Gerrard Addio:l’avversario temuto, eppur ammirato

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Steven Gerrard, all’età di trentasei anni lascia il calcio professionistico. L’annuncio è arrivato sul web ieri e subito una cassa di risonanza di # e articoli a lui dedicati si sono fatti sentire nell’indice di Google. D’altronde come non rendergli i dovuti onori?

Steven Gerrard per i simpatizzanti del Milan è sempre stato l’avversario con la A maiuscola. C’era lui quella nefasta notte di Istanbul, fu lui a segnare il goal della rimonta da 0-3 a 3-3 e fu lui a procurare il rigore che condannò i sogni rossoneri. C’era anche ad Atene 2007, ma per fortuna, nonostante qualcuno dei suoi tiri sibilanti il palo, in quella finale non incise.

Gerrard ha rappresentato nell’arco di una carriera lunghissima il centrocampista moderno perfetto: capitano leader, moto perpetuo, carattere da vendere, incontrista, regista, trequartista e all’occorrenza seconda punta. Se il Liverpool, nei primi anni del Duemila, è salito alle cronache internazionali, lo deve sopratutto a lui.

Difficile pensare che ad oggi ci sia un giocatore con le sue caratteristiche tecniche. Era un uomo che guidava, come tutti i grandi capitani di sempre, le rimonte dei suoi; era colui che dava sempre la speranza nei momenti di difficoltà oppure sapeva chiudere una partita definitivamente; era un ragazzo dai goal difficilissimi non impossibili, ma stucchevoli per potenza del tiro, precisione. Scagliava la sfera da ogni posizione del centrocampo, sia al volo che di controbalzo. La sua posizione preferita era quella che gli consentiva la visione centrale della porta: quando calciava da lì era impossibile parare un suo tiro. La sua era una saetta imparabile, spesso un tiro linea d’aria velocissimo e improvviso, come la freccia di un arciere perfetto.

Steven Gerrard è stato uno degli uomini mercato più chiacchierati di sempre, eppur nonostante mille voci e mille corti, è sempre rimasto lì, nel suo Anfield Road, fra bassi e momenti alti.

Era il giocatore, che noi ragazzini, a Fifa o Pro Evolution, cercavamo di prendere sempre, perché sapevamo che la sua presenza era segno di un centrocampo cementato. Steven Gerrard per le generazioni degli anni ’80 e ’90 era il centrocampista per antonomasia.

Peccato che con la sua Inghilterra, nonostante la squadra assemblata per lui, non giunse mai oltre i quarti di finale. Lui era uno di quei giocatori, che anche quando la sua squadra perdeva, si faceva notare. Indomito, fiero, arcigno e leader carismatico. Non mollava mai! Giocava ogni pallone, con grande acume tattico e cercava sempre il filtrante per avviare l’azione pericolosa. Giocatore fantastico e inimitabile.

E’ stato e resterà una gloria del Liverpool e di tutto il calcio d’oltremanica. meritatamente divenne capitano e lasciò la sua nazionale con 21 reti in 114 presenze. I numeri, tuttavia, non raccontano o non rendono l’idea di che giocatore era Steven Gerrard. Coloro che hanno affrontato questo ragazzo, fin da subito maturo, di 1,83 per 83 kg. Quando calciava, quando caricava il destro, quando lo vedevi lì ai venticinque metri, ti faceva paura, tremavi e speravi che il siluro non affondasse la tua squadra. In quell’istante vedevi uno sguardo, una determinazione negli occhi, una posa atletica che ti facevano pensare: questo, se non lo para, è goal sicuro.

Questo è stato Steven Gerrard, uomo a cui la Gran Bretagna non poteva non rendergli gli onori dovuti. Infatti fu insignito del titolo di membro dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Il suo palmares, piuttosto vasto, se si conta il fatto che scelse con il cuore di giocare tutta la vita per il Liverpool, è da applausi: 2 coppe d’Inghilterra, 3 coppe di Lega Inglese, 2 Community Shiled, una Coppa Uefa, 2 Supercoppe Uefa, 2 Supercoppe d’Inghilterra e una meritatissima Champion’s League. Ai suoi Reds lascia 120 reti in 504 presenze. Per due anni è andato a glorificare il calcio americano, arruolato dai Los Angeles Galaxy. Proprio dal Paese dei sogni ha annunciato che non giocherà più a calcio.

Sopratutto ai suoi tifosi ed estimatori lascia i ricordi di imprese gloriose, che il Liverpool senza di lui non avrebbe mai e poi mai compiuto.

Francesco Totti nel 2015 dichiarò sull’addio al Liverpool di Gerrard: “I fan del Liverpool dovrebbero essere onorati di aver avuto un Capitano come lui“.

Ha ragione, non solo i fan dei Reds, ma i fan del calcio devono essere onorati di aver ammirato Steven Gerrard.

Purtroppo l’avversario dalla fascia gialla e la casacca rossa è ormai un ricordo. Peccato quello spauracchio era uno dei giocatori più completi del panorama internazionale di questo inizio secolo e anche per questo ci mancherà.

Foto by Urbansport

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