G.P. Singapore, questa non è Formula 1!!!

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Spettacolo di luci a Singapore

Ormai è un grido d’allarme, Singapore va ad aggiungersi al noioso trenino di Montecarlo. La Formula 1 corre al risparmio, ma non è la categoria giusta per farlo.

Ferraristi o meno, felici del risultato o delusi per un “semplice” podio, ciò che lega tutti gli appassionati della Formula 1 dopo la gara di ieri (che va ad aggiungersi a quella di Montecarlo, ndr) è la noia. Ma non noia dovuta alla poca competizione in pista, noia dovuta a fattori che non hanno nulla a che vedere con lo spirito della Formula 1: risparmio gomme, risparmio benzina, risparmio freni, risparmio motore… Quasi quasi dal 2019 risparmio anche io l’abbonamento alla pay tv!

I primi giri del Gran Premio sono stati 12 secondi (DODICI) più lenti rispetto al giro della pole position. Veramente avvilente se consideriamo che la Formula 1 è (forse era…) l’espressione massima della competizione a quattro ruote.

Posso essere d’accordo sul risparmio delle risorse, sulla riduzione dei costi, su tante belle cose che permettono ai piccoli team di sopravvivere, ma stiamo oltrepassando il limite. Singapore 2019 è stato uno spettacolo vomitevole.

Non voglio togliere nessun merito a Lewis Hamilton che ha lodevolmente dominato il week-end e probabilmente fissato il mattoncino decisivo alla costruzione del suo quinto Titolo Mondiale, ma sono straconvinto che avrebbe vinto anche se la gara non si fosse corsa al risparmio. Anzi, forse avrebbe vinto con maggiore distacco, sicuramente con più gusto.

Inutile sparare milioni di watt di luce, fuochi d’artificio e circondarsi di luoghi iper lussuosi. Trovare un contenitore idilliaco con all’interno un prodotto mediocre è tra le cose più irritanti in cui un consumatore può imbattersi. Ma ahimè questa è l’attuale situazione della Formula 1.

Probabilmente ieri è stato grazie a Perez, impazzito, che sono riuscito a rimanere sveglio per 61 interminabili giri.

Capitolo Ferrari

Se sento ancora dire “questo è un circuito Ferrari” mi trasformo in Duglas Costa (non è vero, anzi colgo l’occasione per esternare tutto il mio disprezzo nei confronti di questo australopiteco).

La scelta di montare la gomma rosa non ha pagato. La rossa non ha mai trovato la finestra di temperature ideale per fare funzionare le gomme, né in gara, né in qualifica; a questo va aggiunto anche il problema di surriscaldamento dei freni e la frittata è fatta. Un podio che potrebbe echeggiare un po’ come resa, ma sono convinto che a Maranello, finché la matematica non li darà per spacciati, daranno battaglia fino all’ultima curva.

Vettel in Russia deve ritrovare concentrazione e cattiveria, sperando che Hamilton smetta per un po’ i panni del supereroe e cercare di fare girare la dea bendata verso via Abetone Inferiore n°4.

E comunque vada, speriamo che almeno sia una gara di Formula 1!

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