Genoa, alla scoperta di Juric

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Ormai mancano solo pochi dettagli formali, poi Ivan Juric sarà ufficialmente il nuovo allenatore del Genoa. Dopo essermi già espresso sull’addio a Gasperini, è arrivato adesso il momento di dare il benvenuto al neo tecnico rossoblu provando a raccontare il suo stile di gioco.
Lo Juric calciatore è molto ben conosciuto a Genova dove, disputando 111 partite tra il 2006 ed il 2010, è diventato un idolo dei tifosi grazie alla grinta e al carisma che ha sempre messo in campo. Un guerriero che in rossoblu ha vissuto un ciclo magico culminato con la qualificazione all’Europa League. Da sempre pupillo di Gasperini, che da Crotone lo volle portare al Genoa, il croato ha seguito le orme del tecnico di Grugliasco anche una volta intrapresa la carriera da allenatore.
Dopo un inizio nelle giovanili del grifone, la carriera da allenatore professionista di Juric parte da Mantova dove, nonostante diverse difficoltà societarie, raggiunge una salvezza tranquilla valorizzando diversi giovani meritandosi la chiamata del Crotone. In Calabria il tecnico di Spalato riscrive la storia raggiungendo un’insperata promozione in serie A.
Esattamente come il suo maestro, Juric ama il calcio offensivo e utilizza molti giovani senza avere il timore di bruciarli. Rispetto al primo Gasperini è più flessibile nella scelta del modulo (nel suo 3-4-3 il tridente offensivo cambia spesso forma) e presta più attenzione alla fase difensiva. Lo stile di gioco, basato su ritmi elevati e pressing alto richiama quello di Gasperini anche se con sfumature tattiche in parte diverse. Il neo mister rossoblu sembra più propenso ad adattare il proprio schema alle caratteristiche dell’avversario e non disdegna l’utilizzo della difesa a 4, anche se spesso preferisce arretrare un centrocampista in terza linea per facilitare l’impostazione del gioco.
Il Genoa, probabilmente, in estate vedrà partire molti dei suoi gioielli e l’ex centrocampista dovrà riuscire in poco a tempo a ricostruire la spina dorsale della squadra, impresa non da poco nella quale però Gasperini non ha quasi mai fallito.
Quel che è certo è che Juric dovrà convivere a lungo con il confronto con il suo maestro e, forse, è proprio questo il difficile.

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