Genoa, la “fortuna” aiuta i (non) audaci

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Alla luce delle occasioni (confuse) create, ieri il Genoa ha meritato il pareggio ma per atteggiamento e approccio alla partita la sconfitta sarebbe stata una giusta punizione. Già, perché vedere la nostra squadra mantenere 9 giocatori al di sotto della linea della palla per gran parte della partita, contro un Bologna che di certo non ha entusiasmato, non può certo far piacere. Il grifone è sceso in campo con il chiaro intento di difendere lo 0-0 e, dopo il goal di Viviani che ha fatto saltare i piani, ha impiegato più di dieci minuti a capire che forse era giunto il momento di reagire. La scelta di mantenere Pinilla in campo per 90 minuti è stata alquanto discutibile, visto che ha costretto Simeone agli straordinari soprattutto in fase di non possesso. L’ingresso di Taarabt, nonostante la sua imbarazzante condizione fisica, ha aumentato notevolmente il tasso di pericolosità offensiva dei rossoblu. Ciò ha confermato che, scegliendo uno tra Palladino e Pandev al posto del cileno dall’inizio, il grifone avrebbe faticato meno nel raggiungere l’attacco e la manovra avrebbe acquisito una maggiore imprevedibilità.
Non c’è nulla da salvare nella gara di ieri, se non il fatto di non aver perso. Rispetto alla gara con il Sassuolo il Genoa non è migliorato, semplicemente ha giocato per non perdere. La speranza è che il punto ottenuto contro il Bologna dia fiducia alla squadra e aiuti il grifone a rialzarsi.
Fonte immagine: LaRepubblica.it

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