Il Biscione Nerazzurro – Un Ninja in più per l’armata di Spalletti!

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Benvenuto Radja. Benvenuto all’Inter Ninja.

Colpo importante per i nerazzurri che si assicurano uno dei centrocampisti più forti dello scenario italiano ed internazionale.

Il belga, ma di origini indonesiane, sembrava vicino ai nerazzurri con l’arrivo di Thohir a Milano qualche anno fa, ma la trattativa non andò mai in porto.

A distanza di anni però le strade di Inter e Nainggolan tornano ad incrociarsi e questa volta il suo trasferimento è diventato realtà.

Dopo Asamoah, De Vrij e Lautaro Martinez l’Inter chiude un altro grande colpo e regala al proprio tecnico e ai propri tifosi un giocatore di grande spessore.

In tutto questo il mercato va avanti e i nomi vicino all’ambiente nerazzurro sono tanti ed alcuni molto suggestivi…  Per un attimo però mettiamo da parte la mera cronaca di mercato e la riproposizione di quei tanti nomi che circolano.

Analizziamo più nello specifico alcuni aspetti di questo “sontuoso” mercato nerazzurro.

PUNTO PRIMO: NOI NON SIAMO L’ALTRA SQUADRA DI MILANO

Si sa, i social hanno dato libero sfogo ad ogni tipo di mente pensante (e non), ma quando a scrivere castronerie sono anche alcuni (pseudo) giornalisti, beh, allora è allarmante.

L’Italia è il Paese in cui il pensiero è soggetto al “servilismo dei padroni”.

Ed è così che qualcuno ha osato mettere sullo stesso piano il mercato dell’Inter di quest’anno con quello del Milan della passata stagione. Così. Senza un motivo e senza dare un senso al seguito del proprio pensiero.

Poco importa a noi della situazione dei cugini. Quando loro lo scorso anno spendevano a più non posso (senza nemmeno poterselo permettere) la stampa aveva sempre un titolone.

Loro erano, sulla carta, più avanti di noi, meglio di noi, più forti di noi. I loro cinesi erano quelli belli e con i soldi, i nostri quelli, poveri e, oltretutto, tirchi. Quelli che non contavano un cavolo nemmeno a casa loro, quelli venuti in Italia per interessi personali e non per investire nel calcio… storielline sentite e risentite, ma a ben vedere i risultati sembrano totalmente differenti.

NOI siamo divenuti una realtà solida. Il lavoro di Thohir (prima!) e del gruppo Suning (dopo) ha permesso all’Inter di risanare le proprie casse e di rimettere a posto conti e bilanci.

Eravamo sotto la lente d’ingrandimento dell’Uefa, abbiamo rispettato (quasi!) tutti i parametri, non era facile, ma ci siamo riusciti. Non ne siamo usciti del tutto, siamo ancora sotto stretto regime finanziario, ma il peggio è ormai alle spalle.

NOI siamo riusciti ad ottenere la qualificazione in Champions, loro no. Tutto passava da questo traguardo. La notte dell’Olimpico ci ha concesso di essere lì, nell’Europa delle Grandi. Un obiettivo prefissato e raggiunto, seppur con qualche difficoltà.

E il Milan? Beh, loro sono andati a finire in Europa League, almeno sul campo, adesso spetta all’Uefa decidere se estrometterli o meno dall’Europa… siete ancora convinti che i cinesi brutti e cattivi li abbiamo noi in casa?

PUNTO SECONDO: L’INTERISMO E’ UNA COSA SERIA

Il tifo nerazzurro si è spaccato con l’arrivo del Ninja. Molti si chiedono perché spendere così tanti milioni (si parla di una cifra che si aggira intorno ai 38 milioni), sacrificare Zaniolo, giovane molto promettente della Primavera, per prendere un giocatore quasi sul viale del tramonto.

Perché non provare ad investire quei soldi per provare a riscattare uno tra Cancelo e Rafinha? Perché permettere al primo di andare, uditeuditeuditeeeeee, alla Juventus?

Vi dico la mia. Ero scettico quando ho sentito dell’arrivo del centrocampista belga.

