F1 – Gran Premio d’Australia: Race Analysis

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Il mondiale di Formula 1 si è aperto con l’inaugurale e consueto Gran Premio d’Australia. Vettel si è imposto davanti ad Hamilton, lanciando il primo bagliore rosso nell’oscurità Ferrari.

Melbourne (AUS) – Il Gran Premio d’Australia è stata la gara che ha aperto il calendario di Formula 1. Alla vigilia, le carte nascoste lasciavano incuriositi addetti del settore e appassionati. Si ci interrogava se la Ferrari avesse capito qualcosa riguardo alle nuove regole e se finalmente avesse portato una vettura competitiva. Ci si chiedeva se le Mercedes avessero cannibalizzato nuovamente la stagione, l’ennesima. Ci si crucciava se la Red Bull, avesse dotato Verstappen di una vettura dotata di mirino di precisione. Si ci incuriosiva su che fine avessero fatto le Manor (non è vero, di loro non fregava a nessuno).

Il Gran Premio d’Australia ha dato i primi verdetti. Anche se è bene mettere le mani davanti, questo tracciato non chiarisce bene le forze delle vetture. Ma intanto, una notizia c’è, ed è quella di una Ferrari sugli scudi. Una rossa, che partisse così forte, mancava a tutto l’ambiente, mancava ai tifosi della Ferrari, e mancava alla mano di Toto Wolff. THOK THOK THOK.

Sebastian Vettel ha portato a compimento una gara martellante. La sua rossa ha avuto la stessa costanza dimostrata nei test. Si è mostrata veloce, con la seconda piazza conquistata in qualifica. Si è vista dinamica e leggera in tutti i suoi giri. Anche vero è, che la vittoria la si è ottenuta con una strategia vincente, ma la differenza con lo scorso anno è già lampante.

Dall’altra parte invece abbiamo una Mercedes che è atrofizzata. Vincere costantemente ha portato la muscolatura a non riuscire a battere un nuovo avversario all’altezza. Lewis Hamilton non è mai riuscito ad andar via a Vettel, ed è rimasto imbottigliato dietro Verstappen per una strategia sbagliata. Rientrare in anticipo non ha pagato, e la ruggine nelle decisioni, ha bloccato gli ingranaggi nella casa dello stemma a tre punte.

Week-end perfetto per i colori italiani.

Una vittoria sperata, non inaspettata, ma voluta dalla squadra. Delusione solo per Raikkonen, mai veramente competitivo in gara così come in qualifica. A suo dire, la vettura non aveva il feeling giusto. Vedremo in Cina se il problema è la vettura o il pilota. Alibi è, che ha dovuto cambiare la batteria della Power Unit. Ciò ha comunque comportato problematiche di adattamento.

La notizia che non t’aspetti arriva sabato mattina, prima della terza sessione di prove libere. Antonio Giovinazzi, terzo pilota Ferrari, deve sostiture Pascal Werlhein alla Sauber. Il pilota di Martina Franca, non si scompone più di tanto e arriva ad un passo dalla Q2. Già tanto per chi non ha provato nelle libere ed è andato all’arma bianca su un tracciato sconosciuto. In gara chiude in P12, arrivando davanti alla McLaren di Vandoorne. Il ragazzo potrebbe avere un’altra chance in Cina.

Il resto del circus.

Hamilton per dirla tutta, nel finale, ha rischiato. Bottas gli è arrivato subito dietro, con la Mercedes che si è raccomandata di non prendere decisioni azzardate. E già da qui, la scuderia ha chiarito quali siano gli ordini gerarchici.

Per Max Verstappen fine settimana impegnativo. La Red Bull non ha ancora il passo per stare dietro alle rivali. Chiuderà quinto. Peggio di lui va a Ricciardo, che dopo l’incidente di sabato nella Q3, parte addirittura dalla pit-lane con due giri di ritardo. Si ritirerà per problemi sulla sua vettura.

Il ritorno di Massa ha portato la sua Williams al 6° posto. Stroll inclassificabile, sembra l’ennesimo pilota messo lì per raccomandazione. E questo potrebbe portare seri problemi alla lotta costruttori per il quarto posto. Infatti Toro Rosso e Force India sono immediatamente dietro a Massa, ma con entrambi i piloti subito dietro. Fuori punti clamorosamente Hulkenberg, con Palmer ritirato. L’unica Sauber rimasta di Giovinazzi con Ericsson ritirato. Vandoorne dietro appunto a Giovinazzi. Haas entrambe k.o.

E Fernando Alonso? Niente, lui giovedì chiese ironicamente motori uguali per tutti. Ma per il momento, bestemmierà ancora da solo. Ritirato.

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