Euro 2016: potevamo saperlo che…

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Cosa potevamo sapere di questo Europeo 2016?

Indubbiamente non sono arrivate enormi sorprese in questi gironi di qualificazione, anche se alcuni elementi e dati sorprendenti ci sono, analizziamoli.

POTEVAMO SAPERLO: I CANNONIERI MANCATI

Potevamo saperlo che fosse finora l’Europeo dei cannonieri mancati. Muller, Lewandoski, Mandzukic, Embolo e dulcis in fundo Ibrahimovic. Tutti questi si ritrovano con la casella goal fatti 0  e la bellezza di 270 minuti giocati.

Fra tutti la grande delusione bavarese Muller e Levandovski. Il primo sfortunato in più situazioni, in difficoltà con le cose semplici e meno presente in area di rigore. Il secondo più uomo assist, punta d’appoggio e pronto a far spallate più che a bucar la rete. Ibra, l’uomo che vince solo tornei nazionali e mai in quelli internazionali; anche questa volta ha bucato l’acqua. Nessun goal, soltanto giocate fini e spettacolari, ma poco incisive. Si pensava che a 35 anni cogliesse l’ultima occasione per diventar re della Svezia. CHE DELUSIONE!

POTEVAMO SAPERLO: BOMBER E BOMBER INASPETTATI

Potevamo saperlo che Morata e Bale fosse gli uomini d’area perfetti di questo torneo. Per lo spagnolo 3 goal in 3 partite, con una doppietta inclusa. Oltre a ciò, perfetta l’intesa con Nolito, il gioco da sponda, la pericolosità sotto porta e la completezza del giocatore. Il gallese è il vero eroe della sua nazione.

Bale, mister 100 milioni pagati dal Real al Tottenham non varrà tutti quei soldini, ma s’è mostrato decisivo. In Nazionale giostra più da punta e da rifinitore rispetto al suo club, dove spesso si ritrova a fare l’esterno alto. Finora uno dei migliori del torneo con giocate pregevoli e intelligenti, suggerimenti e dribbling, oltre che una qualità imprescindibile: il calcio di punizione micidiale. CHAPEAU

Potevamo saperlo che Lukaku fosse una grande delusione. Goal fatti 2. Un fantasma nella sfida con l’Italia, anzi un “pachiderma”, tipico centravanti statico e inutile. Per fortuna il bomber dell’Everton ne ha siglate ben due contro l’Irlanda: due perfetti sinistri potenti e ben indirizzati che non hanno lasciato scampo e l’hanno rimesso in luce. Vista anche la prestazione opaca contro la Svezia, molti tifosi del Belgio lo attendono ancora. PANZER O CAMPIONE?

Potevamo saperlo che Cristiano Ronaldo realizzasse contro Austria, Islanda e Ungheria appena due goal e un assist, condite da prestazioni altalenanti se non insufficienti. Con annesso un rigore sul palo e 20 tiri in porta e zero goal:TROPPO POCO

Potevamo saperlo che fra i marcatori più spettacolari comparissero il francese Payet e Balázs Dzsudzsák attaccante ungherese. Il primo fra l’altro lo possiamo già etichettare come il giocatore più spettacolare dei galletti, quando il mondo intero si aspettava Pogba. Un goal pazzesco contro la Romania, con un tiro devastante sotto la traversa e un bolide diretto in rete contro la Svizzera, ma lì è intervenuta la sfortuna. Giocatore veloce, tecnicamente valido e capace di sbrogliare situazioni intricate, ricorda Henry. EROE DI FRANCIA

L’attaccante magiaro è una vera sorpresa imprevista. Dotato di un potente e cilindrico sinistro, è pericolosissimo sia come assist man sui calci d’angolo, sia con punizioni da fermo. E’ uno di quei centrocampisti alla Gerrard che sanno coprire più posizioni sulla trequarti e sanno calciare. MINA VAGANTE

POTEVAMO SAPERLO: DELUSIONI FRA I PALI

Potevamo saperlo che fra i pali si sarebbero trovate delusioni inaspettate?

Tatarusanu chiude il suo girone senza qualificarsi e con prestazioni decisamente da rivedere. Considerato un buon portiere in Italia, milita nella Fiorentina, s’è riscoperto un portiere inaffidabile. Poco attento, distratto sulle uscite, incerto con i piedi e meno sorprendente del solito. Mentre De Gea preferito a Casillas da Del Bosque ha sulla coscienza il goal contro la Croazia. E’ evidente l’errore sul primo palo in fase di posizionamento sul tiro di Perisic; è uno sbaglio inaccettabile per un portiere della sua caratura: SAPONETTA

Sempre dalla Premier arriva l’altra “paperata” clamorosa. Joe Hart, portiere del City e titolare indiscusso dell’Inghilterra non trova il piazzamento giusto per non farsi sorprendere da 30 metri da Bale? RIMANDATO

POTEVAMO SAPERLO: UNA CONFERMA – COURTOIS 

Potevamo saperlo che Courtois fosse il miglior portiere del torneo insieme a Neuer? Sì potevamo saperlo.

