F1 – Gp Azerbaijan, race analysis

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Un circuito inedito quello dell’Azerbaijan, totalmente inadatto per queste vetture, ma grande spettacolo in pista. Se le sono date di santa ragione stavolta…

Baku (AZ) – Signore e signori, il Gran premio più pazzo del mondo!

A vincere alla fine è un raggiante Daniel Ricciardo che, con un sorriso a 32 denti, riesce a restare lontano dai guai per l’intera gara. Ma veniamo al sodo. A Baku avrebbe vinto probabilmente Perez se non fosse stato centrato dal compagno di squadra Ocon. Avrebbe vinto Verstappen se non fosse stato tradito ancora una volta dalla sua RB13. Avrebbe vinto Raikkonen se non gli fosse esplosa una gomma trasformando la SF70-H in una naked. Avrebbe vinto Bottas se non avesse fatto un’entrata-kamikaze su Raikkonen al primo giro. Avrebbe vinto Vettel se non avesse dato una sportellata in stile tangenziale a Hamilton. Avrebbe vinto Hamilton se i meccanici gli avessero fissato la protezione del casco alla macchina. No, Stroll non avrebbe vinto comunque, ne sono certo, ma il giovane canadese sta imparando velocemente e sta facendo ricredere tutti quelli che lo avevano già marchiato come “bidone storico”. Bravo Lance! Sei ormai la copia giovane di Massa.

Episodi ce ne sono stati a non finire, questa pista è veramente stretta per le monoposto attuali, ma uno in particolare ha focalizzato l’interesse dei media e dei tifosi. Il tamponamento di Vettel su Hamilton in regime di safety car e il successivo affiancamento con ruotata (involontaria?) del tedesco all’inglese.

Ovviamente tutti divisi, i ferraristi danno ragione a Vettel, tutti gli altri lo condannano inesorabilmente. I fatti, quelli concreti, dicono che esiste un regolamento e parla chiaramente: quando la safety car spegne le luci chi è in testa ha il diritto di fare ciò che vuole, accelerare o frenare a proprio piacimento. Chi è dietro deve mantenere una distanza di sicurezza. Questo è quanto. Poi se volete giudicare la manovra di Hamilton come una furbata o una manovra poco sportiva io sono il primo a darvi ragione, ma l’ha fatto sapendo di poterlo fare e Vettel ci è cascato in pieno. Inutile cadere nei soliti isterismi vetteliani.

Seb deve capire che non gli è tutto dovuto perché ha vinto quattro titoli o perché guida una Ferrari. E’ stato graziato in Cina quando in griglia ha posizionato la sua monoposto nella terra di nessuno, ma non può sempre andare bene. La sua patente a punti sta perdendo pezzi, deve guidare con molta attenzione nel prossimo Gran Premio per non rischiare di dover saltare Silverstone.

Urlare e sbraitare via radio non porterà alla vittoria, calma e concentrazione invece si. Vettel quest’anno sta guidando alla grandissima, è veloce, aggressivo e non lascia nulla di intentato, ma non bisogna rovinare tutto con queste cretinate!

La classifica piloti: Vettel 153 pt., Hamilton 139 pt., Bottas 111 pt., Ricciardo 92 pt., Verstappen 45 pt..

La classifica costruttori: Mercedes 250 pt., Ferrari 226 pt., Red Bull 137 pt..

Prossimo appuntamento GP Austria il 9 luglio.

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