Generazione calciomercato

258

Il calciomercato chiude ufficialmente i battenti. Considerazioni e strascichi del giorno dopo.

Ieri sera si è conclusa la sessione estiva del calciomercato. Dopo mesi trascorsi a dare adito a qualsiasi suggestione passassero i media in attesa del gran colpo della propria squadra, la fiera ha finalmente chiuso i battenti. Per tutta l’estate abbiamo dato più importanza ai movimenti di mercato che a quelli sul campo, bramosi di aggiornamenti fino ad immedesimarci un po’ troppo nei protagonisti delle trattative.

Sì, perché innanzitutto durante il calciomercato diventano tutti esperti di economia. Non importa se devi usare la calcolatrice anche per contare quanti anni hai, quando si parla di calcio ti lanci in considerazioni ed analisi finanziarie dei movimenti delle società manco fossi Standard & Poor’s. Il problema è che quasi sempre le informazioni utilizzate sono incomplete o totalmente errate, motivo per cui al Sole 24 Ore non fanno scouting fra i commenti sui social per reclutare nuovi corrispondenti.

Poi ci sono quelli che vanno oltre, cercando di applicare gli stratagemmi dei dirigenti sportivi anche nella vita di tutti i giorni. Al mercato rionale d’estate vedi uomini di mezza età contrattare un chilo di patate come se stessero per portare a casa Lichsteiner.
“Per quelle zucchine ti offro metà peperoni ed il prestito secco dell’accendino. L’anguria invece quanto viene? Non ne hai una un po’ ammaccata a parametro zero? Ok, magari ripasso a Gennaio”.

Da quando è scoppiata la mania del calciomercato sono tempi duri anche per i venditori ambulanti in spiaggia. Ho visto padri di famiglia chiedere il pagamento rateizzato degli occhiali da sole tarocchi, perché “sono stretto coi vincoli del fair play finanziario, non posso sgarrare”. Alla fine un accordo lo si trova sempre e comunque più in fretta di quello per Joao Mario, il più delle volte a causa dell’arrivo dei vigili. Il colpo migliore comunque lo ha messo a segno un mio amico in discoteca, acquistando 3 consumazioni in prestito con diritto di riscatto, che si sarebbe tramutato in obbligo solo al raggiungimento di un dato tasso alcolemico. La giusta ricompensa per chi annacqua i cocktail con cubetti di ghiaccio grossi come iceberg.

La colpa è anche dei videogiochi di calcio, che amplificano questa crescente preferenza verso gli aspetti manageriali rispetto a quelli meramente sportivi, con simulazioni sempre più realistiche. Così tutti sono liberi di sentirsi il Marotta della situazione e costruire la propria squadra dei sogni. Perché in fondo se una volta eravamo un popolo di CT, ora ne siamo uno di DS.

Fosse per me il calciomercato durerebbe solo un mese d’estate ed una settimana d’inverno. Tanto chi lavora bene lo fa pianificando con netto anticipo, e non ha senso arrivare a lanciare i contratti oltre la porta socchiusa all’ultimo secondo quando hai avuto tre mesi per concludere le trattative. Ma dietro al mercato c’è un business che va oltre i compensi di calciatori ed agenti e bisogna sfruttarlo il più possibile.

Commentare un’intera estate di trattative non è di certo cosa semplice, e per maggiori approfondimenti rimando alle singole analisi dei nostri tifosi squadra per squadra. Quello che rimane dopo queste ultime frenetiche 24 ore di calciomercato è che la Juventus resta  la regina del mercato, nonostante Witsel saltato al fotofinish. Premesso che il belga arriverà comunque tra 12 mesi a zero (o con un accordo a Gennaio in caso di necessità), non sarebbe stato di certo lui a spostare gli equilibri come sostituto di Pogba. La vera beffa è non essere riusciti a prendere Matuidi; con il francese i bianconeri sarebbero stati da semifinale assicurata in Europa.

Il Napoli conclude con l’arrivo di Maksimovic, inseguito per più di un anno e finalmente raggiunto. Nessun top player per gli azzurri a fronte della cessione di Higuain, ma diversi giocatori funzionali per Sarri, già bravo di suo a ben plasmare ciò che ha a disposizione. Ed occhio a Milik.

