Il commentone di serie A: un’unica regina!

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commentone di serie A

Il commentone di serie A: uno sguardo analitico, lucido e ironico su una giornata di serie A

Eccoci qui pronta a commentare e analizzare la giornata di serie A. Cercando di scovare le cose più importanti e inserendo qualche simpatica etichetta

Il commentone di serie A: un’unica regina!

Non stupisce ormai più nessuno. Né i detrattori, né gli avversari, né i tifosi. L’unica regina c’è già ed è la Juve. C’è ancora bisogno di nominarla? Una squadra non perfetta, ancora, ma già improntata a vincere. Tre su tre: Chievo, Lazio e Parma. Due vittorie in trasferta e una in casa contro un’ostica da sempre. La Juve, del quarto anno Allegri, è già rodata e ancora le mancano le perle preziose di CR7 e Dybala. La regina storica è quadrata, muscolare e cinica. Sa soffrire, sa gestire i momenti di difficoltà e sa mettere al tappeto gli avversari. Non è bella, almeno, ancora non è un’orchestra sinfonica, ma è ordinata ed organizzata. A volte segna Khedira, altre Pjanic, altre Matuidi. Soffre poco, giusto su qualche corner e contropiede. Ma con l’armata difensiva storica, di sempre, si passa poche volte. Non c’è bisogno di nessun miracolo alla Buffon. Si vince lo stesso. Con nove punti già domina il campionato e le altre sembrano tutte troppo in seconda o terza fila. #Finoallafine #WaitingforRonado

Big bang, ba boom: il Sassuolo è lì

Al secondo posto, a gran sorpresa, e dopo aver vinto 5-3 ci si trova il Sassuolo di marca De Zerbi. Un allenatore che con una squadra piccoletta aveva già fatto i miracoli. E quest’anno a che super traguardo punta? Un Sassuolo che ha creato guai all’Inter, pareggiato in terra sarda e poi giocato a Mundialito contro il Genoa. I neroverdi sono guidati in campo da due teste pazze, ma convincenti. Uno è un funambolo che impazzisce in campo ed è uno sregolato. Simbolo del Milan dell’ultimo scudetto, Big Bang Boateng pian piano si sta adattando al clima solingo della periferia emiliana. L’altro è l’attaccante dallo sguardo d’acciaio: Khouma El Babacar. L’uomo che sorride poco, ma regala sorrisi ai suoi tifosi. Spesso pericoloso, potente e tecnicamente valido, il ragazzo del Senegal quando ha lo spazio che merita è devastante.

Con questi due  in campo, con una squadra che gioca per loro e con un’organizzazione di gioco ossuta e difensivista, il Sassuolo potrebbe tornare ai tempi festosi di Di Francesco. A proposito al figlio il prodigo si chiede maggior impegno e volontà, ma fra Boateng e il Khouma troverà il suo momento. Intanto che dire: #togliPolitano #togliAcerbi #togliSansone la musica non cambia: Sassuolo è Sassuolo.

Milano, pian piano arriviamo….

Intanto da Milano arrivano i primi segnali di risveglio. Milan e Inter vincono nel fine settimana due sfide dal sapore differente, ma di pari importanza. I rossoneri trovano sul gong il solito impeccabile Cutrovich (come direbbe Mauro Suma) e si regalano il primo scontro diretto contro un’avversaria di valore altolocato. I nerazzurri chiudono la partita contro il Bologna grazie alla giocata singola del tanto atteso Ninja e poi arrotondano con altre due reti. Due squadre che di punti ne avevano bisogno, perché a Milano i processi si fanno in fretta. Gattuso si mostra sempre più uomo da partita a scacchi e sempre meno “Ringhio”. Manca ancora parecchio tempo per trovare la quadratura corretta, ma qualche segnale di una squadra insidiosa già c’è. L’Inter si scrolla di dosso il solo punto in due giornate e devo solo attendere che i due là davanti si diano una svegliata. #Milanopianpianoarriva

