Forse dovrebbero imparare tutti dal Sassuolo in Europa

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Il Sassuolo in Europa stupisce tutti: 3-0 contro l’Atletico Bilbao, primi tre punti della storia e tanto da insegnare alle altre più conosciute squadre italiane

EUROPA LEAGUE: UN RIEPILOGO DELLE ITALIANE

Forse forse dovrebbero imparare tutti dal Sassuolo in Europa, o perlomeno le squadre attualmente presenti. Alla fine di questa prima tornata europea ci ritroviamo così: Juve- Siviglia 0-0, Dinamo Kiev- Napoli 1-2, Viktoria Plzen – Roma 1-1, Paok Salonicco- Fiorentina 0-0, Inter – Hapoel Beer Sheva e infine, per l’appunto Sassuolo- Atletico Bilbao 3-0. I bianconeri impattano contro il muro spagnolo, anche se oltre a qualche grande parata del portiere avversario possono recriminare per una traversa colpita da Higuain; il Napoli dopo che si stava ingabbiando da solo in Ucraina, trova il jolly nel tempismo di Milik; la Roma delude parzialmente in terra ceca più che altro perché s’è trovata in vantaggio immediatamente e ha bruciato un successo che era importante; la Fiorentina oltre a maledire il portiere Glykos s’è mostrata poco incisiva: l’Inter, che dire, qualcuno ha parlato di umiliazione, dopo la sconfitta per 1-5 contro l’Arsenal il 25 novembre 2013.

Diciamolo subito, è inutile nasconderselo, nessuno si aspettava il tonfo drammatico della Beneamata, la solita partita sufficiente della Juventus, il mezzo passo falso della Roma e la strepitosa vittoria neroverde. Non perché si voglia fare un’apologia degli emiliani, piuttosto perché fra tutte il coefficiente di difficoltà contro gli spagnoli era elevato, par giusto dar maggior risonanza alla vittoria del Sassuolo. Specialmente se si tiene conto che tutto è cominciato un giorno d’estate: il 28 luglio 2016.

SASSUOLO IN EUROPA: I PRELIMINARI

Il 28 luglio si comincia in Svizzera a Lucerna. Terra non di facile conquiste e buona tradizione europea. I ragazzi di Di Francesco tornano a casa con un buon 1-1. Nella gara di ritorno, fra le proprie mura amiche, vince per 3-0 facile facile con uomo-Europa Berardi e chiusura in bello stile di Defrel. Siamo solo al 4 agosto e già i neroverdi fanno un miracolo. Superano scetticismi e dubbi e si preparano alla prossima sfida. Arriva dal sorteggio la Stella Rossa.

La fortuna vuole che la prima contro una delle squadre più tecniche (per tradizione) dell’Est europeo si giochi allo stadio Mapei. I neroverdi, ragazzi che otto anni fa militavano in serie C, si ritrovano al cospetto di una delle società che in passato ha dato i natali a un certo Savicevic, a Boban e perché no a Mihajlovic, come dire…gente da niente. Il Sassuolo si impone con nettezza impressionante: ancora tre reti, ancora Berardi, Politano e Defrel e altro fieno in cascina per la qualificazione. Al ritorno speculare vantaggio come contro gli elvetici: 3-0 in casa e 1-1 in trasferta. Berardi super mattatore di coppa, con ben 5 reti in 4 partite. Sorpresa per tutto il calcio italiano, probabilmente per lo stesso presidente Squinzi, che non si aspettava l’entrata nell’Europa che conta.

SASSUOLO IN EUROPA: LA PRIMA GRANDE SFIDA

Il tabellone di Nyon inserisce il Sassuolo nel girone F con Rapid Vienna, Genk e Athletic Bilbao. Turni di qualifica non facili (e sicuramente non lo saranno) per la matricola emiliana. Si tratta di tre squadre di blasone internazionale e che negli ultimi anni hanno partecipato anche alle fasi a girone della Champions League. Vita non facile, si direbbe per il Sassuolo. Eppure, dopo aver scavalcato i detrattori della sfida contro il Lucerna e quelli contro la Stella Rossa, Di Francesco e i suoi vanno oltre: battono il Bilbao con un netto e secco e meritato 3-0. Stavolta non c’è nemmeno il loro dieci Berardi, anzi non ci sono nemmeno alcuni titolari di base fra cui Missiroli, Peluso e Duncan. Di Francesco cambia addirittura gli interpreti delle imprese precedenti, ma ottiene gli stessi risultati. Forse converrà dire che guadagna ancor di più. Perché a segno vanno un terzino esterno d’attacco Lirola, un attaccante laterale Politano (giovane di sicuro avvenire in mano alla Roma) e chiude con la terza rete di nuovo Defrel. Il tecnico dà massima fiducia ai cosiddetti panchinari e ottiene risposte notevoli. Il Sassuolo non teme neanche un po’ avversario che è ben stimato in terra spagnola e che, con l’amaro in bocca, i tifosi napoletani ricorderanno per un’eliminazione nei preliminari di Champions. I padroni di casa difendono con ordine e ripartono con il solito tridente preimpostato da Di Francesco. Per la difesa spagnola è impossibile potenziare e controllare le fasce e così dai tentativi in discesa di Ricci e Politano, nella ripresa Ragusa e Matri, arrivano i pericoli incombenti. Prima si infila Lirola, poco dopo Defrel e infine conclude Politano con uno splendido sinistro rasoterra a incrociare che lascia incantato il portiere. Di incanto o magia è giusto parlare per questa storica vittoria. Come è riuscito Di Francesco a creare una simile vittoria, mentre le altre hanno stentato con campioni più rinomati e contro squadre di target minore?

