Francesco Totti: un Jeeg Robot di 40 anni!

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TOTTI ETERNO.

.Totti inizi

Di campioni ne ho visti giocare tanti, e da appassionato di calcio come mi reputo, mi son lustrato sempre gli occhi nel vedere giocare fior di giocatori come Zico, Falcao, Platini, Maradona, Zidane, Roberto Baggio e tanti altri… Ma così immensi ed eterni come Francesco Totti, mai.
Per il semplice motivo che loro, hanno chiuso con la carriera parecchio tempo prima di toccare i 40 anni.

FRANCESCO TOTTI COMPIE 40 ANNI.

Io ho vissuto l’11 luglio ‘82 quando alzò la Coppa del Mondo il grande Dino Zoff la cui particolarità fu quella di avere all’epoca 40 anni ed essere stato uno dei più forti campioni ed esempi di longevità sportiva, che può portare ad avere tantissima esperienza, una montagna di bravura che si paga però con la resistenza atletica, e il fatto di preservarsi bene da problemi fisici e acciacchi. Nel caso di Zoff, la resistenza atletica non è mai stata importante, perché stando in porta, non ha mai avuto problemi di scatto, corsa, contrasti etc etc. Ma chi sta a tutto campo, a 40 anni uno decisivo e carismatico come Totti, che storicamente è uno dei giocatori che subisce più falli in serie A, è tassativo usarlo con il contagocce e solo quando ce n’è bisogno.

All’ inizio lo vedi inquadrato dalle televisioni, in panchina o a bordo campo che ride e scherza con compagni, staff, giornalisti, tifosi e qualche volta si è visto anche palleggiare con i bambini. Ma quando la partita non si sblocca, o si mette male, o scivola verso una figuraccia, ecco che Spalletti fa entrare in campo questo Mago e ti fa diventare Magica pure la Roma, con tutti i suoi problemi tecnici e ambientali. Come per magia, lo stadio si entusiasma e diventa una bolgia; i giocatori sembrano più reattivi e determinati, gli avversari recepiscono che la partita sta cambiando, e sugli spalti si respira battaglia e aria di vittoria. Sembra come quando nei film di guerra “arrivano i nostri” e si suona la carica. Ti fa cambiare l’esito di una partita. La piega verso la vittoria.

Un eterno Harry Potter capitolino.  Un Jeeg Robot con gli scarpini.
Totti è sempre pronto per mettere la firma sulla partita.  Ed infatti lui quando entra, si muove come la Regina sulla scacchiera. Gioca come e quando vuole, imposta, pressa, aiuta i compagni. Fa quei lanci che tagliano il campo in lungo e in largo, senza sapere chi ci sarà a ricevere il pallone, perché lui sa, che di sicuro, qualche compagno sarà pronto a riceverlo e a scattare verso la porta avversaria.

Totti inventa e pensa più velocemente di tutti. Sfrutta la sua classe sopraffina, dono di nascita che lo ha fatto diventare un Campionissimo sia con la Roma, che con la Nazionale.

Ma a parte i preamboli infiniti che si possono riservare a questo grande campione, io posso solo avere l’onore di fargli gli auguri con queste due righe, che andranno ad arricchire un milione di altri auguri che gli scriveranno dai siti e dai blog di tutto il mondo.

Un amico mi disse in modo filosofico, che…” la vita più o meno, è un 60 % di dispiaceri e un 40 % di gioie. Ed un buon 80% di quel 40 di gioie, me l’ha regalato Totti.” Ma quante volte ci ha fatto sorridere per le sue battute spontanee? Quante volte ci ha fatto star bene dopo una partita? Quante volte ci ha regalato un momento di gioia, da quando gioca a calcio sino a oggi??  Ormai non si contano più. Più o meno, saranno più di 300 goal, e più di 200 assist sia con la Roma che con la Nazionale.

A Roma è amato da tutti i tifosi, che si sentono orgogliosamente rappresentati da lui, e che vedono l’ultima storica bandiera, gigante, massiccia e imponente, di una società come la Roma, che sta soffrendo l’evolversi del calcio moderno che sta facendo estinguere le bandiere come lui, per fare spazio a giocatori soprattutto mercenari e pilotati da procuratori che hanno in mano il nostro calcio.

Francesco, è un grande personaggio auto ironico, schietto semplice e verace. Stimato anche dagli appassionati di calcio tifosi di altre squadre, che ne hanno riconosciuto la grandezza sportiva e umana. Infatti spesso quando entra a partite in corso negli stadi dove la Roma gioca fuori casa, viene accolto con una standing ovation che si regala solo a chi ha scritto la storia del Calcio. Come è successo al Santiago Bernabeu a marzo in Champions League, fino ad arrivare allo stadio Olimpico Grande Torino di domenica scorsa in Campionato.

LE BATTUTE: una delle più belle battute che mi son rimaste impresse di Francesco Totti, fu quella rilasciata alla giornalista messicana durante i mondiali di Germania che dopo una domanda sulla partita, la giornalista chiese: Mi scusi,  tempo fa alla tv italiana il cantante Tiziano Ferro ha detto che le donne messicane hanno tutte i baffi. Le messicane ci sono rimaste male. Lei cosa vuole dire alle donne messicane?“. E Totti: “…De fasse ‘ a ceretta…”

Come si fa a non sorridere?? 🙂

TOTTI 2006: CAMPIONE DEL MONDO – Quel mondiale ha toccato l’apice della gloria personale del Totti calciatore. Campione del mondo 2006 con l’Italia di Lippi, protagonista in tempo record del recupero dall’ infortunio della caviglia spezzata nel contrasto con Vanigli ex giocatore dell’Empoli a metà febbraio di quell’ anno, quindi a 4 mesi dopo l’intervento giocò quel mondiale  “con un piede e mezzo” e nonostante non fosse stato in forma come sempre, lui confezionò un paio di assist per Materazzi e Toni contro Repubblica Ceca e Ucraina, e in più si accollò la responsabilità di battere il rigore contro l’Australia al 93° agli ottavi, e realizzò freddamente dopo aver inquadrato l’angolo di porta con quello sguardo da tigre che ancora oggi si ricorda nel video di quella partita. In finale poi, ricordo che quando fu sostituito, la Francia iniziò a macinare gioco perché si era liberata della marcatura fissa su di lui, di Makhelele e Vieira. Anche se non giocò bene perché era stanchissimo della battaglia fino ai supplementari della semifinale di qualche sera prima, contro la Germania.
Il giorno dopo andai al Circo Massimo per i festeggiamenti e quando lo vidi sul pullman aperto dei trionfatori,per me fu come vedere un extraterrestre in alto, sorridere con il cappello a tuba giallo rosso in testa, e con la bandiera tricolore che sventolava fiero. Emozioni personali  indimenticabili.Totti2006
Che vi devo dire? Non ci son più parole per descrivere questo campione.

Quando la Roma vinse lo scudetto, nel 2001, era uno dei più anziani della squadra, era il Capitano, ed era il più forte di tutti.
Dopo 15 anni, i suoi ex compagni hanno preso strade diverse…chi fa l’allenatore, chi fa l’opinionista, chi sta in federazione, chi si è ritirato a vita privata o lavora nelle radio. Lui a tutt’oggi invece, ancora si allena, ancora gioca, ancora è il Capitano,e ancora è il più forte di tutti.

Tantissimi auguri per questo incredibile traguardo, e come sempre…Grazie Francé! 

totti300

 

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