilassatevi! Oggi il vero problema in casa Inter è dato dalla Società. L’unica cosa buona che potrebbe fare è stare accanto all’allenatore e mandare così un messaggio chiaro e forte a tutto l’ambiente. O con lui o contro di lui. Nel caso in cui qualcuno non fosse interessato a rimanere alla corte dell’olandese, che chieda la cessione a gennaio. Il mercato è quasi alla finestra. Le mele marce, indegne di questa maglia siamo stanchi di sopportarle. È arrivato il momento di fare quadrato. E se serve, che parta l’epurazione. In campo solo chi merita questa gloriosa maglia, questa gloriosa Società. Mai più gli errori del passato. Diamo tempo e fiducia a De Boer. Che il tecnico possa lavorare in santa pace e dimostrare le proprie qualità.

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