Fiorentina, l’Europa per restare in Europa

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La Fiorentina ha vinto il proprio girone di Europa League centrando il primo mini obiettivo stagionale ed evitando così una “big” nei sedicesimi della competizione che inizieranno il 16.02.2017

Queste sei partite hanno permesso ad alcuni calciatori di mettersi in mostra per cambiare quelle che sono le gerarchie nell’11 titolare e per dimostrare il proprio talento, non sono casuali i gol di Cristoforo e quello di ieri di Federico Chiesa.

Fortunatamente, la facilità di alcune gare ha permesso ai calciatori di recuperare sia a livello fisico che mentale gli errori commessi in campionato, basti pensare alle punte (Ilicic e Kalinic) che hanno trovato il gol con regolarità.

Le note negative sono due: fase difensiva e modulo: il 3-5-2 è il modulo migliore per integrare quei terzini che vengono da un altro campionato, avanzandoli di 15-20 metri (giocando quindi nei 5 di centrocampo) finchè una volta abituati si possa giocare con i 4 dietro. Il problema è che il Mister, questi terzini (Milic e Salcedo) li ha fatti giocare nei 3 dietro con Tomovic (terzino di ruolo) unico centrale, risultato? Sconfitta in casa contro il modesto Paok e porta imbattuta solo in 2 partite su 6, non va bene.

L’Europa League doveva essere la competizione nella quale provare più soluzioni ed è stato fatto solo in parte: bene il dualismo Kalinic-Babacar ripresentato poi in campionato, male la fase difensiva analizzata nel paragrafo precedente.

Molto male il tecnico, perché il turnover in vista degli impegni in Coppa andava gestito in modo diverso; la classifica in Europa è sempre stata positiva, quindi non è ammissibile far rifiatare i titolari in campionato (per pareggiare in casa contro il Crotone!) in vista degli impegni contro Qarabag e Slovan Liberec.

Ora, per altri due mesi la testa è solo rivolta al campionato, il rischio è che per partecipare alla prossima stagione europea, la Fiorentina debba vincere una competizione (Coppa Italia o questa EL), perché il trend in campionato è insufficiente.

Per restare in Europa bisogna vincere in Europa

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