Sfumature bianconere: Higuain allo scadere

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Strana persona il tifoso di calcio, invoca Higuain e contesta il turn over che aveva richiesto a gran voce pochi giorni fa.

Ma come si fa a pensare che in una partita quasi inutile tra due semifinali di Champion’s si possa andare a schierare per l’ennesima volta tutti i titolari a disposizione?

È vero che stiamo parlando di un derby, ma la squadra messa in campo da Allegri era quella più logica possibile, anzi. Forse era il caso di risparmiare anche Dybala e/o Cuadrado.

E poi stiamo parlando di una partita che, con solo mezza squadra ha dominato in lungo e in largo contro i cugini poveri che hanno speso tutto per presentarsi con il vestito buono alla riunione di famiglia.

Se non fosse stato per il gioiello di Ljajic i tiri in porta del Toro sarebbero stati pari ad un imbarazzante zero tondo tondo.

Tutto questo anche molto prima che Acquah decidesse di anticiparsi la doccia con un intervento durissimo che gli è costata la seconda sacrosanta ammonizione.

Perché se andiamo a contestare anche questa decisione dell’arbitro allora è meglio smettere di interessarci al calcio o a qualsiasi altra cosa.

All’andata, un entrata meno criminale era costata l’ammonizione a parti invertite e non mi pare che nessuno abbia fatto tutto il teatro di Mihajlovic.

La Juve avrebbe potuto e dovuto comunque chiudere la questione prima del ’92 e senza l’aiuto di Higuain.

Non sono mancate le azioni né l’intensità, solo la precisione sotto porta cosa che si potrebbe anche ascrivere al pensiero dominante del momento.

Fare un’altra puntata vincente al casinò di Montercarlo.

Per il resto le chiacchiere stanno a zero.

Higuain

Higuain continua a segnare con la cattiveria dei giorni migliori. E i giorni migliori del Pipita paiono essere proprio questi. Forse è l’Higuain più forte di sempre.

La voce unanime da quando è arrivato alla Juve è sempre stata che alla Juve non avrebbe fatto nemmeno la metà dei gol che gli assicurava il Napoli.

Innanzitutto perché il gioco spumeggiante del Napoli non era nelle corde della Juve.

Poi perché a Napoli, tutta la squadra giocava per lui e alla Juve Higuain sarebbe stato solo uno dei tanti.

Infatti, Higuain a Torino è uno come tanti. Uno come i tanti campioni che sono presenti in squadra.

Qui dobbiamo fare ancora un applauso al mister Allegri che ha avuto il coraggio di fare l’unica cosa giusta quando si hanno tanti campioni tra le mani.

Metterli tutti in campo, piano piano, con pazienza, ma alla fine, degli undici titolari forse il solo Chiellini non è tanto amico del pallone. Anche se è indispensabile per tante altre qualità.

Tanta qualità mischiata insieme, superiore alla media italiana e in linea con le aspettative europee non fa che esaltare la vena realizzativa di Higuain che ricambia all’occorrenza rendendosi utile anche nel pressing e nei ripiegamenti difensivi, cosa che a Napoli non gli succedeva quasi mai.

La Juve ha comprato Higuain questa estate per crescere come squadra e invece chi è cresciuto è stato proprio il bomber argentino.

All’alba dei trent’anni Higuain potrebbe aver raggiunto la maturità necessaria per alzare quel trofeo importante che ancora gli manca.

 

 

fonte foto: www.giornalettismo.com

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