Ancora a segno la fuga con la vittoria di Zakarin

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E’ un Tour de France che premia spesso e volentieri gli attaccanti: troppo passivi gli uomini di classifica ed i coraggiosi (come Zakarin) ne approfittano

Mai nel passato recente il Tour de France era stato così tanto generoso con le fughe: la vittoria di tappa continua a decidersi nel finale, ma tra un numero molto ristretto di corridori, cioè quelli che nelle battute iniziali sono bravi ad inserirsi nel tentativo da lontano (oggi è toccato a Ilnur Zakarin). Tanto ormai si sa che il gruppo lascia fare, che il quarto d’ora di vantaggio massimo è assicurato e che qualcuno dei fuggitivi riuscirà a raggiungere vittorioso il traguardo. Dietro sono troppo impegnati a fare calcoli, a difendere le posizioni ed a soffocare la fantasia … Peccato davvero che si sia dovuto ritirare Alberto Contador, uno dei pochi che probabilmente non si sarebbe rassegnato a questo andazzo ! La trama della tappa di oggi è simile a tante dei giorni precedenti: un gruppetto piuttosto numeroso si avvantaggia nelle battute iniziali, tre o quattro uomini si sacrificano per i compagni di squadra alternandosi in testa ed il vantaggio sale fino a 13′; a quel punto, dopo lo sprint intermedio ed ai piedi della prima vera salita di giornata, ognuno per la sua strada in caccia di gloria. Come detto, oggi il migliore è stato Ilnur Zakarin, il russo della Katusha che in carriera aveva già vinto una tappa al Giro d’Italia e la classifica finale del Giro di Romandia 2015, il quale oggi fa sua la prima delle tappe alpine di questo Tour, quella con arrivo ad Emosson in territorio svizzero. Alle sue spalle giunge il bravissimo Jarlinson Pantano, già vincitore in schema simile a Culoz qualche giorno fa, e poi Rafal Majka che non riesce a vincere una tappa, ma che in compenso oggi ha blindato la maglia a pois degli scalatori. Fatto il doveroso applauso a Peter Sagan, una delle anime della fuga con il duplice obiettivo di conquistare i punti per la maglia verde a Martigny e lanciare il compagno di squadra polacco, constatiamo che nel gruppo dei leader della classifica continua a succedere poco o niente: anche in una tappa con 2.000 metri di dislivello e due salite terribili, tutto si risolve con qualche scattino nel finale, peraltro facilmente rintuzzato da Mikel Nieve e Wouter Poels, visto che Chris Froome può permettersi di intervenire solamente nell’ultimo chilometro per seguire l’ex compagno Richie Porte che poco convintamente prova ad allungare. Inutile continuare a sperare in un po’ di spettacolo, non ci sono né gambe né energie, il Team Sky è un’armata invincibile e Froome è quello che ne ha più di tutti, pronto a chiudere ogni discorso sul suo terreno preferito, la cronometro in salita di domani che a mio avviso congelerà definitivamente la classifica generale, nonostante il Monte Bianco di venerdì ed il tappone di sabato.

18^ Tappa: Sallanches – Megève [km 17] ITT

Piuttosto temuta alla vigilia, la cronometro individuale di 17 chilometri, in larga parte in salita, rischia di chiudere definitivamente il Tour, vista la netta superiorità mostrata finora dalla maglia gialla che domani potrebbe ulteriormente allungare. I primi 4 chilometri dopo la partenza da Sallanches (sede del Mondiale ’80 vinto da Bernard Hinault) sono pianeggianti e vedranno azionare il lungo rapporto, mentre la salita inizierà a Domancy con la scalata dell’omonima cote (2.5 km al 9,4%), breve ma molto impegnativa. Segue un tratto misto di altri 4 chilometri in falsopiano con pendenze che raramente raggiungono il 5% e gli ultimi due “gradoni” che concludono la parte in salita (due tratti di un chilometro al 8% separati da falsopiano). Gli ultimi 2 chilometri sono in discesa e consentiranno di raggiungere velocemente Megève.Tappa18

A questo punto del Tour la specializzazione conta fino ad un certo punto ed in una cronometro così anomala conteranno le energie rimaste. Come sempre saranno una ventina o poco più i corridori che si impegneranno a fondo, coloro che occupano i primi posti della classifica generale o quelli che hanno qualche ambizione di buon piazzamento nella classifica di giornata. Nettamente favorito Chris Froome che già nella cronometro de La Caverne du Pont d’Arc (2°)  ha dimostrato di essere più forte dei diretti rivali e qui ha terreno ancor più favorevole rispetto a Tom Dumoulin che quella crono la vinse. Potrebbero far bene, ma senza impensierire Froome, Alejandro ValverdeIon Izaguirre, Rui Costa, Nelson Oliveira. Tra gli uomini di classifica attesa per le prestazioni di Bauke Mollema, Adam Yates ed anche Nairo Quintana che è molto migliorato nell’esercizio contro il tempo. Possibile inserimento nella top ten per Fabio Aru che fu secondo dietro a Quintana nella cronoscalata del Monte Grappa due anni fa.

La quota sotto la pari (1,90) di Chris Froome lascia poco spazio all’immaginazione e temo che questa volta i bookmakers ci abbiano visto bene …


Ordine d’arrivo, classifiche ed informazioni sul sito ufficiale www.letour.fr

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Impiegato e padre di famiglia, perdo ancora tempo come blogger ed eterno aspirante giornalista: dopo aver scritto per Il BiancoNero Magazine e la Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio, da settembre 2014 sono nella redazione zona sport di Tifo Blog. Recentemente ho aperto il blog Cesena Mio (www.cesenamio.it) e talvolta mi si può ascoltare come opinionista sportivo a UniRadio Cesena. Oltre all'amato Cesena calcio, seguo con immensa passione il ciclismo professionistico ed il rugby union, sport dei quali ho scritto per anni su Facebook, nonché sui siti web chorse.it e freeforall.it.

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