Finalmente derby d’Italia! La mentalità è quella giusta

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Per anni Juventus – Inter ha avuto connotazione di derby d’Italia solo nel nome; la partita di ieri sera ha restituito al calcio italiano una sfida tra grandi

Juventus – Inter non è mai una partita come le altre. Una rivalità storica che si rinnova ad ogni nuovo duello, tanto da farle prendere il nome di derby d’Italia. Ebbene, troppo spesso, negli ultimi anni, di derby d’Italia abbiamo avuto appunto solo il nome. Troppo ampio il divario tra le due squadre, troppo diversi gli obiettivi stagionali. Ieri sera, invece, al netto delle solite immancabili polemiche, abbiamo assistito ad una grande partita fra due squadre che si sono affrontate alla pari, con un’intensità rara da queste parti. I nomi in campo d’altronde erano tutti big, ma ciò che ci è stato restituito è una Inter dalla mentalità finalmente da grande, almeno quanto i nomi messi in campo.

Nessun timore reverenziale, nemmeno nel fortino inespugnabile dei campioni indiscussi in carica. Un avvio magari leggermente timoroso, con la Juventus all’arrembaggio come lecito attendersi. Ma poi i nerazzurri sono venuti fuori alla distanza, giocandosela alla pari con gli avversari e sprecando le occasioni da gol proprio come i bianconeri. Un primo tempo intenso e divertente, che tutti ormai pronosticavamo verso un onesto 0-0. Ed invece, proprio allo scadere, ecco la prodezza di Cuadrado che pesa come un macigno all’intervallo. La differenza tra le due squadre viste ieri sera sta in fondo tutta qui. La Juventus ha una consapevolezza che le permette di tirare fuori dal cilindro giocate individuali decisive in ogni momento, soprattutto in quelli più importanti. Potete chiamarla fortuna, mentalità, determinazione, campioni, concentrazione o in qualunque altro modo, ma è un dato di fatto che i bianconeri ne siano provvisti, e che sia una loro virtù. Una virtù costruita nel tempo, mattone dopo mattone. L’Inter è di troppo recente costruzione per esserne già provvista, ma ci sta lavorando e la strada sembra quella giusta.

Le partite, soprattutto quelle importanti, vanno giocate al massimo fino all’ultimo secondo e non è un caso se la Juventus spesso trova la giocata decisiva proprio nel momento cruciale. Ma per il resto la mentalità mostrata dall’Inter è stata quella giusta. Affrontare la Juventus a viso aperto, con una gara tatticamente ben preparata ed una concentrazione costante. La consapevolezza acquisita dall’arrivo di Pioli fino a questo punto ha permesso all’Inter di giocare un vero derby d’Italia. Peccato solo per i troppi errori in fase di disimpegno e finalizzazione. E’ mancato in troppe occasioni l’ultimo passaggio o la conclusione. L’esempio lampante è l’azione di Eder, che avrebbe potuto portare a risultati ben diversi.

Gli unici pienamente bocciati sono Brozovic e Candreva. Troppo impreciso e a tratti indolente il croato, come purtroppo suo solito. Troppo sacrificato in fase di copertura l’ex Lazio, e l’assenza del suo apporto in attacco si è fatta sentire. Per il resto tutti bene, chi più, chi meno, anche se Icardi è rimasto troppo isolato davanti. Il concetto che deve passare è che in casa della Juventus si può anche perdere, ma gli avversari devono sudarsela e devi finire con la consapevolezza di avercela messa tutta. L’Inter questa consapevolezza ce l’ha. Maggior possesso palla, maggior numero di passaggi, dribbling, cross e corner. Non serviranno a portare a casa punti, ma a stabilire che la squadra è sulla buona strada per tornare grande, quello sì.

Per il resto non entro nel merito delle polemiche arbitrali, degli episodi dubbi, dei titoloni ad effetto su presunti contatti con allenatori per destabilizzare il giorno della partita. Quello è solo contorno, rumore per avere qualcosa di cui discutere. Ma in fondo anche questo vuol dire che, finalmente, è di nuovo derby d’Italia.

Fonte immagine: calciomercato.com

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Interista; considero il calcio un divertimento, e come tale non va preso troppo sul serio. Così come i miei articoli. Non credo nelle autodescrizioni. Non puoi chiedere a qualcuno di descriversi oggettivamente. Non può, per natura. Quando ci guardiamo allo specchio, ad esempio, ci vediamo 5 volte più belli di quello che in realtà siamo. Ecco perchè hanno inventato le foto. Poi sono arrivati il fotoritocco, Instagram e i filtri, ma per fortuna abbiamo ancora la fototessera sui documenti. Dicono che un ladro non ammetterebbe mai di essere un ladro. Ma io non sono mica un ladro.

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