Evvai, Valentino!

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Che trionfo. Era già successo, circa un mese e mezzo fa, proprio in Spagna. Allora Valentino Rossi aveva manifestato apertamente la sua felicità nelle dichiarazioni post-corsa non nascondendo una certa goduria nel finire avanti ai talenti locali. Questa volta, il trionfo, è stato più intimo. E con coda cavalleresca.

Nel ricordo dello sfortunato Salom, è andata in scena a Montmelò, in Catalogna, una scalata come altre Valentino aveva già compiuto in carriera. Partito più dietro rispetto ai suoi rivali, il Dottore ha imposto la sua legge, sorpassato tutti e raggiunto la cima.

Mondiale riaperto e stretta di mano con Marquez, il rivale più antipatico. E’ stato lo stesso Valentino a muovere il primo passo. Era il giorno più giusto, il momento più giusto, e i ruoli interpretati in gara suggerivano questo. Il vincitore del giorno, Rossi, verso Marquez. Non il contrario. Primo perché è lecito dubitare sul fatto che il giovane spagnolo sarebbe stato capace di un gesto di tale portata. Secondo, perché il pilota più brillante fra i due è sempre stato Valentino, e allora è stato giusto ribadire un certo tipo di gerarchia, oltre che in gara anche nella pulizia dei profili.

E poi la giornata di Marquez non è stata affatto da buttare. Marc ha conquistato la vetta del mondiale, superando Lorenzo in una classifica ora più corta che mai. Ventidue punti fra il primo (Marquez, appunto) e il terzo (Valentino Rossi), con Lorenzo, caduto oggi, in mezzo. Staccatissimi tutti gli altri. E’ così che Rossi ha riaperto la sua stagione e il libro della leggenda. Nel giorno più triste, iniziato con le inevitabili procedure di commemorazione di Salom, Rossi ha spaccato a suo modo. E ora può vincere il Mondiale.

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