F1, in Russia una cruda verità

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Hamilton Abu Dhabi

In Russia vince ancora Hamilton, aiutato dal fedele scudiero Bottas che gli cede la posizione. Vettel terzo, mai in lotta per la vittoria.

Noi italiani, popolo di sognatori e appassionati ferraristi incalliti, non ci rassegniamo proprio mai a perdere.

Deve sempre esserci qualcosa di losco che deve fare da alibi. La FIA, i commissari, l’olio nel motore, le batterie, le quattro ruote sterzanti, il tastino magico, le strategie antisportive, Verstappen, Ocon, la Pirelli, il peso politico…

Guardiamo in faccia alla realtà per una volta. Hamilton e la Mercedes, finora hanno sbagliato pochissimo e stanno meritatamente portando a casa entrambi i titoli mondiali. Vettel e la Ferrari, pur facendo un ottimo campionato, hanno commesso troppi errori, sia di guida che di strategia.

La strategia Mercedes di usare spesso Bottas come diga è antisportiva? Probabile. Ma se lo avesse fatto la Ferrari con Raikkonen sarebbero passati per geni. Non lo fanno perché non riescono a farlo. Allora non nascondiamoci dietro ad un dito se poi siamo noi i primi ad esultare quando Vettel dà una ruotata ad Hamilton in regime di safety car.

Schumacher vinse con l’aiuto di Barrichello e per tutti noi era e resta un dio assoluto, ora Hamilton fa altrettanto con Bottas. Ciò che conta e che viene ricordato negli anni è il titolo, non come lo si conquista (per fortuna qualcuno si ricorda anche come lo si è conquistato, ma non è da tutti).

Il dato di fatto è che la Ferrari ha gettato al vento tantissimi punti nel momento in cui era la monoposto più competitiva in pista. Ora non lo è più e, escludendo aggiornamenti fantascientifici, dovrà sperare soltanto in qualche problema degli avversari per continuare a crederci. Non vedo vie d’uscita, non vedo reazione, onestamente non riesco neanche a trovare stimoli per appassionarmi al finale di stagione.

Ormai questo è un film che ho già visto troppe volte. Il titolo? “Anche quest’anno il Mondiale lo vinciamo l’anno prossimo, vol. 11”.

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