Germania: che mezza delusione!

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Foto di dominio pubblico

Campione del Mondo in carica e candidata fra le più favorite per il titolo Europeo la Germania delude un po’ tutti sotto il profilo del gioco e della compattezza. Anzi a chiusura dei novanta minuti l’applauso se lo merita l’Ucraina.

La Germania di Low guadagna i primi tre punti, ma per chi si aspettava la grande potenza annientatrice delle squadre avversarie, stavolta è rimasto deluso. La squadra tedesca mette in mostra in soli novanta minuti i pregi e i difetti della sua batteria calcistica.

I PREGI

Da una parte l’invenzione e l’improvvisazione di piedi maestri come quelli di Ozil, Kroos e Khedira, il pressing offensivo che ricorda vagamente il tiki-taka del Bayern Monaco, l’insuperabilità di Neuer, la garanzia d’affidabilità di Boateng e Mustafi. A questo si aggiunga la rapidità in area di Muller, per la verità stasera sotto tono e i dribbling imprevedibili di Gotze, altro folletto appannato e infine l’utilità e il preziosismo tattico di Schweinsteiger.

I DIFETTI

Neuer con gli altri due centrali ogni tanto scherza troppo con la sfera e il suo eccessivo ruolo da portiere -libero, anche se stasera risulta ad ogni modo fra i migliori in campo.

Sempre nella linea a quattro non convincono i terzini di spinta. Con tutto il rispetto per Howedes ma due anni fa su quella fascia giocava un certo Lahm e l’apporto difensivo e offensivo era di ben altra caratura. Se dovesse confermare la prestazione scialba di stasera contro la Polonia e se dovesse ripetersi anche quella di Hector contro gli stessi avversari, probabilmente si può già affermare che i tedeschi sono carenti di terzini di qualità.

Gli stessi quattro magici giocolieri Muller, Ozil, Draxler e Gotze, se come hanno fatto stasera tendono a specchiarsi così tanto nei loro funambolici giochetti, calciano poco in porta e sbagliano anche il contropiede più elementare, allora là davanti manca la caratura, si potrebbe dire l’ombra di un uomo come Klose o Gomez che quando arriva la palla, sa cosa si deve fare.

I LEADER

Infatti non a caso stasera si sono viste e apprezzate molto più le geometrie, i muscoli e le parabole di Kroos e Khedira che quelli del magico quartetto. Il primo pennella alla Pirlo una palla perfetta, calibrata, tesa che Mustafi deve solo spingere in rete con i tempi giusti; il secondo mostra di amare gli inserimenti centrali, di saper sbrogliare situazioni complicate, di saper impaurire gli avversari col tiro da fuori ed essere capace di tenere alto il pressing a centrocampo.

L’AVVERSARIA

L’Ucraina che è arrivata a questo torneo con l’ultimo treno disponibile, non ha per nulla sfigurato, anzi…

Subito ha impegnato Neuer prima di prendere il goal dello svantaggio e dopo la rete subita anziché ritirarsi “in gatta buia” ha iniziato a giocare e proporre un calcio pressante e piacevole. Schema tipo: Sydorchuk spizza a metà campo per le due ali Konoplyanka e Yarmolenko e poi diventa un bel guaio fermare quei due. Il primo è ben noto nel calcio europeo e non smentisce le sue qualità di dribbling e fantasia, il secondo rapido ed essenziale dotato di una visione a tutto campo eccezionale.

Così, eccetto il destro spaventoso di Kroos, nei venti muniti finali i ragazzi gialli mettono alle corde la corazzata tedesca. Inserimento a destra e sinistra dei terzini, pressing dei centrocampisti ed è mancata solo la finalizzazione di Zozulya. E probabilmente saremmo qui a parlare di altro risultato se Boateng non avesse salvato sulla linea nel finale della prima frazione e se Neuer non avesse ben chiuso ogni varco nel recupero. Squadra compatta, talvolta psicologicamente debole, ma pericolosissima se s svegliano le due mezze ali offensive.

Per coloro che la vedevano come la squadra materasso, si dovranno ricredere.

LA VITTORIA

Per cui indubbiamente la Germania ha incassato questi tre punti (2-0) con merito e perizia tattica, ma è palesemente evidente che la sua condizione è quella di lavori in corso. Draxler è micidiale se ha spazio, punta l’uomo e riesce a calciare, ma relegato nella posizione vicina a Ozil diventa un superfluo inutile. Infatti quando Schurrle è subentrato come mezzala stava subito per segnare un goal e s’è fatto più volte vedere sulla sua fascia di competenza dove la spinta tedesca è bassa.

Muller che è chiamato a fare il leader di questa squadra non è certamente quel trequartista marcato e limitato che abbiamo visto stasera. D’altronde è anche vero che Low non può chiedergli di coprire Howes, perché altrimenti la sua infallibilità sotto porta si annulla sulla trequarti.

Gotze, autore di una delle reti più importanti della storia tedesca e altrettanto fautore di polemiche di mercato continue forse è meglio che torni con umiltà a imparare dai compagni, perché stasera non era quasi mai presente in fase offensiva.

La Germania dunque non è invincibile come si pensava e ha anche lei i suoi aggiustamenti da fare.

Per cui vien spontaneo pensare che in questo torneo non esistono per ora squadre materasso e pur attendendo ancora Portogallo, Italia, Belgio e Spagna, fra le cosidette di seconda fascia una sorpresa verrà fuori

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