Euro 2016 seconda giornata: la Spagna s’infuria

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Foto di licenza pubblica

La Spagna nel match della seconda giornata emerge come a vincere il torneo continentale: 3-0 umiliante alla Turchia che assiste immobile  ad ogni azione giallorossa.

Spagna – Turchia finisce 3-0, ma è più merito della beneficenza spagnola che della reazione turca se la partita non assume un risultato sproporzionato. Le “Furie Rosse”, sopranome affibbiato giustamente alla Spagna sono la squadra che fra i top team ha impressionato di più.

TIKI TAKA VINCENTE

La Spagna prende in mano la partita subito e inizia con il suo magistrale palleggio a centrocampo. Non c’è più il genio di Xavi come quattro anni fa, ma ci sono giocatori che con i piedi fanno ciò che vogliono. I turchi subito si vedono costretti ad arretrare la loro azione, ma le accelerate di Silva, Juan Fran, Fabregas e Busquets sono incontenibili e la diga turca a lunga andare cede. Così il tiki-taka fallimentare o eccessivo in alcuni club di patria diventa l’arma in più che consente di far girare la palla, di chiamare a un gioco collettivo anche le componenti difensive e che consente di esaltare le doti finalizzatrici dei rapaci dell’area di rigore.

UNO SU TUTTI: INIESTA

E’ Iniesta la chiave di questo successo. Giocatore modello, embrione fra trequartista e mezza punta, elegante, superbo, illuminante. A volte sembra non esserci, poi ricompare, quando tocca palla non sbaglia un passaggio, l’unico modo per atterrarlo è per l’appunto colpirlo e se avvia la sua serpentina, può anche condurre la sfera sotto porta. E’ luce pura, lo è da anni nel Barcellona e nella Spagna, è un giocatore, fromboliere che non dimenticheremo mai, quando presto o tardi la sua carriera finirà. Dal suo tocco, nasce l’azione, se non lo si ferma, entra in area di rigore, a volte gioca così tanto con le gambe che sembra un brasiliano e se è proprio fuori forma, sa anche aiutare in fase di difensiva. Campione plurimo nel Barca e titolare del titolo europeo con la Spagna, uomo in più che fa la differenza e che segna poco, ma fa segnare.

LA COPPIA INEDITA: NOLITO -MORATA

La mole di gioco sviluppata dalle otto componenti della squadra titolare va finalizzato, altrimenti a lungo andare, contro squadre chiuse come quella turca si rischia di essere beffati. Del Bosque senza più Torres e Villa, trae fuori dal cilindro la coppia inedita: Morata– Nolito. Il primo lo conosciamo è il bomber fantacalcistico per eccellenza, è l’uomo della provvidenza, è il “Massaro” dei Pirenei. Giocatore fantastico, tecnico, intelligente, pungente, determinante. Merita questo palcoscenico da titolare, visto che alla Juve spesso è usato come rincalzo di lusso e non delude le attese di chi lo aspetta. Doppietta fatta di abilità, sul colpo di testa teso e preciso del primo goal e di senso del goal alla Inzaghi sul secondo, quando il vero attaccante non guarda la bandierina gialla del fuorigioco e segna, senza interessarsi se il goal è valido o no. Così è questo il Superpippo spagnolo dalla quale la Spagna non può prescindere, perché è il suo riferimento centrale e perché è il finalizzatore del lavoro altrui.

Nolito, attaccante esterno, classe ’86, poco noto in Italia, ma a quanto pare ben visto nella sua terra. Gioca nel Celta dove ha segnato quest’anno 12 goal e confezionato 7 assist. Non è una punta vera e propria, anzi assomiglia più al nostro Eder che a un centravanti, ma con poche giocate ha già mostrato le sue specialità. Tiro da fuori che con perfetta coordinazione sibila il palo, calciato con una tecnica più da calcetto che da calcio a undici e gran capacità di finalizzazione, come nel secondo goal, dove sfruttando il campanile creato da Topal, si incunea in scivolata e realizza il raddoppio. Perfetto come sponda di Morata, perché sa creargli profondità e suggerire l’adeguato uno-due per chiudere l’azione, nato come ala è anche in grado di accentrarsi e calciare a sorpresa. Un’arma in più poco nota in Europa e quindi capace di sorprendere i tecnici europei che conoscono molto meglio il compagno di reparto Morata.

