Genoa, senza capo nè coda

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Che tristezza questo Genoa. Che tristezza il fatto che la rassegnazione stia avendo la meglio sulla rabbia. È un Genoa completamente allo sbando quello che i tifosi rossoblu si sono abituati a vedere in questo 2017. Un grifone privo di grinta e tecnica: una squadra spolpata di ogni qualità e messa in mano ad un allenatore che si è dimostrato non all’altezza.
Anche ieri la squadra ha pensato solamente a difendere il risultato (anche sul 2-0!) buttando in avanti la palla ogni qualvolta ne sia entrata in possesso. Peccato che Simeone e Pinilla, oltre ad essere incompatibili tra loro, siano  assolutamente inadatti a questo tipo di gioco: il primo per caratteristiche, il secondo perché sembra proprio non averne intenzione. Non c’è cosa più triste che sperare in una lunga squalifica per un proprio giocatore (nella fattispecie il cileno): pur di non vederlo in campo, il tifoso rossoblu è arrivato a questo. Mandorlini, dopo essere riuscito a rovinare il cholito, ha provato a ripetersi con Izzo spostandolo in mediana, reparto in cui la scelta, almeno numericamente, sarebbe ampia. Il calcio di inizio della gara di ieri è la perfetta fotografia del momento: batte il Genoa, passaggio indietro al difensore che rilancia nella zona di nessuno e palla che scivola mestamente oltre la linea di fondo.
Il presidente Preziosi, ieri pesantemente ma civilmente contestato, ha dichiarato che la squadra non è cambiata rispetto alla famosa gara con la Juventus. Ammesso che sia vero (lo è in parte), cos’è cambiato? L’allenatore. Questa rosa non ha grandi qualità ma in questo momento sta rendendo molto meno di quanto non possa fare. Anche negli ultimi mesi di Juric, nonostante le note problematiche, il grifone dimostrava di avere un’idea di gioco: in questo momento il Genoa scende in campo sperando che nulla accada per 90 minuti.
Questo non è calcio, è una continua umiliazione. Mancano otto partite, non è questione di classifica, in palio c’è l’onore: questa squadra e questa società sembrano averlo perso.
Fonte immagine: Gazzetta.it

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