Il punto sul Milan – ci siamo e non ci siamo

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Il punto sul Milan: ci siamo e non ci siamo – così dicono i tifosi rossoneri dopo Fiorentina-Milan. Una prestazione al Franchi che si può considerare sufficiente. I tifosi non si esaltano né si deprimono. Sanno che di cammino ancora ce n’è.

Il punto sul Milan. Possiamo dire da milanisti doc che ci siamo e non ci siamo. In che senso? Nel senso che in queste prime sei giornate di campionato tutto sommato il bilancio è positivo e sebbene lo smacco di Napoli ancora non sia stato digerito, la squadra di Montella ha ottenuto con Lazio e Fiorentina quattro punti ottimi per la classifica e discretamente apprezzabili. Dopo Firenze non siamo nè più forti di prima, né più deboli. Certo ci sono aspetti negativi e positivi. L’aereoplanino il suo lavoro lo sta facendo e sta cercando di ricavare da quell’albero mezzo appassito e sbilenco che ha in mano più frutti possibili. Restando dentro la metafora potremmo dire che siamo frutta non ancora gustosa, né acerba. Ora resta da capire se diventeremo commestibili o presto verremo gettati nel sacchetto dell’umido.

IL PUNTO SUL MILAN: IL GIOCO NON C’E’ 

Un tasto dolente della cura partenopea di Vincenzino è il gioco. A parte la parentesi della mezz’ora con il Toro e dei buoni quarantacinque minuti contro la Lazio, il Milan finora ha deluso molto il suo primo grande padre, ovvero quello stesso Berlusconi che amante del “bel giuoco ha voluto” Montella, pur in procinto di lasciare per sempre la sua creatura. O almeno così sembra.

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Diciamolo chiaramente il Milan non gioca bene. Anzi produce pochissimo gioco e Firenze ne è stata la conferma. I rossoneri hanno subito la timida verve della Fiorentina, talvolta cavandosela egregiamente, altre volte arrangiandosi, come si direbbe in questo caso, alla “belle e meglio”. Finora la squadra capitanata da Montolivo non ha espresso più di una decina di minuti di possesso palla e ha saputo controllare un’intera sfida per un massimo di venti minuti. Non è semplice dare una fisionomia offensiva a una squadra che ha un incontrista puro in mezzo; accompagnato da un mediano dalle qualità discutibili e dalla lucidità mentale approssimativa; con un trequartista naturale costretto a delimitare il suo raggio d’azione per coprire le ripartenze avversarie e con un tridente che non si accende se non a tratti. Da dove parti?

IL PUNTO SUL MILAN: ZERO GOAL IN TRE PARTITE, SEGNALE POSITIVO

Parti dalla difesa. Esattamente come ha cercato di fare un anno fa Mihajlovic. Con l’attenuante che Montella affianca a Romagnoli un esperto e frizzante Paletta (finora uno dei migliori e a Firenze ne abbiamo avuto la conferma), mentre il serbo doveva arrabattarsi fra il legnoso Zapata e il claudicante Alex. A questo si aggiunga un valore aggiunto (scusate il gioco di parole) che porta il nome di Luigi Donnarumma. Qua sarà da rendere onore allo stesso Mihajlovic se un giovane dalle qualità così introvabili è già protagonista non ancora ventenne della serie A. Domenica sera a Firenze oltre a una dose elevata di fortuna sul rigore di Ilicic, respinto dal palo e poi direttosi verso l’esterno della porta, il nostro portiere ci ha tenuto ancora una volta, saldamente in carreggiata. Stucchevole parata su Borja Valero, in tuffo, con il giusto tempismo e con un’elasticità strepitosa. Un ragazzo che detiene una sicurezza impressionante fra i pali e che non presenta quasi mai preoccupanti cali di concentrazione.

Insieme a lui è cresciuto tutto il reparto difensivo. Non solo Paletta, che pur difettando in fase di impostazione ha trovato il suo ruolo all’interno del reparto difensivo, ma anche Romagnoli sta trovando il giusto equilibrio e la via corretta per diventare un centrale da un futuro longevo. Attento, abile a sfruttare le sue doti atletiche, essenziale e determinato. Di fronte a un cliente scomodo, come Kalinic, l’italiano non s’è spaventato e ha marcato senza eccedere in frenesia e durezza.

Spendiamo una parola pure per Calabria. Altro ragazzino, scovato da Mihajlovic e plasmato definitivamente da Montella. Sì è vero ha commesso un ingenuo fallo su Borja e ha procurato il rigore alla sua squadra. Forse è l’unica sbavatura che poteva costare carissima e se Ilicic non avesse sprecato dagli undici metri, già si parlerebbe di giocatore ingenuo. Invece la fortuna e lo 0-0 trasformano la sua prestazione da negativa ad accettabile. Il suo merito è spingere a più non posso sulla sua fascia e creare quelle sovrapposizioni che al Milan mancano tanto e non consentono l’innesto del tridente.

IL PUNTO SUL MILAN: IL TRIDENTE NASCOSTO E IL FUTURO CHE VERRA’

Il tridente tanto ben preparato da Montella finora ha prodotto poco di concreto. Poche volte i tre si innescano da soli e in rarissimi casi vengono lanciati da dietro. Niang, uno dei peggiori in campo domenica, si perde in troppa velocità,altruismo e confusione, mentre Bacca e Suso che affrontano la partita con piglio più deciso, spesso sono costretti ad arretrare per prendersi la palla. Il colombiano ci mette l’anima, corre e cerca sempre di farsi notare dai centrocampisti, ma conclude poco. Suso, invece, a volte riesce a trovare lo spunto in più che potrebbe cambiare la sfida, a volte si limita a un compito da esterno di copertura e a qualche sortita in area, magari sfortunata.

Questo tridente caro Montella per ora o non s’ha da fare o è nascosto.

Dopo Firenze si può, dunque, affermare che la squadra c’è, insomma ci siamo; di contro non c’è e quindi non ci siamo. Apprezzabile la capacità di concentrazione nei novanta minuti e la determinazione nel concedere pochi spiragli all’avversario. E’ anche vero che se non costruisci non sempre ti possono capitare situazioni estranee come il goal di Bacca a Genova o quello del pari a Napoli ad opera di Suso.

Si evidenzia una voglia di vittoria nelle gambe e negli occhi dei giocatori. Solo che questa bramosia, per ora, deve fare i conti con una squadra in divenire. Potrebbe svilupparsi un frutto maturo e vincente o di contro restare acerbo e perdente. Oppure non saporito. Chissà

Domenica arriva il Sassuolo a San Siro ed è una squadra, che non ha mai temuto la “Scala del calcio”.Anzi gioca in alcuni momenti con una qualità notevole. Quel gioco tridentino che da noi ancora è nascosto, ma speriamo che emerga per consentirci una stagione con maggior ambizione. L’ultimo, o almeno così sembra, della trentennale era Berlusconi. A proposito Auguri ex presidente.

Foto Eurosport.com

 

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