Genoa, salvate il soldato Miguel

211
Il vero problema di Veloso è essere alla seconda esperienza con la maglia del Genoa. Se il portoghese fosse arrivato per la prima volta quest’estate, senza le etichette derivanti dal primo biennio rossoblu, verrebbe giudicato solamente per le prestazioni di questo inizio di stagione, quasi sempre sopra la sufficienza. Dimenticatevi del primo Miguel, lento e a tratti quasi indolente e svogliato. Il nuovo Miguel è un altro giocatore: certo, la velocità non è il suo punto di forza ma il fatto che il portoghese sia il rossoblu ad aver percorso più chilometri la dice lunga sull’evoluzione tattica di questo calciatore. Veloso è diventato abile in entrambe le fasi adoperandosi in un lavoro di filtro e di pressing alto a lui un tempo inconsueto. Il suo modo di giocare è lineare, semplice, forse a volte verticalizza poco ma la squadra di Juric predilige il possesso palla e lui è perfetto per questo stile di gioco. La mancanza di inventiva in fase offensiva non va attribuita tanto al numero 44 quanto agli esterni d’attacco che ancora non sono riusciti ad incidere come si pensava.
Dopo l’addio di Milanetto il Genoa ha sempre faticato a trovare un uomo d’ordine in mezzo al campo, fatta eccezione per Matuzalem e Bertolacci (vera e propria invenzione di Gasperini che decise di ritagliargli un ruolo da regista), e per questo faticava a dettare i tempi del gioco. Nella passata stagione questa lacuna costrinse Rincon a doversi adoperare maggiormente nella fase di impostazione senza averne però le caratteristiche adatte. Ecco, Rincon. Il venezuelano in questo campionato sta patendo la stanchezza dovuta all’impiego continuo negli ultimi anni sia in rossoblu che in nazionale (con annessi viaggi transoceanici) e dunque è meno continuo nelle prestazioni. Anche questo costringe Veloso a un maggiore lavoro in fase difensiva. Talvolta nel finale delle partite il rendimento del portoghese cala leggermente e negli ultimi minuti la mancanza di lucidità può portare a qualche errore nei passaggi ma tutto questo è ampiamente giustificato dal dispendio di energie che il doppio ruolo comporta e che spesso non è richiesto a chi gioca in quella posizione.
Insomma, su Veloso pesano soltanto i pregiudizi derivanti in parte dalla prima esperienza ed in parte dalla parentela con Preziosi che rende facile l’etichetta di “raccomandato“. E si sa, al tifoso medio, spesso calcisticamente ignorante, le etichette e i ritornelli come “Veloso è lento” piacciono perché rendono facili i giudizi. Sarà anche lento, ma questo nuovo Miguel sta dando tutto se stesso per il grifone ed è uno dei pochi giocatori presenti in rosa qualitativamente sopra la media. Aprite gli occhi, cari genoani, e vi accorgerete che un centrocampista così è meglio tenerselo stretto.
Fonte foto: PianetaGenoa

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.