Fascia capitano della Fiorentina: ma cosa c’è da polemizzare?

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Llorente Fiorentina

La fascia da capitano pro Astori: la Lega polemizza e vuole imporsi, ma c’è davvero da discuterne? Come togliere ai giocatori viola quel #DA13? Può riuscirci solo la rigidità e la freddezza d’animo

L’Italia dello sport: il paese delle polemiche

Lo sappiamo da sempre, lo sappiamo da quando siamo nati, da quando siamo bambini. Ce lo insegnano subito: l’italia è il paese delle polemiche. Polemica ovunque: nella politica, nella scuola, nella sanità, nell’economia, nelle nostre piccole vite reali e, per concludere in bellezza, nello sport.

Certo è così da sempre. Una volta si polemizza contro la VAR e l’introduzione del congegno tecnologico. E allora c’è chi dice che toglie l’emozione del festeggiamento; chi afferma che non è equa; chi ne vorrebbe un uso ancor più assiduo.

Un’altra volta è stato oggetto di dibattito la maglietta del derby di Totti “V’ho purgato ancora”. Oppure chi si ricorda del dibattito causato dal gesto pro-fascista di Buffon? O ancora, lo striscione “Onore alla tigre Arkan” dei laziali, recuperando una spinosa questione Serbia-Jugoslavia. E si potrebbe proseguire all’infinito andando indietro negli anni.

Il precedente: la fascia di De Rossi e Gomez

Infatti, da buona tradizione, già dalla prima giornata non ci siamo fatti mancare la polemica. Questa volta ne era oggetto la scelta di De Rossi (capitano della Roma) e Gomez (capitano dell’Atalanta) di personalizzare le proprie fasce da capitano. Giustamente i tifosi romanisti si ergono a paladini del sentimento: “Sei tu l’unica mia sposa, sei tu l’unico mio amor”. Cosa c’è di più affettuoso e rappresentativo per un capitano? Mentre Gomez si era presentato con una fascia ispirata  a disegni che lo ritraevano quale capitano.

In entrambi i casi la Lega Calcio è stata durissima e inflessibile: non si personalizzano la fasce dei capitani! E non si scherza, stavolta le multe fioccheranno!

Il caso DA13 di Pezzella e della Fiorentina

E così, pur sapendo il rischio che correva, nell’ultima giornata di campionato il capitano della Fiorentina German Pezzella ha indossato ancora la fascia “vietata”. La fascia della discordia: #DA13. E d’altronde come puoi chiedere ai ragazzi di Pioli di abnegare l’affetto e il ricordo guerriero di Davide Astori, morto prematuramente la scorsa primavera?

La fascia da capitano diventa un caso. Si ma questa volta non è uno striscione, non è una capigliatura o un’esultanza. In questa situazione c’è in gioco l’onorabilità e la memoria di un ex compagno.

Le dichiarazione di Biraghi

E ad alimentare il fuoco della polemica, anzi, forse a battersi in nome di un capitano d’onore, è intervenuto Biraghi. Dal ritiro della nazionale la sua dichiarazione è stata: “Pagheremo le multe, la fascia di Astori non si tocca“. C’è un senso collettivo in quella frase, un profondo rito di squadra. Una compagine, che proprio a partire da quella tragedia, ha virato completamente la propria stagione. E questa, sotto la guida di Pioli, sembra esser partita con il segno giusto. Non si può sapere se la forza arriva dal cielo o da un’armonia del collettivo. Resta evidente e notevole che i ragazzi giocano, corrono e sputano l’anima in campo. Biraghi rappresenta una voce unanime: noi giocheremo e vivremo sempre nel nome di Astori.

La fermezza discutibile della Lega Calcio

Ora, viene spontaneo porsi una domanda: ma la Lega Calcio perché s’è interstardita in questa battaglia? Quale logica soggiace a impedire una personalizzazione originale e fantasiosa alla fascia da capitano? Nel caso dei Viola si potrebbe aggiungere anche devota e umana. E’ una questione di immagine? E’ un ordine della UEFA, dell’Europa, della FIFA?

I giocatori, per ventanni, pionieri di nuove mode estetiche, ora cosa sono? Semplici numeri. Non per come incantano grazie alle loro giocate, ma perché devono essere solo elementi rappresentativi. Si va verso una disumanizzazione del calcio. Che facciamo fra qualche anno toglieranno pure le esultanze estrose? Sarebbe curioso sentire il parere di George Best o Paul Gascoigne o Vieri o Ibrahimovic.

Certo una regola ferrea e predeterminata è una regola e quindi passibile di multa. La fascia deve essere standard. Ma davvero dobbiamo pensare che si debba penalizzare una squadra, che chiede al mondo di poter giocare in nome di una persona defunta. Di un caro amico scomparso. Di un uomo giovane padre. Di un ragazzo che in campo ha sempre dato tutto.

Tutti con la Fiorentina, Biraghi in questo curioso caso della fascia da capitano della Fiorentina

Non c’è dubbio che noi, i tifosi (quelli social e quelli delle coreografie) e gli stessi atleti siamo tutti dalla stessa parte. Ha ragione la Fiorentina squadra, quella fatta di ragazzi giocatori, quelli che quel dramma l’hanno vissuto. La Lega ora promette battaglia. Ha ben ragione Biraghi. Che continui a mandare multe. I giocatori fiorentini le pagheranno tutti insieme. E magari quella fascia ruoterà da un ruolo all’altro perché tutti hanno nel profondo dell’animo la forza possente di Davide Astori.

Quel DA13 non è solo un hashtag, è un cimelio, è un talismano, è una parte del cuore dell’ex capitano. Anzi s’è saputo che un’altra fascia, copia di quella attuale, giace sepolta insieme al corpo del difensore centrale.

La Lega Calcio potrà infliggere penalità alle altre squadre, ma non può mutare il cuore di questi ragazzi. E vinceranno loro, perché “non si può mai sconfiggere, chi non si arrende mai”. Gli altri capitani dovrebbero porsi a scudo e difesa di questa assurdo diverbio. Presto vogliamo leggere sui social: noi con la Fiorentina. E speriamo che le multe le paghino non solo i ragazzi di Pioli, ma anche i singoli giocatori di tutta la A.

Contro questa assurda imposizione, questa illogico piattimento e contro chi non mostra un minimo di sensibilità e comprensione. Smettiamola di fare il paese delle polemiche inutili.

Pensiamo davvero ai problemi gravi di un’organizzazione latente nelle serie inferiori alla A. Pensiamo più alla sostanza che alla forma. Non facciamo l’italiano medio e bigotto per una volta. Non di fronte all’esperienza catartica della morte. Facciamolo nel rispetto di un grande campione: Davide Astori: #DA13.

 

 

 

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