Genoa, ormai è già routine

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Ci aspettavamo una sconfitta e puntualmente è arrivata. Si temeva una goleada che, invece, è stata evitata solo per la poca propensione ad attaccare del Milan.

Genoa: A San Siro il Grifone non ha nemmeno mai pensato di provare a rimettere in carreggiata il match “accontentandosi” di difendere l’1-0 come se fosse un buon risultato. Forse si è considerando che, dopo l’uscita di Izzo e visto il periodo di forzato appannamento di Simeone, il Genoa ha  terminato il secondo tempo con undici giocatori ma nessun calciatore (per dirla alla Sacchi).

Fa riflettere (e quasi piangere) il fatto che nel post partita Mandorlini si sia vantato di una maggiore solidità della squadra che adesso perde ma, a suo dire, lo fa con onore perché incassa pochi goal. Cosa c’è di onorevole nel partire sconfitti? Questa squadra non si deve salvare perché, anche volendo, non esiste la possibilità di retrocedere e l’ultima giornata lo ha dimostrato. Quest’anno come non mai c’è la possibilità di scendere in campo giocandosi l’all-in contro chiunque e i pareggi hanno sempre più perso utilità. Non solo: che senso ha continuare a difendersi anche dopo essere passati in svantaggio?

Il Genoa di Mandorlini lo ha sempre fatto e il tecnico, dopo il derby, si era giustificato spiegando di temere sconfitte più sonore. Peccato che alla fine perdere 1-0 non porti punti esattamente come una sconfitta con margini più ampi. Peccato che il tifoso genoano, abituato da anni a giocarsela con tutti grazie ad atteggiamenti propositivi e quasi mai rinunciatari, sia già stufo. Il 38% di possesso palla contro il Milan è la sintesi perfetta del non-gioco impostato dall’ex Verona. No, così non si può continuare.

Genoa, questo non è calcio, è anti-calcio.

 

Fonte immagine: Corrieredellosport.it

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