Germania: dove sono finiti i campioni del mondo?

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Jerome Boateng: il miglior giocatore della Germania Euro 2016

L’Ucraina non era una casualità, la conferma la danno i polacchi di Nawalka che per poco non portano a casa la posta intera. I tedeschi mostrano enormi difficoltà organizzative ed offensive. Da candidata la Germania passa a incognita?

Qualcuno lo ricorderà con ebrezza e tristezza: l’Italia era campione del Mondo nel 2006 e all’Europeo del 2008 uscì dopo il maledettissimo pareggio con la Svezia. La Germania di Low sembra sulla stessa strada: non riesce proprio a convincerci in questo europeo.

Se la vittoria contro l’Ucraina aveva denotato difficoltà di organizzazione tattica, di condizione e di forza mentale, il pareggio contro la Polonia inizia a farci pensare a carenze su tutti i reparti.

L’ATTACCO

L’attacco stenta e non poco. Certo i numeri dicono che due goal sono stati fatti e 0 ne sono stati subiti, ma la forma non inganna la sostanza. La Germania è in difficoltà e seppur riesce a sopperire con l’organizzazione non incide, non frusta, non aggredisce l’avversario.

L’idea del “falso nueve” alla Spalletti non ha lo stesso effetto che ebbe nei tempi magici la sua Roma. Gotze da ragazzo prodigio delle giovanili del Bayern pare un disperso nell’area di rigore. A parte tener palla e suggerire per i fantasisti e le ali non punge mai.

Muller sembra del tutto un altro rispetto al leader del Bayern e Low dalla panchina si ostina a non dar fiducia a Podolski e Gomez. E forse vista l’apatia offensiva potrebbero anche servire.

I FANTASISTI

Belli da vedere Ozil e Draxler, bravi nel corto e micidiali nei dribbling, ma in fin dei conti non accendono mai la luce. Spesso ben anticipati dai difensori polacchi o braccati sulla trequarti dagli incontristi polacchi non sono riusciti a calciare quasi mai in porta. La penuria offensiva passa anche da loro che non suggeriscono il corridoio giusto e anzi si rendono prevedibili.

LA DIFESA

Sembra l’Europeo di Boateng. Assomiglia a quello che conosciamo in Champions, anzi forse ancor più impenetrabile. Che giochi con Mustafi o Hummels, poco cambia. Chiude con un tempismo perfetto, marca fisicamente l’avversario e riesce a leggere il passaggio decisivo capace di innescare le punte. E’ davvero un campione mondiale e forse è l’unica vera nota positiva della Germania di Low.

I CAMPIONI DEL MONDO?

Allora dove soni finiti gli invincibili campioni del mondo che due anni fa hanno preso a schiaffi il Brasile in semifinale e che ha giocato la partita perfetta contro l’Argentina.

Non diciamo che sono irriconoscibili, ma dopo stasera è chiaro che la squadra, magari vincerà l’Europeo, ma sicuramente non incanterà mai. Sempre ben inteso che non stia giocando a carte coperte, per poi svelarsi dopo gli ottavi. La qualificazione di fatto non è compromessa vuoi per il regolamento attuale e vuoi perché con quattro punti, pur concedendo il massimo rispetto per L’Irlanda del Nord, i tedeschi non dovrebbero avere problemi particolari.

Cosi accade che la favorita dell’Europeo d’improvviso si trasformi nell’incognita o ancor peggio una squadra affondabile, ovviamente pur tenendo presente che si tratta dei campioni del Mondo in carica. Mai dar  la compagine di Low per spacciata o meno insidiosa del solito.

LA POLONIA: DEGNA AVVERSARIA

E’ pur vero che se stasera Lewandovski e Milik, sopratutto il secondo, non avessero sbagliato occasioni da calcio di rigore o da colpo di testa da appoggiare solamente in rete, la Germania sarebbe nei guai seri. I polacchi peraltro condottieri di una partita perfetta sotto il punto di vista agonistico, strategico e offensivo, devono mangiarsi le mani se si ritrovano ancora a quattro punti (con mezza qualificazione in tasca) e non a punteggio pieno. La cosa sarebbe anche meritatissima. Solo un po’ di concentrazione in più e cattiveria sotto porta e la posta piena era dei polacchi. Non è lo squadrone guidato da Lewandovski, come ci si aspettava, ma omaggiando il campione del Bayern del lavoro sporco che sta facendo, è una corazzata ben collaudata e difficile da infilzare in difesa.

A proposito i quattro della Germania sembrano fatti di burro, seppur non si parla certo di giocatori amatoriali. Hummels e Boateng tengono testa agli avversari e chiudono ogni varco, ma i terzini, come contro gli ucraini, mostrano un limite d’impostazione evidente.

Ovviamente italiani e non solo si augurano che questa sia la Germania che proseguirà il suo cammino e non muterà nel corso del torneo, perché, se Low non modifica la tattica dei suoi ragazzi, gli invincibili del 2014 possano essere battuti sul campo. Nessun timore per l’Italia se dovesse arrivare a uno scontro diretto dopo gli ottavi.

All’allenatore teutonico non è riuscita per ora l’impresa realizzata da Jacquet e Lemerre o gli iberici di Del Bosque; entrambi capaci di ripetersi nei due più importanti tornei internazionali, ruotando i campioni ed esprimendo il miglior calcio dei primo decennio.

Ma, ripetiamo, mai fidarsi della Germania, mai…

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