Quest’anno con Di Francesco non ha raccolto gli stessi risultati (in termini di numeri, gol e assist) dell’anno precedente, ma chi c’era sulla panchina giallorossa quando Nainggolan divenne l’obiettivo principale di mezza Europa?

Eh sì, il nostro Lucianone. Il rapporto tra il nostro tecnico e il centrocampista ex Roma è consolidato. È una garanzia. Il classico usato garantito. Qui ho cambiato radicalmente idea e non vedo l’ora di vederlo già in campo, perché arriva un suo uomo, un calciatore che conosce alla perfezione il pensiero del nostro allenatore e il campionato italiano. Insomma, uno dei migliori prospetti del nostro campionato da anni.

Il Ninja è l’uomo giusto per puntellare la nostra rosa, creare quell’alchimia che a tratti è venuta a mancare nella stagione appena conclusa. Ma c’è dell’altro.

Ok, è un giocatore un po’ sopra le righe fuori dal campo, ha fatto parlare molto (forse anche troppo!) di sé per certe situazioni spiacevoli, ma quante ne abbiamo sentite sul nostro capitano? Abbiamo in rosa l’uomo più chiacchierato d’Italia, cosa importa se ne mettiamo in rosa un altro.

Quello che a me (e credo a tutti noi) importa è che Radja ODIA la Juventus proprio come tutti noi. Questo lo rende già un giocatore da Inter!

Poi vogliamo parlare della sua garra? Della grinta, dell’intensità, del sudore di ogni partita?

Quando lo immagino sul campo a lottare su ogni pallone, a giocare a denti stretti in mezzo ai suoi compagni per ottenere la vittoria, non penso più ai soldi spesi, a Zaniolo, alla sua età… penso solo che all’Inter servono giocatori così. Servono dei calciatori che mettano prima il cuore e poi tutto il resto e lui alla Roma si è fatto amare per ciò che ha dato in campo. Un lottatore.

Ma per uno che arriva e disdegna i gobbi, uno che va e approda proprio a Torino.

Sto parlando di Joao Cancelo. A quanto pare il nostro ex terzino vestirà quella maglia scolorita la prossima stagione. Che dire? Di certo la delusione è forte, ma… abbiamo superato quella di Ronnie, figuriamoci se non riusciremo a superare questa.

Non mi va di giudicare la scelta del giocatore. Se sia stato lui, l’agente o il Valencia ad imporgli la destinazione, ma dopo aver vissuto per un anno in un ambiente come quello nerazzurro. Dopo essere stato protagonista in campo di quella sfida in cui l’arbitro ha palesemente avvantaggiato i bianconeri, dopo aver lottato domenica dopo domenica per raggiungere un risultato, dopo aver postato foto su instagram di foto, lacrime e abbracci, no, non puoi andare lì. No, non puoi scegliere di andare a giocare in quella squadra.

Ma sei giovane, ambizioso, hai delle scelte importanti da fare. Sei un professionista alla mercé del mercato, devi sempre pensare alla scelta più giusta, sia per te, che per la squadra che detiene il tuo cartellino. Buona fortuna Joao, presto ti accorgerai da solo di come saranno diverse le cose. Ti accorgerai di che mondo era l’Inter e di che mondo, invece, sarà quello lì. E sai cosa ti dico? Sì, ottimo funambolo. Grande tecnica. Buon calciatore, ma preferisco cento volte un D’Ambrosio a te. Preferisco quei giocatori che restano attaccati alla maglia in silenzio… proprio come fatto da Rafinha.

Se andasse lui ai gobbi ci rimarrei male. Se avessi dovuto scegliere tra il portoghese e il brasiliano avrei scelto il secondo tutta la vita.

Cancelo alla Juve? Bene, me ne farò una ragione. Io avrei voluto solo Rafinha. In pochi mesi ha capito più lui cosa voglia dire giocare con questa maglia, in questa società e davanti a questo pubblico. In pochi mesi è riuscito a scoprire il vero senso di appartenenza di questa società: l’INTERISMO.

Spero che Radja segua il suo esempio e chissà che dopo la fatidica dead line del 30 giugno Inter e Barcellona non possano sedersi intorno ad un tavolo e rinegoziare il nostro tanto “amato” Rafinha.

La speranza è sempre l’ultima a morire, ma intanto l’Inter inizia già a farci sognare.

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