Commentone di serie A: due pit stop pesanti

Sono due i pit stop pesanti di questa giornata. Il più clamoroso arriva dalla terra del recente disastro del Ponte Morandi. Un cordoglio ancora alle vittime della tragedia di fine agosto

Intanto, sportivamente parlando, la prima vittima di casa blucerchiata è il Napoli. La squadra ancelottiana, specialista finora in rimonte, stavolta non ci riesce. 3-0 pesante, con tanto di perla magica di Quaglia goal e definitva umiliazione. Ancelotti più che pensare a staffette Mertens-Milik, deve ristudiarsi i meccanismi difensivi dei suoi ragazzi. Un contropiede magistrale quello del primo goal, ma un imbarazzante e deleterio spazio lasciato dal centrocampo. Forse la linea alta non giova così tanto agli azzurri e non è che si può vincere sempre 3-4. Un Napoli che nel secondo tempo avrà sicuramente messo pressione fisica agli avversari, ma che non ha quasi mai trovato il passaggio per la via del goal. #Napolimenotikitaka please

Che dire della Samp, marchiata Giampaolo. E’ ormai una squadra concentrata, prepotente e concretamente bella. Defrel acchiappa gli spazi che Quagliarella gli dà; Barreto e Linetty chiudono e aprono la cerniera e la difesa sa stringersi quando serve. Speriamo che quest’anno si tolga più soddisfazioni, se le merita

Altra sconfitta da digerire con calma è per gli atalantini

Un’Atalanta opaca, poco fantasiosa e forse delusa. Probabile abbia influito la sconfitta di giovedì scorso. La squadra di Gasperini avrà tutto il suo tempo per riprendersi e stupirci ancora una volta. Ma intanto Zapata non segna, Gomez non è in forma, Barrow, Palomino, Mancini e Pasalic hanno bisogno di tempo. E’ vero che a Roma la squadra orobica ha stupito tutti, forse pure se stessa, ma ieri era confusa. Gasp cambia tre sistemi di gioco e forse un momento di vacanza serve pure a lui.

Il commentone di serie A: quel punto preoccupante

Restano ai box, o meglio escono solo una volta Chievo, Bologna, Frosinone e Parma. Allo stato del gioco attuale le preoccupazioni maggiori sono per Frosinone e Bologna. Il tempo poi saprà confermarci o smentirci questa ipotesi. I laziali sembrano avere nuovamente paura della serie A e sono troppo rinunciatari. Poco movimento in contropiede, poca convinzione e al primo goal si sciolgono.

Il Bologna, che di campionati di sofferenza è esperto, è in mano a un allenatore con personalità e carisma, ma ha una rosa troppo debole e per ora poche qualità offensive. Il centrocampo è spompo e troppo rigido, la difesa poco organizzata e l’attacco poco servito. Al grande Pippo servirà, anzi serve una pausa caffè come questa per capire come sistemare la situazione.

Infine Chievo e Parma. Per i clivensi c’è l’attenuante del rodaggio storico in A, del coltello fra i denti nei giocatori, della buona qualità tecnica. Il dubbio è se D’Anna saprà farsi amare come Maran oppure si farà trascinare dai subbugli dei tifosi criticoni. Per i parmigiani, invece, c’è speranza dopo la partita della Juventus. Una squadra tonica, avventizia, in palla. Fra le capacità di Inglese e la velocità di Gervinho le occasioni si creano e i ragazzi di D’Aversa non sembrano dei flaccidi molluschi. Combattono e corrono. Per la serie #vendiamocaralapelle

Terminata la terza di serie A, è terminato anche il nostro commentone.

La cosa più affascinante di inizio torneo è che le gerarchie per ora valgono poco e così magari c’è tempo pure per parlare di un ritorno spavaldo della Fiorentina e dell’inizio interessante di Empoli e Cagliari.

A presto #commentoneserieA

 

 

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