F1: baby-Schumi sulle orme del Kaiser

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Mick Schumacher

Incredibile gara di Mick Schumacher a Spa-Francorchamps. Vince in rimonta sul bagnato con una manovra degna del grande Kaiser.

Non è mai facile per un figlio d’arte eguagliare le gesta del padre. Non è facile in qualunque campo, figuriamoci se il padre in questione è la leggenda dell’automobilismo.

Osservando negli anni, nessun pilota figlio d’arte è stato all’altezza del padre, ad eccezione di Verstappen.

Jos ha creato Max, un prodotto da laboratorio progettato per vendicare la propria carriera mediocre e distruggere il nemico. Un po’ irruento il confezionato finito, ma almeno se la cava benino al volante…

I vari Hill, Villeneuve e Rosberg (figli) sono riusciti anche a vincere il Titolo Mondiale, è vero, ma detto tra noi non sono mai stati stelle che hanno brillato di luce propria.

Ci stanno provando gli Hakkinen, gli Alesi, i Piquet, nomi passati che ritroveremo sicuramente nella Formula 1 del futuro.

Ognuno ha la sua storia, la sua strada, la sua carriera, ma quella che mi incuriosisce e mi emoziona di più è quella di Mick Schumacher, figlio di un 7 volte Campione del Mondo. Figlio della più grande leggenda dell’automobilismo moderno. Figlio dell’uomo dei record. Un figlio che non può avere dal padre i consigli che vorrebbe. Un ragazzo che porta un cognome che ha il peso di un macigno, in ogni firma, in ogni gara, in ogni curva.

Mick Schumacher se fa una pole position è perché ha la macchina migliore. Per forza, è famoso….

Se invece ha un problema in gara diventa il “brocco” di famiglia e automaticamente “non ha niente di suo padre”.

La verità sta un po’ nel mezzo.

Come ogni pilota che cresce andrebbe valutato nell’arco di un’intera stagione. Gli obbiettivi del team in cui guida, gli errori in pista, il confronto con i compagni di squadra.

Ieri Mick ha fatto saltare sul divano molti appassionati. Gara di Spa-Francorchamps, Formula 3 Europea, pista bagnata, umida, mista. Le condizioni più difficili per i piloti. Serve sensibilità e concentrazione totale, o le hai entrambe o finisci come Vettel all’Hockenheimring.

Una gara in rimonta, il giovane Schumi partiva dalla sesta posizione in griglia. A pochi giri dal termine si trova in seconda posizione, a sandwich tra i compagni di squadra Shwartzman e Armstrong. Mick affianca il neozelandese nella sequenza Eau Rouge-Raidillon, prende la scia del russo e lo passa alla fine del Kemmel, andando a vincere la sua prima gara in F3. Proprio a Spa, dove papà Schumi ha scritto la storia con 6 successi.

Un gesto di grande effetto, che sicuramente ricorda quelli di Michael, ma andiamoci piano. Non era un “brocco” venerdì, non è un fenomeno oggi. E’ un ragazzo che sta crescendo e che continua a correre con il suo, inevitabile, macigno sulla schiena.

La strada per lui è ancora tanta e non è detto che la Formula 1 sia la sua categoria idale. Anche se, da inguaribile romantico, mi piacerebbe tanto vederlo sulla Rossa di Maranello a giocarsi il Titolo, magari con Giuliano Alesì come compagno di squadra.

In bocca al lupo ragazzi!

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