Non chiamatelo nuovo Coutinho

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Gabigol vero oggetto misterioso di questo inizio di stagione, ma il tempo è dalla sua

Succede ogni volta, puntualmente. Basta un gol, una giocata. Partono i video su Youtube, le condivisioni sui social, e i commenti si sprecano. Da quando Coutinho è andato via dall’Inter ed ha trovato la sua dimensione ad Anfield, le sue vedove non si contano e trovano sempre modo di rivangare il passato. “Come al solito regaliamo i migliori, società di incompetenti, è uno scandalo!”, e così via.

Niente di nuovo, è così da alcune stagioni, ma quest’anno c’è un giocatore che spesso viene accostato al fantasista del Liverpool. Si tratta naturalmente di Gabigol, arrivato tra mille proclami e rimasto per quasi la totalità del tempo a guardare gli altri giocare. Ed infatti, con l’avvicinarsi del mercato, sono subito partite le suggestioni che lo vorrebbero già lontano da Milano. Notizie che han fatto subito drizzare le orecchie ai Coutinho-boys, che ne rivedono il fantasma nelle analogie: entrambi giovani, attaccanti, brasiliani, talentuosi ma acerbi, alla prima esperienza in Europa, stroncati e ceduti (forse) in una finestra di Gennaio. Facile allora temere che Gabigol si trasformi in un Coutinho-bis in caso di cessione.

Le analogie, però, non sono del tutto esatte. A partire dalle modalità di arrivo dei due: in punta di piedi l’attuale trequartista dei Reds, celebrato come un campione l’attuale interista. Coutinho, poi, ha avuto molte più chance di giocare rispetto a Gabriel Barbosa; occasioni in cui spesso e volentieri ha dimostrato di non essere pronto per il nostro campionato, a livello fisico e tattico (e schierarlo fuori ruolo non ha aiutato). Certo, non si può dire che preferire Alvarez a lui sia stata una scelta azzeccata, ma c’erano anche questioni economiche in ballo. Più probabile che Barbosa vada in prestito, se proprio andrà via. Poi quella era una Inter appena arrivata dal Triplete: la maglia, se possibile, pesava ancora di più. Ed è proprio per questo che forse attendere a gettare il brasiliano nella mischia sarebbe stato meglio. Proprio come viene fatto ora con Gabigol, che tra un ritardo di preparazione ed uno di adattamento, in una squadra totalmente squilibrata come quella attuale, rischierebbe di bruciarsi. Bruciarsi proprio come Cou, perché San Siro si sa, non è tenero. Non importa quanti anni tu abbia o cosa tu abbia fatto in carriera: al secondo errore partono i fischi. Di esempi ne abbiamo a decine.

Ed infatti quelli che ora pretendono che si faccia giocare Gabigol e che rimpiangono Coutinho, non si rendono conto di essere gli stessi che lo affossarono contestandolo a suo tempo. Per questo Barbosa va preservato principalmente da chi lo vuole in campo a tutti i costi. Perché nel calcio la memoria è cortissima, e basta una giocata per farti cambiare completamente idea.

Tempo al tempo; non chiamatelo nuovo Coutinho, ma prossimo Gabigol.

Fonte immagine: Empire of the Kop

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Interista; considero il calcio un divertimento, e come tale non va preso troppo sul serio. Così come i miei articoli. Non credo nelle autodescrizioni. Non puoi chiedere a qualcuno di descriversi oggettivamente. Non può, per natura. Quando ci guardiamo allo specchio, ad esempio, ci vediamo 5 volte più belli di quello che in realtà siamo. Ecco perchè hanno inventato le foto. Poi sono arrivati il fotoritocco, Instagram e i filtri, ma per fortuna abbiamo ancora la fototessera sui documenti. Dicono che un ladro non ammetterebbe mai di essere un ladro. Ma io non sono mica un ladro.

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