Genoa: errare è umano, perseverare…

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Novembre 2010-Giugno 2016: due periodi distanti che hanno in comune qualcosa di importantissimo. Si tratta dell’esonero di Gasperini che, in entrambi i casi, ha rappresentato l’inizio della fine. Sia con Ballardini che con Juric il Genoa è riuscito a “tenere botta” per circa sei mesi salvo poi implodere in se stesso. La paternità dell’errore va attribuita al presidente Preziosi che, per ben due volte, ha pensato di poter fare a meno del tecnico di Grugliasco e allo stesso tempo rivoluzionare la rosa ad ogni sessione di mercato. Gasperini, indipendentemente dal punto di vista tecnico-tattico, aveva il grande merito di saper tener testa al presidente rossoblu riuscendo quanto meno ad ottenere squadre decenti e costruite in maniera sensata. Tutti gli altri allenatori non sono riusciti a fare altrettanto né tanto meno a far sembrare adatti alla categoria giocatori di pessimo livello e i risultati sono evidenti. Nelle due stagioni senza Gasperini il grifone non è andato oltre al quartultimo posto e questa stagione sembra avviata verso un risultato simile. Se pensate che sia una coincidenza vi sbagliate. Sicuramente l’attuale mister dell’Atalanta non può essere considerato il miglior allenatore al mondo, ma si può dire con altrettanta sicurezza che rappresenti l’ideale per la triste politica societaria attuata sotto la gestione Preziosi. Gasperini è stato l’unico che si è dimostrato capace di rimediare agli errori della società. Purtroppo alla fine i nodi vengono sempre al pettine e spesso lo fanno in maniera devastante.
Si è soliti dire che bisogna imparare dai propri sbagli ma questo detto non sembra piacere alla società rossoblu che così, la scorsa estate, è incappata in un triste deja-vu perdendo sempre più credibilità. Perché errare è umano, ma perseverare è diabolico.
Fonte Immagine: Primocanale.it

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