F1 – GP Ungheria, race analysis

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Hamilton dopo una pole sfumata sfrutta la partenza per infilare Rosberg. Bene le RedBull. Ferrari aggressive ma non basta.

Budaperst (H)Hamilton è riuscito nell’impresa, in Ungheria riesce ad agganciare la leadership del Mondiale, dopo un inizio di stagione sfortunato e un po’ sottotono. Già dal sabato “Luigino” aveva il dente avvelenato, dopo una pole position “rubata” dal furbo compagno di box in regime di bandiere gialle; alla partenza della gara però Rosberg non è una scheggia e per arginare Ricciardo si fa infilare da Hamilton che ringrazia e condurrà tutta la gara in testa. Rosberg farà il possibile per restare incollato agli scarichi dell’inglese, ma non avrà mai modo di attaccarlo seriamente. Testa del mondiale meritata, da diverse gare Hamilton sta dimostrando una netta superiorità tecnica nei confronti di un remissivo Rosberg. Dietro alle Mercedes la RedBull di Ricciardo, che per la prima volta è riuscito a finire la gara davanti al compagno Verstappen. Ricciardo subito dopo il suo pit stop, con gomme fresche, ha impensierito anche Rosberg (complice un rallentamento di entrambe le Mercedes, ndr) ma è stato bravo il muretto tedesco a richiamare Nico prima di perdere la posizione. La Ferrari ha fatto ciò che poteva a Budapest, questa volta nulla da recriminare (in gara), sia a livello di strategia che a livello di guida. Vettel è arrivato ad un passo dal podio, vicinissimo a Ricciardo negli untimi giri, ma veramente impossibile sorpassarlo. Raikkonen partiva dalla 14a piazzola per un errore nel timing di uscita nel Q2 delle qualifiche, la sua gara prevedeva una strategia aggressiva ed è stato bravo a recuperare fino al 6° posto. Purtroppo davanti a lui c’era Max Verstappen e come ben sappiamo non è affatto facile passare il giovane olandese, Max infatti sfrutta al limite il regolamento e nonostante gli sforzi di Kimi (che danneggia anche l’ala nel finale) sarà il rampollo di casa RedBull ad avere la meglio. Raikkonen e Arrivabene si lamenteranno nel dopo-gara per le manovre di Max, ma viste e riviste dalla direzione gara le sue manovre sono aggressive ma regolari. In conclusione una Ferrari migliore di quella vista a Silverstone, ma è evidente che in RedBull hanno lavorato meglio in questo scorcio di campionato. Il team austriaco è terzo, in gran rimonta, ad un solo punto dalla Ferrari in classifica generale e in pista la monoposto sembra decisamente più equilibrata, anche a livello motoristico. Domenica si correrà in Germania cercando di ottimizzare il materiale a disposizione, ma poi servirà un grosso step evolutivo se si vuole… quantomeno… difendere il secondo posto…

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