Idee, unione, intensità: l’Inter c’è

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L’Inter parte subito forte con un netto 3-0 ai danni della Fiorentina all’esordio in campionato

Finalmente si fa sul serio. La stagione inizia ufficialmente ed il mercato presto sarà solo un ricordo. A quanto pare da questa prima giornata, anche l’Inter si è messa in testa di fare sul serio, fornendo una prestazione convincente contro un avversario non morbido. La Fiorentina, seppur rivoluzionata dalla sessione estiva, resta pur sempre una squadra ostica, oltretutto allenata dall’ex col dente avvelenato Pioli. Servivano conferme dopo il buon precampionato, e queste sono arrivate. Ancora presto, prestissimo per tirare qualsiasi somma, ma se chi ben comincia…

Nel segno di Icardi

Il capitano interista apre la stagione ricominciando esattamente da dove aveva lasciato. Il gol non gli è mai mancato in fondo. Quello che ha stupito è stata la prestazione complessiva del numero 9 nerazzurro, raramente così partecipe alla manovra. Una doppietta subito per lanciare un chiaro messaggio agli altri contendenti per il titolo di capocannoniere. E dire che ha saltato quasi tutto il precampionato per infortunio. A vederlo scattare in campo non si diceva affatto. Se Spalletti riesce a renderlo un attaccante a 360 gradi, i risultati possono essere devastanti. E a molti potrebbe anche iniziare a star simpatico.

Difesa granitica

La difesa ha rappresentato senza ombra di dubbio il punto debole della passata stagione dell’Inter. Ci si attendeva una rivoluzione, eppure all’esordio della nuova annata l’unica novità dietro era rappresentata da Skriniar, non di certo accolto a Milano come il nuovo Samuel. Ed invece l’imponente centrale ex Samp sta già stupendo tutti, dimostrando di poter valere i (tanti) milioni per lui spesi. Insieme a Miranda ha formato una coppia ben assortita, confermando le buone impressioni di quest’estate. Concentrazione e fisico per formare il nuovo muro di questa Inter. Miranda sembra tirato a lucido, mettendosi alle spalle una stagione deludente. E poi dietro c’è sempre una sicurezza chiamata Handanovic, decisivo quando serve. Ora Spalletti potrà inserire anche i due nuovi terzini Cancelo e Dalbert per rifare il look alle fasce. In attesa del sostituto di Murillo, il tecnico in difesa può dormire sogni più tranquilli.

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Ivan il terribile

Un’estate passata da separato in casa, in attesa di vestire la maglia dei Red Devils. La differenza tra chi sa essere un professionista e chi no sta nella capacità di andare avanti ed impegnarsi fino in fondo onorando l’oneroso contratto che ti lega ad una maglia. C’è chi pur di scappare non si presenta agli allenamenti. C’è invece Perisic che brilla nella preparazione e mette a fuoco e fiamme la fascia alla prima a San Siro. Spalletti gli concede la possibilità di scambiarsi con Candreva ogni tanto, ed i due sembrano gradire. Il vero grande acquisto?

Zona nevralgica

Che Spalletti ritenga fondamentale il centrocampo, lo si sa da sempre. Chi ha storto il naso per gli acquisti di Vecino e Borja Valero ha avuto un assaggio del perché il tecnico li abbia fortemente voluti. Equilibrio, idee, qualità e concretezza. Lo spagnolo finché il fisico ha retto si è preso la squadra in spalle. L’uruguagio ha fatto filtro costante come giocasse a San Siro da anni. Gagliardini vi gioca da 8 mesi, ma pare un veterano. In mezzo al campo ci siamo, assicura Spalletti.

Trequartista si nasce o si diventa?

Nel 4-2-3-1 il ruolo del trequartista è sempre delicato, in quanto trovare l’interprete adatto non è impresa semplice. Il vecchio classico numero 10 non esiste più, e Spalletti ne sa qualcosa. A Roma reinventò Nainggolan, all’Inter ha l’imbarazzo della scelta. Un po’ a sorpresa questa è ricaduta su Brozovic, corpo quasi estraneo di questa Inter. Il croato ha risposto presente, ma con lui ogni partita è un’incognita. Nella ripresa è subentrato Joao Mario, la cui prestazione è stata super. Il portoghese ha spaccato la partita nel momento cruciale, trovando anche l’assist per il 3-0 ce ha chiuso i conti. Se prima c’erano 4-5 possibili interpreti per il ruolo, il 10 dell’Inter potrebbe presto restringere di molto la concorrenza a suon di prestazioni del genere.

 

Un ottimo inizio, ma la strada è ancora tutta da percorrere. Di certo vi è che Spalletti ha portato idee chiare e un concetto di gioco di squadra. Un mercato non esaltante ma giocatori funzionali al progetto. In fondo si vince con le idee, non con le figurine.

Concludo con un plauso a Stefano Pioli. Nonostante gli abbiano ceduto una squadra intera e gliene abbiano ricostruita una zeppa di giovani a pochi giorni dall’esordio contro l’Inter, il tecnico non si è scomposto e ha provato a dare la sua impronta d gioco. Non poteva fare di più oggettivamente, ma se i ragazzi lo seguiranno, la Fiorentina potrà ripartire da subito. Un tecnico preparato che si è quasi sempre trovato nel posto giusto al momento sbagliato e che un po’ di fiducia la meriterebbe finalmente.

Ma stasera a noi è andata benissimo così.

Fonte immagine: Inter.it

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