Genoa, tutto ed il contrario di tutto

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La normalità non fa parte dell’universo Genoa e la sfida col Palermo lo ha confermato. Per almeno 75 minuti si è visto un grande grifone capace di creare occasioni su occasioni e di divertire tutto il pubblico presente. In attacco Simeone continua a dimostrarsi un potenziale crack e Ninkovic, cercando spesso il cambio di gioco, stupisce per qualità e fantasia. Lazovic è una freccia imprendibile e Cofie garantisce affidabilità. A fianco del ghanese, Veloso gioca alla grande ed il suo infortunio rappresenta la prima svolta del match. Al suo posto entra Ntcham che ancora una volta, al termine di una prestazione imbarazzante, si dimostra inadatto a calcare certi palcoscenici. I detrattori del portoghese dovrebbero fare mea culpa: la sfida col Palermo ha ampiamente dimostrato l’importanza di Miguel che, seppur verticalizzando poco, ha in mano (anzi, nei piedi) il gioco della squadra. Uscito Veloso, le iniziative, seppur numerose a fronte di una squadra modesta come quella rosanero,  sono arrivate prevalentemente dalle fasce. Nonostante tutto il Genoa si è portato sul 3-1 poi, inspiegabilmente, è crollato regalando tre punti insperati agli ospiti. I giocatori rossoblu in un attimo sono passati dall’essere campioni all’essere “brocchi”. In pochi minuti è stato cancellato quanto di buono fatto nel resto della gara perché, si sa, nel calcio e soprattutto  a Genova le mezze misure non esistono. Tanto meno esistono per questo Genoa, bestia nera delle grandi e inconcludente con le piccole. Non volendo credere ai complottisti e alle malelingue, non si può non parlare della sfida con il Palermo come l’ennesimo atto di pazzia di questo grifone: capace di tutto e del contrario di tutto e che, come al solito, ha fallito l’ennesimo salto di qualità.

Fonte immagine: PianetaGenoa1893

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