F1: errore per Vettel e la Ferrari, Suzuka capolinea mondiale

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Suzuka, la gara.

Sebastian Vettel, dopo un’orrenda qualifica, partiva dall’ottava casella della griglia e aveva in mente una gara all’attacco per raggiungere il prima possibile il suo acerrimo rivale. Partenza da urlo per il tedesco che, dopo un giro, si è ritrovato alle spalle di Crazy Max e ad un passo dalla possibilità di riprendere le frecce d’argento.

Lo scenario era dei migliori: Verstappen con una penalità da scontare e il passo-gara Ferrari a ottimi livelli. Vettel non ha saputo attendere il momento giusto; ha provato l’azzardo e l’ha pagato a carissimo prezzo. Contatto con la Red Bull e, come in un replay di Monza, ha dovuto accodarsi al gruppo compromettendo la sua gara.

Da qui in poi Vettel non ha potuto fare più nulla e si è reso spettatore inerme di uno show senza fine del britannico Hamilton, che ha vinto la gara numero 71 in carriera e, probabilmente, ha messo le mani sul titolo numero 5.

Possibilità.

Le possibilità di vincere il mondiale sono al lumicino per Seb: 65 punti da recuperare e la possibilità per Hamilton di chiudere i giochi già ad Austin. Una crisi iniziata in Germania e mai finita. Da allora una sola vittoria a Spa contro le 6 di Hamilton in 7 gare. I numeri parlano chiaro: Hamilton è più forte non per la vettura ma anche per la tenuta mentale.

Suzuka è stata la prova eclatante che, in un mondiale dove la perfezione non è garanzia di vittoria, un solo errore può costarti tutto il lavoro di un anno.

Considerazioni

Parlando da tifoso devo dire che se prima Vettel era giustificabile perché non aveva un vettura all’altezza delle Mercedes, in questi due anni il mondiale è stato perso per errori personali e non per una superiorità meccanica. L’anno scorso ci fu l’episodio a Singapore con il maxi-tamponamento alla partenza, doveva bastare controllare gli eventi senza esagerare; quest’anno l’errore da principiante in Germania quando Vettel non ha saputo reagire mentalmente alla pioggia e ha perso la concentrazione. Non voglio dire che sia un pessimo pilota ma probabilmente sotto pressione non è in grado di reagire.

Parlando da sportivo bisogna ammettere che Hamilton il titolo se lo sta guadagnando a suon di vittorie e di “mazzate” rifilate al rivale. Ha messo in un angolo Seb e lo sta colpendo a ripetizione aspettando di mandarlo KO. E, purtroppo, manca davvero poco.

Anche se la Terra dei Samurai non è stata amica, dobbiamo credere di poter fare un miracolo.

FORZA SEB!!!FORZA FERRARI!!!

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