Il crollo della Roma e le ceneri di una sconfitta

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photos by Roma Club Milano

Vedi, tutto può crollare,qui. Le facce come le case,

sono cinema, sono cenere.

Ma ti tengo stretta

come polvere con il cielo

(C. L. Candiani)

Il crollo della Roma. Tutto è crollato. Restano soltanto le ceneri di una Roma imbarazzante a Torino. Non resta che leccarci le ferite e raccogliere le briciole di quello che è rimasto. La parola che più si addice alla prestazione della squadra è “imbarazzante”. Il campione, o presunto tale, scende in campo con la sua pellaccia milionaria ricoperta da tatuaggi spocchiosi e alla moda. Al contrario, il tifoso racimola le proprie risorse economiche per andare a seguire la propria squadra sia in casa sia in trasferta. Quasi 1000 persone partono ogni settimana da Roma e da altre città, viaggiando per ore e ore prima di raggiungere lo stadio da cui, in qualunque condizione climatica, sosterranno la propria squadra. Lo spettacolo dovrebbe essere gratificante. I giocatori sono esseri umani proprio come i tifosi e come tali dovrebbero comportarsi. Capricciosi e spocchiosi che fanno finta di correre. Ci sono persone che hanno dedicato la loro esistenza a questi colori e si presenta un qualunque Bruno Peres o un Nainngolan, che si permettono di non dare il massimo per questa maglia. Le motivazioni per cui un calciatore moderno si comporta così possono essere varie, ma la principale preoccupazione è il vile denaro. A questi mezzi uomini non basta quello che guadagnano, ma vorrebbero sempre di più e si lamentano se trovano sulla loro strada, un allenatore attaccato al lavoro, che si permette di chiedere loro di rinunciare agli stravizi e allenarsi come si deve. Che imbarazzo! Che amarezza! Che tristezza!

La prestazione della squadra è ingiudicabile, per questa volta si salva soltanto il portiere polacco, che non è completamente esente da colpe. E noi tifosi ci troviamo ancora a scavare in questa cenere. La squadra e la situazione sono di nuovo crollate e sono di nuovo polvere. Apre la bocca anche la soubrette, che si intrufola nelle dinamiche di spogliatoio e fa eco su quei quotidiani campanilisti, che non aspettano altro. La Roma è l’unica squadra su cui tutti dicono la propria opinione, tutti possono permettersi il lusso di parlare male di Totti e De Rossi, tirando fuori chissà quali gossip. Totti comanda lo spogliatoio! De Rossi, secondo alcuni, ha delle amicizie poco raccomandabili e si è fatto crescere la barba perché ha una cicatrice dovuta a una coltellata. Ognuno si permette di fare gossip sulla nostra squadra. Radio locali, siti giallorossi, migliaia di pagine sui social che con dei trabocchetti provano a fare scandalo e guadagnare click. Lo spettacolo più grande resta la curva SUD e i veri tifosi giallorossi. Eravamo tanti a colorare il settore ospiti dell’Olimpico di Torino e abbiamo cantato a squarciagola fino al termine della partita, nonostante il risultato. Nonostante tutto ci teniamo stretta questa fede, come “polvere con il cielo”.

La gara è partita male: dal vivo si è capito subito che Nainngolan, B. Peres, Salah e Perotti non avevano voglia e grinta. Si è capito subito che Fazio non è un difensore adatto alla serie A. È grosso, lento e goffo nei movimenti, anche se dà più sicurezza di Juan Jesus. Pensate come siamo messi! Sembrava che avessimo costruito la difesa più forte di tutti i tempi e invece siamo lì a pregare per il ritorno di Rudiger. Sarà il salvatore della nostra difesa? Non crediamo proprio che dipenderà da un ragazzo, che per quanto abbia delle qualità, è ancora giovane e deve ancora dimostrare il suo valore. E dov’è Vermaelen? Perché nessuno ha controllato che al Barcellona e nelle squadre precedenti in cui aveva giocato, il belga passava più tempo in infermeria che in campo? Era sufficiente andare su qualche sito internet a controllare le presenze, no?

Una Roma bruttissima quella che è andata in campo domenica a Torino. Eppure sembrava che avesse fatto un passo avanti nella partita contro il Crotone, invece ne fa due indietro contro i granata, perdendo 3-1 una gara che lascia davvero poche speranze per il futuro.
I giallorossi si rendono subito pericolosi all’inizio della gara con Dzeko e poco dopo con un tiro dalla distanza del ninja che sfiora il palo. Alla prima azione del Torino, arriva la prima rete e la Roma sparisce: Iago Falque, ex di turno, tira, respinta di Szczesny che finisce sui piedi di Obi, che mette in mezzo per Belotti che svetta su Bruno Peres e porta la squadra di casa in vantaggio. I giallorossi accennano una timida reazione, ma Dzeko calcia alto un pallone come se cercasse i punti per una partita di rugby piuttosto che giocare a calcio. Iago Falque al 13’ colpisce il palo dopo un dormita della difesa romanista, con un Fazio imbarazzante e Manolas che corre ovunque per mettere delle toppe. Nella ripresa, la Roma sembra rianimarsi, ma dura solo pochi minuti, un fuoco di paglia. Dzeko prende lo specchio della porta per la prima volta, ma Hart lo ferma con una bella parata. L’entusiasmo viene subito placato da Belotti, che rientra sul sinistro e viene atterrato da Bruno Peres. Il difensore della Roma in tale circostanza ha dimostrato meno esperienza di un giocatore della primavera, con tutto il rispetto per i giovani della squadra di De Rossi. Calcio di rigore realizzato da Iago Falque e 2 a 0 per il Torino.

Dopo qualche minuto, Tagliavento concede un altro calcio di rigore, questa volta per la Roma dopo il fallo di De Silvestri su Perotti: Francesco Totti che era entrato da poco non si lascia intimorire dalla buffonata di Hart che va a bere dietro la porta e lo trafigge con la rete 250 in Serie A. La felicità dura poco, i milionari spocchiosi in maglia giallorossa ricominciano a camminare in campo, svogliati, e il Torino ne approfitta siglando il 3° goal.

Imbarazzante, è da Domenica che continuo a ripetere, imbarazzante. Il Roma Club Milano Aldo Maldera, si è riunito con altri romanisti del nord italia. L’atmosfera non era delle più felici, per colpa del risultato, ma è uscito il vero tifoso della Roma. Quello che va al di là del risultato e come nella poesia della Candiani, raccoglie la propria Roma dalle ceneri e se la tiene stretta, come polvere al cielo. Onore solo ai tifosi e alla maglia!

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