F1: addio Presidente Marchionne

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L'ad di Fiat Sergio Marchione durante la conferenza stampa dopo l'assemblea degli azionisti del gruppo FIAT il 30 marzo 2011 al Lingotto di Torino. ANSADI MARCO

Con la scomparsa di Sergio Marchionne la Ferrari e l’intera Formula 1 perdono un personaggio dal carisma indiscutibile. Capace di farsi rispettare in ogni condizione ed in ogni contesto.

Anno 2014: Sergio Marchionne e il mondo Ferrari. Un matrimonio necessario, un matrimonio visto come un tradimento nei confronti di Luca Cordero di Montezemolo, presidente storico e tifosissimo del Cavallino Rampante. Un matrimonio necessario per sanare i conti del brand di Maranello e per tornare a primeggiare in pista tra gli squali della Formula 1.

Marchionne è stato l’uomo della svolta. Con il suo gruppo strategico cambiò i vertici dell’intero organigramma Ferrari, soprattutto del reparto corse. Via subito Domenicali, sostituito nel breve termine da Marco Mattiacci fino al termine della stagione. Per la stagione 2015 via anche l’ottimo ma irascibile Fernando Alonso, ingaggiato un più tranquillo Sebastian Vettel come pilota di punta e Maurizio Arrivabene direttore sportivo. Negli anni seguenti la rivoluzione è totale, sia negli uomini che nella gestione interna del team.

Geniale l’accordo a fine 2017 con Sauber per riportare il marchio Alfa Romeo in F1, pur non essendoci niente di Alfa Romeo sotto il cofano delle monoposto elvetiche.

Di Marchionne ricorderò sempre il carisma e la voglia di non farsi mettere i piedi in testa da nessuno, anche a costo di risultare odioso all’occhio dell’opinione pubblica.

E’ ancora in corso il braccio di ferro tra la Ferrari e Liberty Media per i regolamenti della Formula 1 del dopo 2020. Marchionne non si fece scrupoli e dichiarò che se la Ferrari non verrà ascoltata se ne andrà dalla categoria. Chissà ora se il suo successore avrà la forza ed il carisma per continuare questa battaglia psicologica.

Un personaggio particolare, un vero manager, con veri attributi.

Una figura quasi “dittatoriale”, ma una figura che dava sicurezza. Sapeva ciò che faceva, sapeva ciò che serviva e come ottenerlo. Io stesso ero restio all’arrivo di Marchionne, ormai Montezemolo era il “papà” di ogni tifoso Ferrari; ma a quattro anni di distanza devo ammettere che ha fatto un ottimo lavoro. Ora che non c’è più lascia enormi punti interrogativi sul futuro della Rossa di Maranello.

Riposa in pace “Turbo-Maglione”, non so quando arriverà il Titolo Mondiale, ma in ogni caso in parte sarà anche un po’ merito tuo e del tuo lavoro.

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