Genoa, duri a morire

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Anche quest’anno è andata. Certo, fino a dicembre nessuno si sarebbe mai aspettato di festeggiare per una salvezza raggiunta alla penultima giornata ma è andata così.
Il Genoa, nelle ultime due sfide casalinghe, intervallate dalla batosta di Palermo, ha ritrovato la coesione e l’unità d’intenti che era mancata in tutto il girone di ritorno. Le vittorie contro Inter e Torino, due squadre non proprio al top della forma, non possono però cancellare il ricordo di una stagione strana che ha seriamente rischiato di diventare drammatica. Nell’ultima gara prevista in calendario il grifone andrà a Roma e sembra destinato al ruolo di vittima sacrificale, dunque è meglio iniziare a programmare la prossima stagione.
Il popolo rossoblu ha bisogno di chiarezza e serenità ma le voci riguardanti un possibile cambio di proprietà impazzano e, forse mai come questa volta, il presidente Preziosi ha dato l’impressione che qualcosa si stia effettivamente muovendo.
E nel frattempo? Occorrerà imparare dai propri peccati, a partire dall’allenatore. Mister Juric, nonostante abbia commesso diversi errori, dovuti principalmente all’inesperienza, merita la riconferma sia perché ha dimostrato di avere delle idee ben precise, sia perché stimato da tutta la piazza per il suo attaccamento ai colori rossoblu. In settimana il tecnico croato, che ha dichiarato di voler restare, dovrebbe incontrare il patron e forse si saprà qualcosa di più.
E la squadra? Considerando l’andamento della stagione mai come questa volta sarebbe bene optare per una rivoluzione confermando soltanto pochi elementi: fondamentale sarebbe ripartire da Perin, Izzo e Veloso. Anche Rigoni probabilmente rimarrà. Facile immaginare poi che giovani come Biraschi, Morosini e Beghetto verranno definitivamente lanciati mentre Laxalt e Simeone saranno usati per fare cassa. Della restante rosa ben poco andrebbe confermato ma soprattutto sarebbe importantissimo costruire la squadra secondo i dettami dell’allenatore. Con la speranza che sia sempre Ivan Juric.

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