F1 – Gp Singapore, race analysis

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La Ferrari di Vettel
Ferrari formula 1 2016

Marina Bay (SG) – Ma come si può continuare così? La pazienza dei tifosi Ferrari ha un limite e così ad occhio, almeno per quanto mi riguarda, quel limite è veramente molto vicino.

Un intero campionato speso a guardare le battaglie (e per fortuna se le danno di santa ragione) tra le due Mercedes e qualche incursione intermittente delle Red Bull. Un inizio di stagione promettente volato via silenziosamente insieme alle ambizioni di vittoria: guasti stupidi, aggiornamenti poco incisivi, strategie di gara da galera. Questo il riassunto di una stagione che annunciava a gran voce una Ferrari in lotta per il Mondiale.

Tra il dire e il fare, c’è di mezzo… un progetto abbandonato da chi l’aveva iniziato, quel James Allison allontanato da Maranello nel bel mezzo dell’estate, purtroppo per gravi motivi personali non è riuscito a concludere ciò che di buono (si fa per dire) aveva iniziato.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, una monoposto perfetta e veloce… per arrivare dietro alle Mercedes e ad una o spesso entrambe le Red Bull.

Il problema qualifiche, così a memoria, ce lo trasciniamo dietro da almeno 5 anni, a Maranello una macchina veloce in qualifica proprio non sono in grado di progettarla. Questo è un dato di fatto. Poi se ci aggiungiamo le rotture e qualche sbavatura di guida dei piloti capiamo in fretta il motivo dell’improponibile posizione media di partenza della stagione in corso.

La colpa ovviamente non è di nessuno, come dicono in squadra, sono tutti uniti e lavorano tutti in un’unica direzione (probabilmente contromano), a testa bassa e con i piedi per terra…

Uno slogan inventato e ripetuto ad hoc al solo fine di mascherare la reale incapacità di trovare una soluzione.

Voci al momento senza troppo fondamento parlano di una trattativa con Paddy Lowe (Mercedes) per il ruolo di direttore tecnico o direttore esecutivo, ma sicuramente non prima del 2018. Si vive ormai di sole speranze.

Bene, chiusa la parentesi Ferrari, la gara di Singapore è stato un cocktail di strategie, molto diverse le scelte dei vari team sia come numero di soste che per tipi di pneumatici utilizzare. Purtroppo queste scelte non hanno spostato di una virgola i valori in campo, hanno solo acceso un po’ gli ultimi giri con Raikkonen che attaccava un non brillante Hamilton per la terza posizione e Ricciardo che attaccava Rosberg per la prima.

Bravo e diligente Vettel, che partiva dal fondo, a terminare in quinta posizione, sopravanzando anche Max Verstappen, decisamente non a suo agio a Marina Bay.

In classifica generale Rosberg riesce a tornare in testa con 273 punti, segue Hamilton a 265. Terzo Ricciardo a 179, quarto Vettel a 153.

Prossimo appuntamento il 2 ottobre in Malesia, qualifiche ore 10,00, gara ore 9,00.

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