GP Monza: C’è chi gioca da squadra e chi da solista

989
La Ferrari di Vettel

Monza Gp: Vettel o più comunemente Seb la fa davvero grossa. La Mercedes gioca di squadra e la fa da padrona

Ora la classifica piloti del Mondiale di Formula uno recita così:

Hamilton 256

Vettel 226

La classifica costruttori invece:

Mercedes 415

Ferrari 390

C’è chi fa il campione solista: Vettel l’esaltato

A Monza, Seb o più comunemente Vettel gioca in casa, parte appoggiato dal compagno di scuderia, ma si diverte a fare il campione solista. Con un pubblico pronto ad acclamarlo sempre: durante un rettilineo inutile, ad ogni sorpasso, quando beveva prima dell’inizio gara o quando si metteva il casco. A un pubblico così, dopo il capolavoro di Spa, dopo una qualifica quasi perfetta, non puoi dedicare un misero quarto posto. Non esiste. E cosi il  tedesco che gara dopo gara stava conquistando i tifosi Ferrari, per ora, si ritrova gli scongiuri. Un campione forse incompleto, forse troppo adrenalinico o forse troppo impaurito. Resta il fatto che fa il solista. Dopo una partenza perfetta, uno-due impeccabile, con una stupenda scia rossa davanti a tutti, Vettel la fa grossa. Hamilton è campione vero, furbo, scaltro e alla chicane giusta lo spaventa troppo. Sangue freddo d’origine nativa, ma meno in gara. Vettel va per chiudere la possibilità di sorpasso e si ritrova in testa-coda e 18° posto. Non proprio una genialata ,viene da pensare. Un solista, un mai dimenticato Montoya de’noialtri. Così si fa la gara da solista appunto. Due soste e correre a prendere tutti perfino il podio. Troppo tardi.

C’è chi fa il solista: Raikkonen, l’eroe di resistenza

E poi c’è chi si ritrova da solo, appunto, perché abbandonato dal compagno di squadra e fa l’eroe in casa Ferrari. Kimi dà tutto se stesso, strategia di una sosta compresa, e prova a tenere lì, nonostante una gomma ormai più che bollente. Ci prova fino a quando può, ma quando si ritrova nella strategia imbuto della Mercedes, anche per lui è la fine. La gara del finlandese è un miracolo d’esperienza e affidabilità della macchina. Tenta fino allo sfinimento di provare a superare Bottas per creare problemi all’avversario di Vettel e anche quando l’inglese è lì che lo pressa, lo studia, azzanna l’alettone del ferrarista, lui resiste.Perché lui è l’uomo che sa resistere. E’ l’altro che non sa resistere o attendere una gara intera, mica lui! Un applauso a un condottiero, che a volte ci ha regalato errori marchiani, ma a volte, come oggi, ha dato ai tifosi Ferrari la speranza, il lumino. Almeno nel mondiale costruttori. I 30 punti di Lewis ora pesano. Ma se Bottas fosse riuscito ad arrivare in seconda posizione, una piccola mazzata per il Mondiale costruttori la Rossa l’avrebbe presa.

C’è chi fa il gioco di squadra

Ma perché lo stoico Kimi non ce l’ha fatta ad arrivare a vincere il gran premio? Perché la Mercedes l’ha studiata non bene, ma benissimo. Ha chiesto a Bottas il sacrificio di squadra, quello di tenere l’avversario rosso in scacco facendo consumare all’inverosimile le gomme e probabilmente anche la bile nello stomaco del pilota. Dopodiché ha solo atteso che il proprio campione girasse a mille per disintegrare una Ferrari, quella di Kimi, ridotta ai minimi termini. Gioco di squadra perfetto, finte e controfinte fra puddock e box. Hamilton così aggressivo non si era quasi mai visto quest’anno, ma un Bottas così in versione vittima sacrificale nemmeno. L’uomo d’esperienza, il poleman del weekend non poteva fare i miracoli e infatti è stato vinto dalla doppietta tedesca. A volte la formula uno è anche questo: gioco di squadra, furbizia, intelligenza.

La lezione per Vettel?

 Il nostro idolo, il caro Seb s’è preso una bella lezione di grinta e cinismo. Anzi temporeggiamento. A volte in 53 giri di gara bisogna saper attendere, aspettare e non porsi sul piano dell’altro. Non sappiamo come sarebbe andata con Vettel terzo in quel momento. Certamente se avesse atteso, se avesse aspettato di riprendere dopo il campione inglese, se avesse dosato quel braccio adrenalinico, forse la Ferrari e noi eravamo qua a raccontare un’altra storia. Un’altra gara.

Poco importa al popolo rosso che lo stesso Seb abbia poi, sfruttando una macchina quasi perfetta, tentato il tutto per tutto superando tutti i piloti che poteva sorpassare. Era chiaro che se li sarebbe mangiati vivi. Ma la pancia piena è tutta di Lewis Hamilton che vince in casa Ferrari, replicando all’umiliazione di Silverstone! Purtroppo,però nel momento in cui i punti contano.

E dulcis in fundo….

E Bottas, quel gregario che a volte sa fare la spalla o a volte fa a spallate, si prende il contentino, sfruttando l’ingenuità di Verstappen. L’olandese, pilota mai domo e atipico, commette infatti un’infrazione che lo fa passare terzo davanti al traguardo, ma quarto davanti allo champagne. La Mercedes nel tempio della velocità italiano ottiene il massimo. Alla Ferrari, ai suoi sogni, ai nostri sogni e nella realtà resta la super prestazione di Raikkonen. Ma ci vuole un miracolo e un Hamilton sbronzo per la speranza di strappare il titolo. Non per la distanza, ma per la testa. Così Seb non si vince nemmeno il Mondiale Costruttori.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.