Anche la Roma chiude senza il grande colpo. Di certo incide la mancata qualificazione in Champions, ma Pjanic di fatto non è stato sostituito. O meglio, c’è Paredes, che però sembra più rimasto per una casuale concatenazione di eventi che per pianificazione. Il futuro è tutto suo, ma al momento non è al livello del bosniaco e la mancanza di esperienza si farà inevitabilmente sentire. I giallorossi hanno rivoluzionato la difesa, ma i continui infortuni e squalifiche lasciano ancora la coperta corta. Basterà il ritorno di Strootman?

L’Inter chiude senza  aver preso il difensore di cui aveva bisogno, ed ora vedremo se valuterà il mercato degli svincolati. La mancata partenza di uno fra Ranocchia e Santon sembra però allontanare questa ipotesi, anche se un Caceres farebbe proprio comodo. Restano, un po’ a sorpresa, Brozovic e Jovetic, dati ormai per certi partenti. Una grande notizia per alcuni, molto meno per altri. Io resto dell’idea che finché i soldi non li mettiamo noi è meglio avere due esuberi di un certo livello che due buchi. Zhang e Thohir sanno sicuramente amministrare le proprie finanze meglio rispetto a chi commenta su Facebook di cui sopra. Di certo dal centrocampo in su la qualità non manca. Se De Boer trova un equilibrio, ci sarà da divertirsi.

Al Milan Galliani voleva chiudere il suo trentennale mandato con il botto: una giornata che era iniziata con la proposta Fabregas ed il ‘piano B’ Ramsey, ma che si conclude con l’arrivo di Mati Fernandes, strappato all’ultimo al Cagliari tra mille polemiche che potrebbero avere strascichi in tribunale a causa dell’intermediario Paolo Cosentino, che a Catania non hanno ancora scordato, a differenza di qualcuno che lavora nella giustizia sportiva. Montella dovrà fare i salti mortali per non fare la fine dei suoi recenti predecessori.

La Fiorentina chiude in attivo, anche grazie alla cessione di Alonso, che però rappresentava un perno nella formazione di Sosa e del cui sostituto (Maxi Olivera) conosciamo poco o niente. Sfuma il ritorno di Jovetic,  sfuma Obiang ed anche Sportiello. Il Crovino-bis non inizia con fiumi di champagne.

Il Genoa perde Hernanes sul gong a causa del pasticcio Witsel, ma trattiene Pavoletti. All’Atalanta dovranno risolvere al più presto la grana Sportiello. La Lazio non prende nemmeno parte all’ultima tornata in quel di Rogoredo, mentre i tifosi del Toro abbracciano Valdifiori e sognano in grande dopo l’arrivo di Hart. Mihajlovic ha a disposizione un’ottima squadra, ma non sono tutte rose e fiori: alcuni dei nuovi arrivi non brillano per continuità e la difesa esce (almeno sulla carta) indebolita da questa sessione.

In giro per l’Europa si registrano le solite cifre folli spese dalle inglesi per giocatori non sempre all’altezza. Esempio lampante il Chelsea di Conte che, pur di accaparrarsi un difensore è disposto a riprendersi David Luiz a 38 milioni. Ora che può sedersi al ristorante da 100 euro forse è normale avere un po’ di gola. In Spagna si invertono i ruoli: Barcellona spende e spande, Real punta sui giovani con Zidane. Rivoluzione Siviglia, mentre il Villareal si tuffa sul made in Italy. In Germania il Bayern di Ancelotti ha chiuso il mercato più di un mese fa; basteranno i tanti innesti per il Borussia inseguitore? In Francia non convince il nuovo PSG di Emery.

Si è chiuso il calciomercato e le società guardano già al futuro. Ma dato che la lungimiranza non paga poi troppo e alla fine si ritrovano tutti con l’acqua alla gola l’ultimo giorno come farebbe un liceale con i compiti estivi, almeno fino a Gennaio lasciateci solo il calcio giocato.

Previous articlePescara: Sebastiani tradisce, l’attaccante non arriva
Next articleQualcuno mi spieghi questo calciomercato
Interista; considero il calcio un divertimento, e come tale non va preso troppo sul serio. Così come i miei articoli. Non credo nelle autodescrizioni. Non puoi chiedere a qualcuno di descriversi oggettivamente. Non può, per natura. Quando ci guardiamo allo specchio, ad esempio, ci vediamo 5 volte più belli di quello che in realtà siamo. Ecco perchè hanno inventato le foto. Poi sono arrivati il fotoritocco, Instagram e i filtri, ma per fortuna abbiamo ancora la fototessera sui documenti. Dicono che un ladro non ammetterebbe mai di essere un ladro. Ma io non sono mica un ladro.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.