SASSUOLO IN EUROPA: URGE UNA RIFLESSIONE

A questo punto urge una riflessione sul calcio italiano. Forse qualcuno obietterà, preferendo evitare i soliti disfattismi all’italiana post eliminazione. Premettendo che nessuna delle tre è stato eliminata, il pensiero verte più che altro sulla prestazione egregia degli emiliani a dispetto delle altre. A onor del vero c’è da evidenziare che anche il Napoli dopo il doppio vantaggio Milik ha spinto al massimo, soprattutto con Mertens e per pochi centimetri o pali non è riuscito a incrementare il vantaggio. Ripetendoci un’altra volta, tuttavia,  ha maggior riflesso la vittoria emiliana, proprio perché esordiva in coppa per la prima volta in vita sua.

Su cosa riflettere dunque? Sul turnover? Sul largo ai giovani? Sulla determinazione? Sul non aver sottovalutato l’avversario? Sull’incisività e la cattiveria con cui hanno affrontato la squadra basca? Sulla concentrazione per novanta minuti?

Tanti sono gli interrogativi retorici che si pongono dopo la vittoria del Sassuolo. Le nostre squadre in Europa, eccetto la Juve che negli due anni è arrivata in finale di Champions e s’è fermata ai quarti, stanno sempre più deludendo. In coppa dei campioni con prestazioni indecorose fra le quali citiamo un Barcellona – Roma 6-1 e in Europa League con eliminazioni al limite del verosimile, come la più recente del Napoli a opera del Villareal.

Forse forse dovrebbero imparare tutti dal Sassuolo In Europa. Non perché i neroverdi siano i maestri europei, all’opposto, perché con la loro verginità hanno saputo affrontare la sfida senza stereotipi da tabellone: squadra imbattibile/ da materasso, sorteggio sfortunato/favorevole e proseguendo con la catena di comparazioni simili. Giovedì il Sassuolo era sfavorito chiaramente (per tutta una serie di motivi indicati poco fa), eppure ha giocato con coscienza s superiorità, lanciando in questo palcoscenico giovani poco rodati, come Mazzitelli, Politano, Ragusa, Ricci e Lirola e ha sfruttato tutte le sue qualità, dalla compattezza alla rapidità d’azione. E non valga nemmeno la classica motivazione psicologica: arriva da una batosta (nello specifico caso 3-1 contro la Juve) e quindi era difficile riprendersi o altro…

Meno male che l’abbia fatto il Sassuolo! Perché forse forse è arrivato il momento di svegliarsi un po’ in Europa, di smetterla di considerarsi o troppo deboli o troppo forti, di entrare in campo con sommaria sufficienza o ritrovarsi in situazioni complicate di qualificazione. E’ ora di smetterla di rinchiudere i nostri giovani in tribuna o in panchina, con la solita motivazione che poi si bruciano o che al cospetto dei grandi palcoscenici soffrono. Non è così. Certo, ci vuole organizzazione, inserimento ben fatto e graduale, lavorando bene durante la sessione estiva. Ai giovani fa bene la competizione, matura la loro concentrazione e stimola la loro voglia di emergere. L’avversario va rispettato sì, ma non temuto. Non ci si accontenta di uno 0-0 in casa e nemmeno in trasferta e una squadra nemica è onorata, quando perde non 1-0, ma 5 o 6 o 7 a zero. Questo ci insegnano i top club del mondo, le squadre grazie a cui ammiriamo la parte più estetica del calcio. E’ ora di andare oltre il limite del nostro calcio e smetterla di considerare il nostro campionato il più difficile al mondo. In Europa non possiamo più permetterci mezzi passi falsi, se non vogliamo sempre più arretrare nel ranking dei punteggi.

Forse forse dovrebbero imparare tutti dal Sassuolo in Europa. Sperando che questa lode non possa gufare la sua qualificazione 🙂

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