Il nostro tifoblogger juventino: perché tifo la Juve? Per quella famosa sera…

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Maglie Juve

Perché tifo la Juventus? Tutto risale a un ricordo giovanile

Il primo ricordo che ho da tifoso della Juventus è una partita storica. Avevo 11 anni. Prima di quella partita avevo sempre seguito un po’ distrattamente il calcio. Avevo sentito mio papà parlare di Juve e di conseguenza tifavo Juve, ma tifavo in modo un po’ “incosciente”, come può fare un bambino che non sa bene di cosa si stia parlando e che imita i grandi.

Quel Juve-Ajax

Quella partita è il mio primo ricordo vero di una partita di calcio.
Una partita vista proprio insieme a mio padre. Una partita quasi interminabile. Ricordo bene un rigore degli avversari, una parata del nostro portiere e io che comincio a saltellare sul letto gridando “L’ha parata! L’ha parata!”, e la reazione di mio padre, teso come una corda di violino che mi grida “Stai zitto!”. Da allora silenzio #finoallafine della partita, fino all’esplosione di gioia finale, fino al grande abbraccio, questa volta saltellando entrambi. Da allora ho capito che in famiglia la Juve è una cosa seria. Era il 22 maggio 1996, il rigore era quello tirato da Davids e parato da Peruzzi. Era la sera in cui la Juventus è salita per l’ultima volta sul tetto d’Europa.
Più tardi avrei scoperto che quella passione veniva da lontano. Dal padre di mio padre che si era innamorato di quella bella Signora vista nelle prime tv in bianco e nero a cavallo tra gli anni ’50 e gli anni ’60 e che si era appassionato tanto da portare sempre con sé una fotografia del grandissimo Omar Sivori nel portafoglio.
Una passione passata attraverso le generazioni e arrivata fino a me, questione di DNA… DNA bianconero

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