DIFESA D’ACCIAIO

Seppur non molto impegnati i centrali della Spagna, Ramos e Pique, nelle poche occasioni che richiedono la loro assistenza, sono sempre presenti. Alti e agili, tecnici e pragmatici, marcatori d’area di rigore e di uomini. Difficili superarli in velocità e ubriacarli con dribbling leziosi, ben posizionati e attenti, nonostante gli anni passino, sono sempre affidabili e generosi. Campioni dei rispettivi club rivali, uomini decisivi in varie situazioni, dalle finali di Champion’s League al goal segnato in apertura di torneo. Adattabili a molteplici situazioni, carismatici e aggressivi quanto serve, senza mai esagerare. Due così sono una garanzia difensiva, anche perché coadiuvati dal piccolo regista basso Busquets che come sempre si assume l’onore di fare il lavoro sporco, acido, fisico: falli tattici, cartellini gialli, provocazioni sportive, pressing, corsa e rientro alla base, con lucidità di gioco e tecnica. Un reparto che si giova della spinta instancabile di Jordi Alba e Juan Fran. Due terzini che sanno difendere e accelerare, son spine nel fianco e riducono gli altri esterni avversari a terzini di contenimento. Nonostante la propulsione offensiva, in caso di necessità ripiegano e accorrono ad aiutare i compagni.

LA ROSA

Una formazione questa Spagna, detentrice del titolo per meriti personali, che contro la Turchia ha mostrato di essere ancora quella di quattro anni fa, anche se alcuni uomini sono cambiati. Mago Del Bosque non riesce proprio a rovinare il suo giocattolo e continua a impreziosirlo e migliorarlo. La parentesi negativa di Brasile 2014 sembra già alle spalle e in tutta questa analisi a sezioni, non s’è accennato ancora a uomini mai utilizzati o poco presenti che sono titolarissimi nei loro club.

I portieri sono entrambi affidabili, capaci e garantiscono sicurezza.

In difesa occhio al neo acquisto del Borussia Bartra, scuola Barcellona e Azpilicueta, terzino di spinta e dall indubbie qualità atletiche del Chelsea.

A centrocampo ancora devono giocare Alcantara, piccolo genietto del Bayern di Guardiola, dotato di giocate eccezionali, capace di segnare da fuori e in area, pericolo nascosto difficile da marcare e Koke. Il madrileno è un idolo dei Colchoneros di Simeone, è giocatore di tecnica e cuore, corsa e goal. Centrocampista senza preciso identikit tattico, svaria su tutti i lati del centrocampo, sa usare le unghie, altresì il fioretto, imprevedibile e micidiale.

In attacco è sempre presente il velocissimo e temibile Pedro. Esterno alto, punta d’area di rigore, suggeritore, crossatore e uomo della provvidenza. Per i meno avvezzi alla Liga non si sottovaluti Aduriz, il basco di Bilbao. Mezza punta, dotato di enormi qualità balistiche, velocità e difficile da marcare, perché assomiglia più al nostro Insigne che a un centravanti Se cambia passo e punta la porta può far male, se apre il varco sa creare e se calcia le punizioni può segnare.

Dopo aver ammirato il 3-0 contro i Turchi le Furie Rosse, note come Spagna hanno lanciato il segnale di sfida alle loro contendenti. Presto affronteranno la Croazia, squadra ben preparata e tecnica, sfida di alto livello e questo sarà il primo test di un certo valore per stimare la reale forza di una squadra e una rosa che, dopo l’appannamento del Mondiale, sembra tornata ai suoi livelli.

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