Courtois è finora il miglior portiere del torneo. Non per goal subiti, perché in quel caso sono da calcolare i due contro l’Italia, ma per qualità e impressione delle parate. Nella prima sfida contro l’Italia ha salvato sulla linea, con un colpo di reni e con uscite preziose il risultato e s’è ripetuto con la stessa efficacia contro la Svezia, dove ha limitato i danni dei filtranti di Ibra e compagni.

Tempestivo nelle uscite ed elastico in maniera sorprendete, Neuer è l’uomo che ha tenuto a galla finora la Germania di Low. Nella prima partita contro l’Ucraina ha fermato l’impossibile, s’è disteso su qualunque tiro e verso ogni angolo della sua porta. Ha letto sempre in anticipo l’azione di testa, di piede e anche in scivolata.

L’uno e l’altro: PERFETTI

POTEVAMO SAPERLO: IL VETERANO CHE NON TI ASPETTI

Potevamo saperlo che Kiraly, all’età di 40 anni si riuscisse a qualificare con l’Ungheria agli ottavi? Certamente NO.

Un po’ più “cicciottello” di quando regalò all’Hertha Berlino la vittoria a San Siro contro il Milan, il portiere magiaro ha stupito tutti. Non solo l’età, ma la capacità di parare con destrezza e con quella stessa elasticità che aveva vent’anni prima. Colpevole di farsi sorprendere sul primo palo da Nani, per il resto esegue sempre il compito con efficacia: HIGHLANDER

POTEVAMO SAPERLO: LE QUALIFICATE INASPETTATE

Potevamo saperlo che l’Islanda al suo esordio europeo si qualificasse agli ottavi di finale? Questo è l’emblema del celebre motto: il bello del calcio. Nessuno se l’aspettava, sopratutto nessuno pensava che si qualificasse seconda davanti ai portoghesi. Innanzitutto complimenti al ct Lars Lagerback e tutti i suoi ragazzi che con temerarietà hanno sfidato squadre europee più blasonate. Se nella prima partita l’Islanda ha contenuto il Portogallo e c’è riuscita, nelle altre due partite ha mostrato caratteristiche notevoli: organizzazione tattica, cinismo e carattere.

Nessuna individualità su tutti, ma un collettivo che sfrutta la forza fisica e il contropiede. A proposito il goal che ha consegnato il secondo posto è diventato famoso per il video del telecronista che racconta con enfasi esagerata l’azione, quasi piange. Ne ha ben donde, è un’impresa: #CORAGGIO

E cosa dire della Slovacchia che tutti consideravano tecnicamente inferiore alle altre rivali? Hamsik è il leader indiscusso di questa squadra, che si qualifica con ben 4 punti e con merito. Dopo la sconfitta sonora contro il Galles, ha saputo reagire e ha trovato nel trequartista partenopeo l’uomo capace di trascinarla al successo. Anzi contro l’Inghilterra in un paio di occasioni ha sfiorato l’impresa, grazie a un buon pressing, discreto palleggio e alcune individualità interessanti come Weiss e Mak. ATTENZIONE!

POTEVAMO SAPERLO: L’ITALIA PRIMA NEL GIRONE

Potevamo saperlo che l’italia arrivava agli ottavi da prima del girone? Gli italo scettici no, i più fiduciosi sì.

Un ottimo esordio contro il Belgio, con una vittoria ben costruita e guadagnata. Aggressività, pressione sui portatori di palla, fasce bloccate e ripartenze micidiali. Pochi fronzoli, il palleggio lasciamolo agli altri e molta sostanza: due goal e tre occasioni negate. Manca ancora un gioco credibile e veloce, ma di contro la difesa è un guscio di noce. Non si passa, se i tre della Juve sono titolari e se il centrocampo fa filtro e ci mette corsa.

Più cinica contro la Svezia, dove ha controllato un palleggio sterile dei nordici e ha colpito al momento opportuno.

Non potevamo saperlo che avremmo incrociato la Spagna così presto, ma il destino ha voluto così.

Dopo essersi vendicati dei scandinavi, c’è la possibilità di rifarsi del quel 4-0 di quattro anni fa?

Ce la faremo? NAZIONALITA’ E FIDUCIA

Intanto da domani si ricomincia con gli ottavi altrui e già arriveranno le prime sorprese. E’ un europeo non così scontato come sembra e dopo lo scudetto del Leicester, dobbiamo aspettarci qualche altro colpo di scena dai bassi ranghi.

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Nato a Milano il 09/09/1984. Gestore content editor e piano editoriale del sito www.tifoblog.it. Come tutti i colleghi che scrivono in questo sito, noi ci proponiamo di fare del #tifogiornalismo senza tralasciare lo scoop e la notizia, ma interagendo con i tifosi. Collaboro per il sito www.milanoweekend.it - sezione Sport e per il sito www.casanapoli.net Nella vita studio e lavoro, perché non si finisce mai di imparare e coltivo una passione culturale sfrenata per arte, letteratura e poesia. Il mio motto è: a metà fra questo secolo e i precedenti con in testa di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto!

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