Genoa, senza parole

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No. Non ci sono parole per descrivere questa ennesima umiliante domenica. Il Genoa, si sa, ha il potere di far resuscitare i morti e anche oggi è riuscito nell’impresa. No, non parlatemi del ritorno di Zemanlandia e di un Pescara rinato. I rossoblu in questo momento sarebbero in grado di perdere contro chiunque, dal Pescara al Ligorna. Mentre sto scrivendo pare avvicinarsi l’inevitabile esonero di Juric: il tecnico croato è in confusione totale e le sostituzioni di oggi ne sono l’ennesima conferma. Il vero problema però appare un altro: la squadra si è palesemente schierata contro di lui. Calciatori che fino a dicembre giocavano su alti livelli si sono trasformati clamorosamente in “ravatti“. Alla base del tracollo pesano le cessioni di gennaio e i contemporanei infortuni. A centrocampo si è passati da Veloso-Rincon (una delle coppie migliori della serie A, dopo le grandi) a Cataldi-Hiljemark. Il primo alterna giocate da classico compitino a errori banali mentre lo svedese è costante nello sbagliare qualsiasi cosa gli sia richiesta. Pinilla ha toccato due palloni contro Sassuolo e Pescara provando incomprensibilmente due rovesciate: ennesima dimostrazione di cosa in carriera lo abbia portato a fallire ovunque. Lamanna ha fatto ricredere chiunque (me compreso) lo ritenesse un affidabile secondo portiere mentre la difesa va in difficoltà contro chiunque, indipendentemente dalle caratteristiche tecnico-fisiche (dal folletto Caprari al centravanti Cerri). Fa effetto pensare che, a dicembre, il Genoa fosse al secondo posto nella classifica delle migliori difese, dietro solo alla Juventus. Ma in due mesi si è capovolto tutto e allora, per quanto ciò rappresenti una sconfitta per tutti, Juric verrà giustamente allontanato. Per provare a rimettere in carreggiata questa stagione si fanno i nomi di Stramaccioni, Mandorlini e Reja. Nessuno di questi rappresenta una garanzia in termini assoluti, forse Reja è il più esperto ed equilibrato dei tre ma, tra gli allenatori sul mercato, il migliore sarebbe Guidolin. Difficile però che Preziosi pensi a lui dopo il precedente dell’estate di Genoa-Venezia. Juric lascia dopo un buon avvio seguito da un crollo clamoroso. Le colpe non sono certamente solo sue, anzi; ma di lui, ahimè, ricorderemo più volentieri l’esperienza da calciatore. Grazie lo stesso, Ivan.

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