Genoa tra attesa, campo e mercato

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Inutile girarci intorno: non c’è tifoso rossoblu che non abbia la testa rivolta alle notizie sulla cessione della società rinviata ormai a settembre.

Genoa: E nel frattempo?

Beh la strada appare già tracciata: difficilmente il Genoa spenderà altri soldi sul mercato e la partenza di Simeone appare ormai solo questione di tempo. Il calcio d’agosto, si sa, conta poco e Juric nonostante la vittoria sul Nantes non è sembrato contentissimo e ha chiesto rinforzi.

Serve un centrale d’esperienza, possibilmente in grado di portare palla e far iniziare l’azione. I nomi che circolano sono sostanzialmente tre: Ranocchia, Paletta e Zapata. Per svariati motivi nessuno di questi può essere convincente. Il nerazzurro è reduce da stagioni disastrose dalle quali non sembra in grado di riprendersi, l’ex Parma è uno dei giocatori più fallosi del campionato e non brilla in fase di impostazione mentre il colombiano è discontinuo e alterna partite da campione a gare che lo renderebbero imbarazzante pure in categorie inferiori. Inoltre è lecito chiedersi: se si cerca ancora un centrale d’esperienza, qual’è il senso dell’acquisto di Spolli?

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In mezzo, come giustamente fatto notare dal mister, manca un giocatore fisico che dia quantità visto che in quella zona la qualità sarà ampiamente data dalle giocate di Veloso e Bertolacci. Se davvero Juric riuscirà, anche grazie all’aiuto di Rigoni in fase di ripiegamento, a far coesistere questi due giocatori il Genoa potrà davvero riprendere a dominare le gare attraverso il possesso palla come nella prima parte della scorsa stagione.

In attacco il problema sembra sempre lo stesso: la qualità. Centurion, in ritardo di condizione, dovrebbe averne ma deve migliorare certi atteggiamenti mentre Ninkovic potrebbe davvero essere la rivelazione di questa stagione. Il pirata ci punta e il talento del classe 94 è fuori discussione ma riuscirà ad esprimerlo con continuità?
Manca ancora un mese alla chiusura del calciomercato ma molto meno all’inizio del campionato e i punti di domanda restano ancora tanti. Come del resto permangono quelli sul futuro della società. Mai come oggi è il caso di dirlo: del doman non v’è certezza. Si può essere ottimisti? Sì certo, ma con moderazione e rimanendo sempre sull’attenti, la scorsa stagione deve essere di insegnamento.

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