Figi: storico oro nel rugby a Rio2016

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Il dominio nel torneo di rugby a 7 regala la prima storica medaglia olimpica alle piccole Figi che vincono un meritatissimo oro

Per capire l’importanza di questa vittoria basta dire che d’ora in poi l’11 agosto sarà celebrato come festa nazionale nel piccolo arcipelago del Pacifico: mai un atleta figiano era salito su un podio olimpico e la medaglia d’oro conquistata dalla nazionale di rugby a 7 delle Figi è una pietra miliare nella storia del Paese.

Una vittoria forse annunciata, certamente pronosticabile, ma che ha comunque fatto scalpore per la facilità con cui i meravigliosi atleti figiani, agili e potenti allo stesso tempo, hanno via via annichilito la concorrenza e sbaragliato il campo: dopo la vittoria nella pool, è stata una marcia trionfale per Figi che in semifinale e finale non ha avuto rivali. La vittoria per 43-7 (7 mete a 1) contro la Gran Bretagna in finale è emblematica del dominio espresso: il primo tempo si è concluso 29-0 (5 mete) ed i britannici non hanno mai superato la linea di metà campo per tutti i 10′ … Il secondo tempo è invece stato un po’ più equilibrato, ma nonostante l’ampio vantaggio che poteva essere gestito, Figi ha comunque messo a segno altre 2 mete (a 1) ed arrotondato a 43 il punteggio finale. Poi è scoppiata la festa: lacrime, preghiere, balli tribali e molto altro nella notte brasiliana che resterà per sempre impressa nella memoria di un intero popolo. Campione del mondo e vincitrice di World Series, la già fortissima nazionale di Sevens figiana, è stata ulteriormente rafforzata con le stelle del XV Leone Nakarawa dei Glasgow Warriors (miglior giocatore del torneo) e Joshua Tuisova del RC Toulon che ne hanno fatto una squadra imbattibile in questo gioco, particolarmente adatto alle caratteristiche fisiche degli isolani.

La medaglia di argento è andata un po’ a sorpresa alla Gran Bretagna che ha compiuto un capolavoro nel quarto di finale contro l’Argentina (battuta 5-0 dopo due tempi supplementari) ma poi ha beneficiato di tantissima buona sorte nella semifinale vinta 7-5 contro il fortissimo Sudafrica, poi terzo avendo annientato 54-14 il Giappone. Molto deludente l’attesissima Nuova Zelanda (5^) che ha perso subito la stella Sonny Bill Williams per un gravissimo infortunio al tendine di Achille (7-9 mesi la prognosi) ed ha superato la pool solamente al terzo posto dopo aver perso anche contro i giapponesi. Tra gli allblacks meglio le ragazze che, seppur estremamente deluse, hanno messo al collo la medaglia d’argento (vedi www.destrosecco.it/2016/08/09/rio2016-rugby-femminile-australia).

Complessivamente è stato un ottimo ritorno per la palla ovale all’Olimpiade dopo 92 anni: le attese non sono state tradite visto che il sia il torneo maschile che quello femminile hanno regalato emozioni e bel gioco. Intendiamoci, rispetto al tradizionale rugby union, quello a 15, questo è un altro sport che conserva dell’originale solo le principali regole basilari, ma è indubbiamente più adatto ai tempi olimpici di due settimane e probabilmente, anche alle esigenze delle emittenti televisive che possono mandare in onda le partite di 14′ complessivi tra un evento e l’altro. Non cambia il terreno di gioco, 100 metri per 40 da coprire con solo 7 giocatori, così come la regola fondamentale del passare la palla solo all’indietro e nemmeno le regole che governano la ruck, mentre è totalmente diversa l’impostazione del gioco, senza le mischie e con pochissimi calci di spostamento, ma solo tanta corsa e gioco alla mano. Insomma, rispetto al gioco statico e di potenza del rugby a 15, qui c’è tanta corsa e leggerezza e la fase di conquista è snella rapida, a tutto vantaggio dello spettacolo; anche i meno esperti o coloro che guardano il rugby per la prima volta riescono bene ad interpretare le partite, senza necessariamente conoscere uno dei regolamenti più complessi tra tutti gli sport di squadra. Tutte ragioni che hanno fatto del rugby a 7 la versione prescelta dal CIO per il ritorno al palcoscenico olimpico.


Foto tratta dal sito www.planetrugby.com/

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Impiegato e padre di famiglia, perdo ancora tempo come blogger ed eterno aspirante giornalista: dopo aver scritto per Il BiancoNero Magazine e la Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio, da settembre 2014 sono nella redazione zona sport di Tifo Blog. Recentemente ho aperto il blog Cesena Mio (www.cesenamio.it) e talvolta mi si può ascoltare come opinionista sportivo a UniRadio Cesena. Oltre all'amato Cesena calcio, seguo con immensa passione il ciclismo professionistico ed il rugby union, sport dei quali ho scritto per anni su Facebook, nonché sui siti web chorse.it e freeforall.it.

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