Fiocco nero nella motonautica: muore il 24enne Massimo Rossi

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L’impatto fatale durante una gara sul circuito del fiume Mosella. Circuito largo meno della metà di quanto è consentito in Italia. Aveva 24 anni ed era due volte campione del mondo.

Così è morto il 24enne della provincia di Rodi, Massimo Rossi, figlio d’arte (correva anche il padre), con licenza tedesca. Due volte campione del mondo della motonautica. E come c’era da aspettarsi, subito sono tornate a galla le polemiche di sempre. Questa disciplina rimane fra le più pericolose nonostante i progressi fatti in altri campi motoristici, come la formula uno.

Il punto su cui si dibatte da anni è quello dei regolamenti tecnici, che non rendono obbligatoria la Capsula di Sicurezza. Si tratta di una struttura in materiale composito, comunque facilmente reperibile, che protegge il pilota in caso di urto fra imbarcazioni o ribaltamento.

Questa mancata obbligatorietà sarebbe dovuta al lavoro delle lobby dei costruttori inglesi e scandinavi i cui costruttori realizzano imbarcazioni senza capsule per poterle poi vendere a prezzi assolutamente concorrenziali. La polemica tra federazione internazionale e quella italiana è forte al punto da aver provocato l’annullamento di due gare mondiali.

E c’è poi la pericolosità dei tracciati, punto sul quale l’Italia è senz’altro più attenta di altri paesi. Da vedersi le regole sulla larghezza ricordate anche dal presidente della federazione italiana. Per questo un incidente come quello fatale di oggi, a Traben-Trarbach, in Italia non sarebbe stato possibile. Da anni viene definito molto pericoloso, e per questo Iaconianni spiega che:

«Abbiamo protestato mille volte per la pericolosità di quella gara, nessuno ci ha mai dato retta. Non so con certezza la dinamica di quanto è avvenuto. Mi dicono che addirittura dopo essere andato a sbattere sul terrapieno, Rossi sarebbe finito contro un albero. Ci sono dei circuiti dove non si dovrebbe mai correre, e sono tutti all’estero». «Noi in Italia siamo all’avanguardia per la sicurezza, purtroppo quando i nostri piloti vanno all’estero finiscono nelle mani di macellai…».

Questa la conclusione del presidente della Fim.

Con tanta tristezza e rammarico non ci resta che fare le nostre condoglianze alla famiglia. Loro si sono subito precipitata in Germania appena appresa la notizia. Riposa in pace, Massimo.

 

Love, Xx.

 

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